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Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».

Quanti tipi di felicità esistono?

08 Luglio 2016

Quanti tipi di felicità esistono? «Due millenni e mezzo fa, Aristotele innescò una rivoluzione», si legge in un articolo pubblicato online dal New Yorker: ai filosofi che sostenevano che quel particolare stato di pienezza e contentezza derivasse dal piacere dei sensi, e altri che gli attribuivano un significato più finalistico, di obiettivo da raggiungere per dare un senso all’esistenza, il discepolo di Platone opponeva una terza opzione: l’eudemonia, una felicità che vive nel quotidiano, una pratica da affinare più che un obiettivo a cui tendere.

Oggi, negli Stati Uniti, due studi hanno testato scientificamente che una vita “felice”, nel senso in cui la intendeva Aristotele, è anche una vita più lunga, o più al riparo da malattie e problemi di salute. Il filone in realtà inizia nel 2007, quando il professore di psicologia dell’Università di Chicago John Cacioppo e il collega Steve Cole dell’Università della California, in un rilevamento ristretto a una dozzina di persone, hanno scoperto che chi si sentiva più triste aveva sviluppato mutazioni del genoma che potevano favorire lo sviluppo di tumori e patologie infiammatorie. A quel punto Barbara Fredrickson, dell’Università del North Carolina, pensò che se la tristezza portava brutte notizie per la salute, allora la felicità avrebbe probabilmente potuto portarne di positive.

President And Mrs Obama Host Annual White House Easter Egg Roll

Fredrickson però era ragionevolmente convinta che gli effetti migliori venissero fatti registrare da coloro che seguivano i dettami dell’edonismo: era più probabile che chi seguiva i piaceri del corpo avesse “sviluppato” geni più resistenti ai malanni, no? Sbagliato: il maggiore benessere – risulta da un esperimento condotto nel 2013 e replicato tre volte su bacini di un centinaio di persone – era il risultato di una “vita eudaimonica”. Si tratta, ha spiegato la ricercatrice al New Yorker, di qualcosa che «si riferisce ad aspetti del benessere che trascendono la gratificazione immediata e mettono in contatto le persone con qualcosa di più grande».

Un altro filone di studi che si innesta in questo ambito è quello dello psicologo di Cambridge Brian Little. Da decenni Little col suo team si occupa di ciò che chiama “progetti personali”, ovvero gli obiettivi esistenziali dei partecipanti alle sue ricerche che possono andare dall’utopico (la pace nel mondo) all’iperspecifico (fare in modo che il marito si ricordi degli anniversari). Per portarci felicità, e quindi benessere, i suddetti devono però rispondere a due logiche: il significato – personale, e quindi di rilevanza soggettiva – e l’efficacia che riusciamo ad avere nel portarlo a termine. Un punto di contatto tra le due ricerche, spiega il magazine newyorkese, sta nel fatto che entrambe aprono a scenari intrinsecamente ottimisti: chiunque, in fondo, può trovare il suo “progetto personale” per praticare la felicità, vivere meglio e, a quanto pare, più a lungo.

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