65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo, chiami Dario Vitale
Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Dario Vitale ha un potere speciale, così speciale da riuscire ad entrare per ben due volte in una discendenza familiare creativa serratissima. Prima nella dorata e barocca famiglia Versace come chief creative officer (dove con il suo debutto ha fatto arrabbiare tutti) – firmando un’unica, acclamata collezione Primavera/Estate 2026, resa celebre dal famoso reggiseno di paillettes che ha dominato le copertine, prima che l’acquisizione da parte del Gruppo Prada portasse a un repentino cambio di rotta. Ora invece come direttore creativo di Emporio Armani e accessori Giorgio Armani al fianco di Silvana Armani e Leo Dell’Orco, diventando, ancora una volta, il primo designer esterno alla famiglia a guidare la visione della maison.
L’annuncio è arrivato sui social affidato a tre post su Instagram: una sequenza di polaroid firmate dalla fotografa Jeannette Montgomery Barron che ritraggono l’Armani/Teatro progettato da Tadao Ando. «Sono onorato di assumere questo duplice ruolo tra Emporio Armani e Giorgio Armani e profondamente grato a Silvana e Leo per avermi accolto nel loro mondo. Mi avvicino a questa nuova sfida con un profondo senso di responsabilità ed entusiasmo, con l’obiettivo di costruire su queste solide fondamenta e definire insieme una nuova era.». La prossima sfilata di Emporio del 24 settembre, in formato presentation, sarà l’ultimo atto firmato da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, lasciando spazio al debutto ufficiale di Vitale con la collezione Autunno/Inverno 2027.
Classe 1983, origini meridionali e studi a Milano alla Marangoni, Dario Vitale vanta un curriculum densissimo. Inizia da Bottega Veneta sotto la guida di Tomas Maier, ma la vera svolta arriva nel 2010 quando entra nel gruppo Prada. Lì lavora per quattordici anni a stretto contatto con Miuccia Prada, diventando Design Director del ready-to-wear e Brand Image Director di Miu Miu – dando un contributo creativo al boom del marchio, arrivato a registrare un +93% nelle vendite nel 2024. La storia di Vitale racconta bene come sta cambiando la moda italiana. A poco più di un anno dalla scomparsa di Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre 2025 all’età di 91 anni, la nomina del primo designer esterno rappresenta il vero punto di svolta per la maison. La scelta arriva in un momento cruciale di transizione sia estetica sia economica per il gruppo guidato dal CEO Giuseppe Marsocci, chiamato a gestire i delicati assetti statutari lasciati dal fondatore.