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13:33 venerdì 15 maggio 2026
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.
Un’operazione segreta dell’Onu ha salvato dalle macerie di Gaza milioni di documenti che ricostruiscono la storia del popolo palestinese dalla Nakba a oggi In 10 mesi, gli operatori hanno salvato milioni di documenti che permetteranno di ricostruire gli alberi genealogici dei palestinesi e di raccontare il loro legame con quella terra.
La lunghissima, tesissima, imbarazzatissima stretta di mano tra Donald Trump e Xi Jinping È durata 14 secondi, nessuno sembrava voler mollare la presa per primo, ovviamente su internet si sono fatte scommesse e meme a riguardo.
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.

Quanti tipi di felicità esistono?

08 Luglio 2016

Quanti tipi di felicità esistono? «Due millenni e mezzo fa, Aristotele innescò una rivoluzione», si legge in un articolo pubblicato online dal New Yorker: ai filosofi che sostenevano che quel particolare stato di pienezza e contentezza derivasse dal piacere dei sensi, e altri che gli attribuivano un significato più finalistico, di obiettivo da raggiungere per dare un senso all’esistenza, il discepolo di Platone opponeva una terza opzione: l’eudemonia, una felicità che vive nel quotidiano, una pratica da affinare più che un obiettivo a cui tendere.

Oggi, negli Stati Uniti, due studi hanno testato scientificamente che una vita “felice”, nel senso in cui la intendeva Aristotele, è anche una vita più lunga, o più al riparo da malattie e problemi di salute. Il filone in realtà inizia nel 2007, quando il professore di psicologia dell’Università di Chicago John Cacioppo e il collega Steve Cole dell’Università della California, in un rilevamento ristretto a una dozzina di persone, hanno scoperto che chi si sentiva più triste aveva sviluppato mutazioni del genoma che potevano favorire lo sviluppo di tumori e patologie infiammatorie. A quel punto Barbara Fredrickson, dell’Università del North Carolina, pensò che se la tristezza portava brutte notizie per la salute, allora la felicità avrebbe probabilmente potuto portarne di positive.

President And Mrs Obama Host Annual White House Easter Egg Roll

Fredrickson però era ragionevolmente convinta che gli effetti migliori venissero fatti registrare da coloro che seguivano i dettami dell’edonismo: era più probabile che chi seguiva i piaceri del corpo avesse “sviluppato” geni più resistenti ai malanni, no? Sbagliato: il maggiore benessere – risulta da un esperimento condotto nel 2013 e replicato tre volte su bacini di un centinaio di persone – era il risultato di una “vita eudaimonica”. Si tratta, ha spiegato la ricercatrice al New Yorker, di qualcosa che «si riferisce ad aspetti del benessere che trascendono la gratificazione immediata e mettono in contatto le persone con qualcosa di più grande».

Un altro filone di studi che si innesta in questo ambito è quello dello psicologo di Cambridge Brian Little. Da decenni Little col suo team si occupa di ciò che chiama “progetti personali”, ovvero gli obiettivi esistenziali dei partecipanti alle sue ricerche che possono andare dall’utopico (la pace nel mondo) all’iperspecifico (fare in modo che il marito si ricordi degli anniversari). Per portarci felicità, e quindi benessere, i suddetti devono però rispondere a due logiche: il significato – personale, e quindi di rilevanza soggettiva – e l’efficacia che riusciamo ad avere nel portarlo a termine. Un punto di contatto tra le due ricerche, spiega il magazine newyorkese, sta nel fatto che entrambe aprono a scenari intrinsecamente ottimisti: chiunque, in fondo, può trovare il suo “progetto personale” per praticare la felicità, vivere meglio e, a quanto pare, più a lungo.

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