Hype ↓
06:08 sabato 7 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

L’esperienza del carcere in realtà virtuale prodotta dal Guardian

28 Aprile 2016

«Welcome to your cell», benvenuto nella tua cella, è così che il Guardian ha lanciato il suo primo esperimento di Virtual Reality, un progetto che esplora cosa significa vivere in isolamento e gli effetti che tale condizione produce sulla psiche del prigioniero: “6×9 A Virtual Experience of Solitary Confinement” è un’installazione virtuale, frutto del lavoro di nove mesi, che rappresenta per il quotidiano britannico un importante nuovo tentativo di giornalismo digitale. Nonostante i tagli previsti per i prossimi mesi, il Guardian si lancia in un’operazione importante, con app dedicata e possibilità di utilizzare i Google cardboard per rendere totalmente immersiva l’esperienza interattiva.

Il video trasporta l’utente all’interno di una cella d’isolamento di un carcere statunitense, mostrando come questo tipo di situazione danneggi psicologicamente chi la subisce; 23 ore al giorno per settimane, mesi, o anni alle volte. All’interno del progetto è possibile leggere approfondimenti sulle storie di 6 ex carcerati che hanno realmente vissuto tale tipo di esperienza.

Secondo Aron Pilhofer, direttore esecutivo della sezione digital del Guardian, la realtà virtuale «non è una moda. Sarà ancora più importante da qui a un anno. Noi editori tutti stiamo cercando di capire dove si inserisce tale tipo di esperienza all’interno delle nostre strategie video globali, ma sappiamo che sarà una parte importante di ciò che facciamo». Per Pilhofer la Vr offre buone opportunità commerciali, tanto che il progetto 6×9 ha ben 6 sponsor a sostenerlo (Google News Labs, Tribeca Film Institute, Chicken and Egg Pictures, Frontline, Solitary Watch and Incarcerated Nation), cosa che ha reso il costo dell’operazione meno proibitivo.

Il Guardian VR Solitary experience racchiude elementi di realtà che contribuiscono a rendere ancora più perturbante questo tipo di esperienza: le clip audio dei video, disponibile in modalità video 360°, sono prese dal documentario Solitary Nation di Pbs Fontline, filmato all’interno di una prigione del Maine. In aggiunta, un prigioniero ha descritto il proprio stato allucinatorio, con visioni che includevano la vista della propria madre, restituita nell’esperienza virtuale dall’immagine inquietante di una persona che appare di scatto nella cella. Un altro ha riportato la propria esperienza sensoriale del sentirsi galleggiare all’interno della propria stanza, e lo spettatore può vivere tale sensazione aleggiando sul letto della cella mentre il protagonista sta parlando.

Ancora secondo Pilhofer « il New York Times ha dimostrato che una strada del genere può essere redditizia. Basta avere un mix di progetti guida e sponsorizzati per renderli trainanti». Il Guardian ha realizzato il tutto grazie a una squadra di 3 persone, guidata dal’editor per i progetti multimediali Francesca Panetta. La Panetta ha intervistato in tutto sei membri maschi e una donna che hanno contribuito allo sviluppo restituendo le proprie testimonianze dirette. A seconda di cosa guarda, lo spettatore può attivare una storia differente, questo significa che tale tipo di esperienza può essere fruita in modi diversi a seconda dell’ordine in cui gli oggetti vengono attivati/guardati. Per quanto può suonare inquietante, siamo noi a scegliere la modalità di isolamento preferita.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.