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01:34 lunedì 8 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Trump si è complimentato con il Presidente della Liberia per il suo inglese, non sapendo che in Liberia l’inglese è la prima lingua

Joseph Boakai, nonostante l'imbarazzo, si è limitato a spiegargli che sì, ha studiato l'inglese nella sua vita.

10 Luglio 2025

Ci sarebbe moltissimo da dire del pranzo di Stato che si è tenuto alla Casa Bianca mercoledì 9 luglio. Da una parte, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dall’altro, i Presidenti di cinque Paesi: Mohamed Ould Ghazouani della Mauritania, Bassirou Diomaye Faye del Senegal, Brice Clotaire Oligui Nguema del Gabon, Umaro Cissoko Embaló delle Guinea-Bissau e Joseph Boakai della Liberia. Un pranzo piacevolissimo a dire di tutti i partecipanti, in cui Trump ha deliziato i commensali, dicendo che era contento di essere a tavola con i Presidenti di «posti così vitali, con molti terreni di valore, grandi risorse minerarie, vasti giacimenti petroliferi e abitati da persone stupende». A ognuno la libertà di decidere se il fatto che in questo elenco le persone stupende arrivino alla fine sia il modo di Trump di esporre le sue priorità.

Come se questo momento non fosse già sufficientemente imbarazzante, Trump ha poi pensato di coinvolgere il Presidente della Liberia Boakai in un surreale scambio, diventato già notizia e meme. Stupito dal fluente inglese di Boakai, Trump ha deciso di indagare: «Dove ha imparato a parlare così bene? Dove? Ha studiato? Ma dove?», ha insistito una, due, tre volte il Presidente americano. Evidentemente in imbarazzo, Boakai si è limitato a rispondere che sì, ha studiato. Ma Trump voleva saperne di più: «E dove? In Liberia?», ha chiesto. Sì, ha risposto ancora una volta Boakai. Finalmente soddisfatto, Trump ha chiosato che «c’è gente a questo tavolo che non parla così bene, nemmeno lontanamente».

Per quanto eloquente possa essere Boakai, tutti gli osservatori non hanno potuto evitare di sottolineare come quella di Trump sia una gaffe piuttosto grave: la lingua ufficiale della Liberia è, infatti, l’inglese. Quindi sì, Boakai l’ha imparata e studiata, come tutti gli esseri umani nella loro vita imparano e studiano la propria lingua madre. In più, come spiegato da Natalie Allison sul Washington Post, la Liberia è una nazione con un fortissimo legame storico-culturale con gli Stati Uniti: fu fondata nel 1822 da afro americani, sia schiavi che liberi, sotto la spinta della American Colonization Society, un’organizzazione che sosteneva che gli afro americani avrebbero vissuto meglio se fosse stata loro concessa la possibilità di tornare in Africa. Nel 1847 la Liberia è uno Stato indipendente. E da allora ha l’inglese come lingua ufficiale.

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