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12:32 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Trump si è complimentato con il Presidente della Liberia per il suo inglese, non sapendo che in Liberia l’inglese è la prima lingua

Joseph Boakai, nonostante l'imbarazzo, si è limitato a spiegargli che sì, ha studiato l'inglese nella sua vita.

10 Luglio 2025

Ci sarebbe moltissimo da dire del pranzo di Stato che si è tenuto alla Casa Bianca mercoledì 9 luglio. Da una parte, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dall’altro, i Presidenti di cinque Paesi: Mohamed Ould Ghazouani della Mauritania, Bassirou Diomaye Faye del Senegal, Brice Clotaire Oligui Nguema del Gabon, Umaro Cissoko Embaló delle Guinea-Bissau e Joseph Boakai della Liberia. Un pranzo piacevolissimo a dire di tutti i partecipanti, in cui Trump ha deliziato i commensali, dicendo che era contento di essere a tavola con i Presidenti di «posti così vitali, con molti terreni di valore, grandi risorse minerarie, vasti giacimenti petroliferi e abitati da persone stupende». A ognuno la libertà di decidere se il fatto che in questo elenco le persone stupende arrivino alla fine sia il modo di Trump di esporre le sue priorità.

Come se questo momento non fosse già sufficientemente imbarazzante, Trump ha poi pensato di coinvolgere il Presidente della Liberia Boakai in un surreale scambio, diventato già notizia e meme. Stupito dal fluente inglese di Boakai, Trump ha deciso di indagare: «Dove ha imparato a parlare così bene? Dove? Ha studiato? Ma dove?», ha insistito una, due, tre volte il Presidente americano. Evidentemente in imbarazzo, Boakai si è limitato a rispondere che sì, ha studiato. Ma Trump voleva saperne di più: «E dove? In Liberia?», ha chiesto. Sì, ha risposto ancora una volta Boakai. Finalmente soddisfatto, Trump ha chiosato che «c’è gente a questo tavolo che non parla così bene, nemmeno lontanamente».

Per quanto eloquente possa essere Boakai, tutti gli osservatori non hanno potuto evitare di sottolineare come quella di Trump sia una gaffe piuttosto grave: la lingua ufficiale della Liberia è, infatti, l’inglese. Quindi sì, Boakai l’ha imparata e studiata, come tutti gli esseri umani nella loro vita imparano e studiano la propria lingua madre. In più, come spiegato da Natalie Allison sul Washington Post, la Liberia è una nazione con un fortissimo legame storico-culturale con gli Stati Uniti: fu fondata nel 1822 da afro americani, sia schiavi che liberi, sotto la spinta della American Colonization Society, un’organizzazione che sosteneva che gli afro americani avrebbero vissuto meglio se fosse stata loro concessa la possibilità di tornare in Africa. Nel 1847 la Liberia è uno Stato indipendente. E da allora ha l’inglese come lingua ufficiale.

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