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21:21 lunedì 10 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

In Corea c’è una prigione per le persone stressate

03 Luglio 2018

La Corea del Sud è un posto decisamente stressante. Per darvi un’idea: una nuova legge ha abbassato la settimana lavorativa a “soltanto” 52 ore, mentre prima erano 68 (tecnicamente, va detto, si tratta del valore massimo di ore lavorative che possono essere richieste a un dipendente in una settimana, non del valore medio, ma si tratta pur sempre di una quantità notevolissima, se si tiene conto che in media gli italiani che lavorano a tempo pieno lavorano 38,8 ore la settimana, che la media europea è di 40 ore e che persino gli stakanovisti inglesi si aggirano intorno alle 42 ore). Certo, si potrebbe obiettare che la Corea del Nord è un Paese ancora più stressante, ammesso e non concesso che “stressante” sia la parola giusta per definire una delle dittature più opprimenti di sempre, ma questo non è di grande aiuto per il Sud.

La buona notizia, se così si può dire, è che un avvocato coreano ha escogitato un metodo che secondo lui aiuta ad alleviare lo stress: una “prigione” per gente stressata, dove le persone vengono messe in una “cella di isolamento” per qualche giorno, cosa che teoricamente dovrebbe farli sentire meglio. Kwon Yong-suk, questo il nome dell’avvocato, ha aperto la sua prigione finta, che si trova poco fuori Seul, già qualche anno fa. Ma solo adesso la Bbc ne ha scritto, pubblicando anche un video che potete guardare qui. Dal servizio della Bbc si scopre che l’idea gli è venuta quando lavorava 100 ore a settimana, cosa che gli provocava, tra le altre cose, frequenti ulcere.

stress bbc corea

La “prigione” anti-stress gestita da Kwon Yong-suk è composta da 28 cellule identiche, dove vengono forniti materassini da yoga, un set per fare il tè, un tavolino con il necessario per scrivere e, naturalmente, dei sanitari. Prima di venire chiusi dentro alle rispettive “celle”, i partecipanti si presentano a vicenda, raccontando le loro storie in quella che ricorda vagamente una riunione degli alcolisti anonimi. Ogni giorno sono “rinchiusi” per tutto il pomeriggio, anzi, per la precisione dalle 13:45 alle 21:45. A differenza di una vera cella, però, queste celle hanno una bella finestra che dà su un’area verde. L’idea è tenerli lontano dal lavoro, dai telefoni e dalla quotidianità.

Sembra una versione radicale di quei programmi di digital detox di cui si sentiva parlare qualche anno fa. Anche perché la prigione, quella vera, costituisce un’esperienza devastante e l’isolamento in carcere è qualcosa di terribile. Per farvene un’idea (anche qui, non può essere paragonata a quella reale) potete dare un’occhiata a questa esperienza virtuale messa a punto dal Guardian che vi porta all’interno di una cella d’isolamento di un carcere statunitense.

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Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.