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00:44 giovedì 11 giugno 2026
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.
Il nuovo disco degli Xiu Xiu è un “adattamento musicale” di Eraserhead di David Lynch Dopo aver dedicato un disco a Twin Peaks, la band ne fa uno tutto incentro sull'opera prima di Lynch. Esce il 10 luglio, si intitola Eraserhead Xiu Xiu.
I Mondiali negli Stati Uniti stanno avendo un grosso problema con i permessi di soggiorno e i controlli agli aeroporti Visti negati a calciatori e arbitri, controlli severissimi, tifosi che scoprono all'improvviso di non poter più entrare negli Usa. Senza che ci sia una spiegazione ufficiale.
A Roma e Firenze si terranno i raduni dei gratuitisti, “allievi” di Mark Fisher che vogliono la settimana lavorativa di 24 ore, salario minimo di 1560 € e reddito di base universale Rispettivamente il 12 e il 13 giugno, due incontri a base di un po' meme, un po' di politica e un po' di filosofia per immaginare un mondo postlavorista.
Se vi è piaciuto Obsession di Curry Barker, sappiate che su YouTube si può vedere gratuitamente il suo primo film, Milk & Serial Prima di sbancare il botteghino, Barker ha pubblicato questo lungometraggio su YouTube, accumulando più di tre milioni di visualizzazioni.
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.

Ancora una volta, l’attore Stellan Skarsgård ha voluto ricordare il fatto che Ingmar Bergman era un ammiratore di Hitler

«È l’unica persona che conosco ad aver pianto quando è morto Hitler», ha detto. Non è la prima volta che Skarsgård racconta questo lato del regista.

14 Luglio 2025

«Bergman era manipolatore. Durante la guerra era un nazista ed è l’unica persona che conosco ad aver pianto quando è morto Hitler. […] Lo si percepiva, quando manipolava gli altri. Non era una brava persona». A parlare così del cineasta è stato l’attore svedese Stellan Skarsgård, già impegnato nella promozione di Sentimental Value, film per cui ha concrete possibilità di una nomination agli Oscar. Durante un incontro pubblico al Karlovy Film Festival, in Repubblica Ceca, Skarsgård è tornato sui suoi tormentati rapporti con Bergman, spiegando perché ancor oggi lo detesti.

Skarsgård, attore di lungo corso e padre di una dinastia di attori (i figli Alexander, Gustaf, Bill e Valter Skarsgård sono tutti professionisti famosi e apprezzati) non è mai stato tenero nei confronti del regista, con cui ha lavorato a teatro negli anni ’80. Non è la prima volta che racconta di quanto quello che è considerato un gigante del cinema del Novecento fosse una persona a suo dire sgradevole, piena di pregiudizi, manipolatoria. A Skarsgård sembra non andare giù soprattutto come si glissi spesso sul passato politico del regista. Bergman infatti da adolescente fu un entusiasta ammiratore di Hitler, tanto da piangere alla notizia della sua morte. Il cineasta non ha mai fatto mistero di essere cresciuto in una famiglia ammiratrice del Führer e in cui si nutrivano pregiudizi antisemiti, ma ha sempre sostenuto che quest’ammirazione sia morta nel giorno in cui ha scoperto quanto era accaduto nei campi di concentramento. 

Come riportato da Variety, Stellan Skarsgård ha tenuto a ribadire come spesso si riconoscano solo i meriti artistici del regista, dimenticando tutto il resto. Nonostante siano quasi passati vent’anni, l’attore è rimasto così segnato dall’incontro con Bergman da continuare spesso a raccontarne le ombre, tracciando un paragone curioso con un altro grande artista noto anche per non essere il migliore degli esseri umani: «Era un bravo regista, ma si può comunque dire che una persona è uno stronzo. Probabilmente anche Caravaggio era uno stronzo, ma ha fatto grandi dipinti».

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