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03:48 martedì 25 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Quello del sottomarino Titan era un disastro annunciato da anni

21 Giugno 2023

È la storia che in questi giorni stanno raccontando tutti i giornali del mondo: quella dalla scomparsa del Titan, il sottomarino con il quale cinque persone avrebbero dovuto compiere un “giro turistico” del relitto del Titanic. Del sottomarino si sono perse le tracce il 18 giugno, quando si trovava nell’Oceano Atlantico, al largo delle coste canadesi di Newfoundland. Da quel momento le ricerche non si sono mai interrotte: a un’operazione già difficilissima si aggiunge il fatto che il sottomarino ha una riserva di aria sufficiente a garantire la sopravvivenza dei passeggeri per circa 96 ore. A oggi, secondo le stime delle autorità americane che si stanno occupando della ricerca, quella riserva si sarebbe ridotta a poco più di 40 ore. Per chi non fosse al passo con gli ultimi sviluppi, qui c’è un riassunto di tutto quello che è successo e si è scoperto dal 18 giugno a oggi.

Ad aggravare la situazione, nelle ultime ore si è aggiunta la notizia che i vertici di OceanGate Expeditions – l’azienda che ha costruito il sottomarino Titan e organizzato il “viaggio” alla scoperta del relitto del Titanic – era da anni a conoscenza degli altissimi rischi posti da questa immersione turistica nelle profondità dell’oceano. Come riporta il New York Times, infatti, il direttore delle operazioni marittime di OceanGate, David Lochridge, nel 2018 aveva consegnato ai dirigenti dell’azienda un report in cui sottolineava «i potenziali rischi in cui i passeggeri del Titan sarebbero potuti incorrere nel momento in cui il sottomarino avesse raggiunto profondità estreme». Il report è uno degli atti processuali della causa tra Lochridge e OceanGate, intentata dall’azienda per una supposta violazione degli obblighi di segretezza ai quali il suo contratto da dipendente all’epoca lo costringeva. Pochi mesi dopo la lettera di Lochridge, 38 esperti di esplorazione marina avevano inviato una lettera a OceansGate accusando l’azienda di non voler sottoporre i suoi sottomarini ai controlli di un’azienda, la Dnv, considerata la più affidabile quando si tratta di accertare la sicurezza di sottomarini e di mezzi per immersioni ad altissima profondità.

Nel processo è emersa la ritrosia, se non proprio il rifiuto, di OceanGate a pagare per far accertare da parti terze e indipendenti la sicurezza del Titan. L’azienda si è giustificata in maniera alquanto bizzarra nel corso degli anni. Per esempio: in un post – ovviamente non firmato – pubblicato nel 2019 sul blog aziendale, OceanGate spiegava che non sottoponeva il Titan ai controlli di prassi perché il sottomarino era semplicemente troppo innovativo e ci sarebbe voluto troppo tempo a “spiegarlo” ai controllori. Allo stesso tempo, però, OceanGate faceva una pubblicità che i suoi accusatori hanno definito «fuorviante, nella migliore delle ipotesi», sostenendo che il Titan avrebbe comunque passato brillantemente tutti i più severi controlli di sicurezza. Se solo questi fossero stati fatti.

Si dirà: ma com’è possibile che un’azienda possa decidere se obbedire agli obblighi imposti da una legge, soprattutto se quegli obblighi sono pensati per tutelare la sicurezza dei passeggeri (tra l’altro, passeggeri profumatamente paganti: un viaggio sul Titan costa 250 mila dollari a persona)? Come sempre, la risposta sta nelle scappatoie che ogni legge lascia aperte: negli Usa i viaggi sottomarini con passeggeri sono regolati dal Passenger Vessel Safety Act del 1993, che dice che tutti i veicoli di questo tipo e con questi scopi devono registrarsi presso la Guardia costiera americana e, per farlo, devono superare i suddetti controlli. Quindi, OceanGate ha pensato che per evitare le lungaggini burocratiche bastasse non far battere ai suoi sottomarini bandiera americana e non farli navigare in acque territoriali Usa. È per questo che il Titan viene sganciato nell’oceano da una nave battente bandiera canadese e solo a una certa distanza dalle acque pattugliate dalla Guardia costiera americana.

In un ritratto pubblicato dallo Smithsonian Magazine nel 2019, il Ceo di OceanGate, Stockton Rush, aveva detto che l’industria dei sottomarini commerciali «non registra un incidente da più di 35 anni. È un’industria incredibilmente sicura grazie a tutte queste leggi. Ma è anche un’industria che non innova e non cresce a causa di tutte queste leggi». Rush è uno dei cinque passeggeri del Titan: è il pilota del sottomarino disperso.

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