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22:37 venerdì 21 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Fotografare la Corea del Nord

Si può raccontare per immagini questo Paese nonostante il rigido controllo su giornalisti e visitatori? La serie di un fotogiornalista italiano.

06 Settembre 2017

Una voce metallica e priva di entusiasmo annuncia l’avvenuto atterraggio. I pochi ospiti a bordo tirano un sospiro di sollievo: il traballante velivolo di epoca sovietica è riuscito, anche questa volta, a trasportare il suo consueto carico d’imprenditori cinesi, diplomatici europei ed eccentrici passeggeri internazionali sull’asfalto sgretolato dell’aeroporto di Pyongyang, Corea del Nord.

Un viaggio nella parte settentrionale della penisola coreana è un po’ come il primo bacio o il giorno in cui impari ad andare in bicicletta: tutto è nuovo, tutto è diverso. Nonostante la Repubblica Democratica Popolare di Corea sia una nazione relativamente moderna e sviluppata, il viaggiatore non può eludere la percezione che lo colpisce sin dai primi momenti dall’arrivo nella capitale: un mondo completamente diverso da quello conosciuto finora, una sorta di terra incognita fatta d’immensi alveari di cemento armato, vaste piazze deserte e bizzarre architetture totalitariste.

La Corea del Nord, con le sue strade ordinate e pulite, non è l’Africa nera e inesplorata e neanche l’India esotica e misteriosa, eppure nel grigiore urbano di Pyongyang, come in nessun altro luogo del mondo, si ha la sensazione di essere degli intrusi, talvolta graditi, all’interno di una realtà separata, in un universo orwelliano, che difficilmente può essere penetrato, interpretato o anche solo capito dal visitatore occasionale.

Si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia sugli stereotipi e le leggende metropolitane che circondano questo “Stato canaglia”, acerrimo nemico degli Stati Uniti e del Giappone, ultimo baluardo di una Guerra fredda ormai perduta, governato da un regime sempre più isolato e sprezzante di ogni pressione e influenza internazionale, salvo, forse, quella cinese. Dilungarsi sui cliché, più o meno veritieri, di cui l’immagine della Corea del Nord è satura, è cosa per tabloid scandalistici e non serve a granché. Quello che invece è importante osservare e raccontare sono i piccoli momenti quotidiani, i volti della gente e gli incontri fra persone, che, nascosti dietro la facciata di slogan e propaganda, costituiscono, in realtà, la parte più bella ed interessante del “Paese eremita”. Che sia lo sguardo di un vecchio pescatore di mitili sui moli di Wonsan, nell’est del Paese, o la grazia di una giovane ballerina in una scuola di Pyongyang, è ancora possibile, nonostante il rigido controllo sociale, catturare immagini che, forse, si avvicinavano alla realtà di un paese dove la verità è soltanto un’opinione.

Fotografie dell’autore.
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