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01:00 martedì 3 novembre 2026
Fare il giudice del Booker Prize è un sport estremo, un mestiere usurante, una missione impossibile Per scegliere i 6 finalisti i giurati devono leggere 163 libri in 7 mesi, praticamente uno al giorno. Per riuscirci ognuno s'inventa un metodo suo, tra diete liquide, notti insonni e gare di velocità.
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Avevamo alte aspettative ma l’incontro tra Mamdani e Gualtieri le ha superate tutte, tra Mamdani che canta Bella Ciao e Gualtieri che fa battute cringe in inglese Dopo essersi a lungo corteggiati a distanza, i due sindaci si sono finalmente incontrati di persona. Speriamo in un sequel con Mamdani in Campidoglio.
Maledetta primavera è diventata una delle canzoni delle proteste in Italia e il merito è tutto di un centro sociale milanese Il Centro sociale autogestito Lambretta la mette in tutte le sue serate e in tutte le sue manifestazioni. I video in cui viene cantata sono diventati virali e ora la voce di Loretta Goggi la si sente sempre più spesso nelle proteste.
Curry Barker, il regista di Obsession, ha fatto uscire a sorpresa un nuovo film e l’ha pubblicato gratuitamente sul suo canale YouTube Si intitola Mama Bear, dura sette minuti e, dopo averlo visto, tutti dicono la stessa cosa: non ci si capisce niente.
Quando si è trattato di scappare dalla giustizia, Flavio Bolsonaro si è improvvisamente ricordato delle sue origini venete e soprattutto del passaporto italiano concessogli dal governo Meloni Ha lasciato il Paese passando per Argentina ed Ecuador ed è atterrato a Miami. Nella lista passeggeri risulta cittadino italiano: un riconoscimento ottenuto nel 2023 in tempi piuttosto veloci.
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».

Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi

Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.

17 Settembre 2026

Sono 20.000 bombe Mk-84, 20 mila BLU-117 quasi identiche alle prime, e 20 mila testate penetranti I-2000, che sfondano terra, roccia o cemento e poi esplodono seguendo un cronometro preimpostato. Pesano tutte una tonnellata. I primi due modelli possono essere regolati per esplodere in superficie, e allora lanciano schegge fino a trecento metri in ogni direzione; oppure possono esplodere sottoterra, lasciando crateri profondi fino a 15 metri. L’ufficio dell’esercito americano che segue la fabbricazione, la distribuzione e la vendita di queste armi indica come bersagli ideali edifici, scali ferroviari e linee di comunicazione, mentre per le truppe, i serbatoi di carburante e i radar consiglia ordigni più leggere. L’accordo tra Stati Uniti e Israele per la compravendita di queste armi vale 2,8 miliardi di dollari, è uno dei più grandi mai conclusi per armamenti di questo tipo, e lo finanzia il bilancio del Pentagono per le vendite militari all’estero. I soldi vengono quindi dai contribuenti statunitensi, passano per l’esercito israeliano e finiscono ai produttori americani di munizioni.

Il cambio nella lista della spesa è cominciato dopo il 7 ottobre 2023. Nel 2025 Israele ha comprato dagli Stati Uniti quasi otto volte più bombe da una tonnellata di quante ne avesse prese dal 2012 al 2015, in controtendenza rispetto alla maggior parte degli eserciti moderni, che vanno verso munizioni sempre più piccole e precise per limitare il numero delle vittime civili. Un ex comandante dell’aeronautica israeliana, che ha parlato in forma anonima al New York Times, ha detto che il paese ha deciso di accumulare una scorta pluriennale in caso di ritardi nei rifornimenti, e che 60.000 bombe da una tonnellata sono considerate una scorta piena. «Il concetto tradizionale della dottrina di difesa israeliana era quello delle guerre brevi» ha spiegato Amos Yadlin, generale in pensione, ex vicecomandante dell’aeronautica ed ex capo dell’intelligence militare israeliana. «Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi tre anni è il coinvolgimento di Israele in una guerra lunga. E nelle guerre lunghe hai bisogno di più munizioni». Negli ultimi anni l’aeronautica israeliana ha operato su sette fronti: Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran, Siria, Yemen e Iraq.

In un’inchiesta del 2023 il New York Times ha contato 208 crateri di almeno 12 metri di diametro in una zona del sud di Gaza dove Israele aveva ordinato ai civili di spostarsi per la loro sicurezza. Allo stesso tempo sono stati documentati anche oltre 200 casi di bombe da una tonnellata sganciate in aree densamente popolate. Le forze statunitensi non le usano quasi mai in contesti simili, e dal Vietnam in poi le impiegano con parsimonia perché considerate “non indispensabili”. Israele sostiene che servano a colpire i combattenti nascosti in grandi edifici e nei tunnel, e che l’esercito cerchi sempre di ridurre al minimo le vittime civili. A maggio 2024, l’amministrazione Biden bloccò una spedizione di 1.800 di quelle bombe per dissuadere Israele dall’attaccare Rafah. L’attacco avvenne lo stesso non appena Trump è rientrato alla Casa Bianca.

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