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09:27 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Nemmeno un accordo da un miliardo di dollari con Disney è bastato a evitare la chiusura di Sora da parte di OpenAI

La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.

25 Marzo 2026

OpenAI ha annunciato l’improvvisa chiusura di Sora, la sua famosa e famigerata applicazione per la generazione di video tramite intelligenza artificiale. La decisione, arrivata senza motivazioni ufficiali, mette fine prematuramente anche alla partnership triennale con Disney, che avrebbe dovuto permettere agli utenti, a partire dal 2026, di creare contenuti originali attingendo alle immagini e alle animazioni degli universi Marvel, Pixar e Star Wars. La rottura dell’accordo comporta la cancellazione di un investimento da un miliardo di dollari, questo era il valore della partnership tra OpenAI e Disney, segnando una brusca frenata nelle ambizioni di integrazione tra AI generativa e industria dell’intrattenimento.

Dietro la chiusura di Sora sembra esserci la crescente pressione legale portata dai detentori della proprietà intellettuale delle opere che questi software usano per creare ciò che creano (siano essi film, serie tv, libri, fumetti, parole o immagini in generale: nulla sfugge all’infinito appetito dell’AI generativa). A pochi importava dell’elevatissimo realismo raggiunto da Sora 2 – l’ultima versione del software, uscita a settembre del 2025 – nella generazione dei video, mentre in tanti erano contrariati dalla controversa politica di “opt-out”, che obbligava i detentori della proprietà intellettuale di segnalare esplicitamente la loro contrarietà al fatto che il frutto del loro ingegno venisse usato per addestrare il genio meccanico di OpenAI. La protesta si era diffusa in tutta l’industria dell’arte e dell’intrattenimento, da Hollywood al Giappone, con l’associazione CODA e lo Studio Ghibli in prima fila nel denunciare l’uso non autorizzato delle loro opera. La ritirata di OpenAI dal settore video, che proverà anche ChatGPT di alcune funzioni integrate, indicaun cambio di priorità strategica che ha tutto il sapore di un disperato tentativo di evitare un conflitto frontale e permanente con il diritto d’autore. E con le persone che preferirebbe continuare a fruire arte e intrattenimento fatte da altre persone e non da macchine.

Mentre OpenAI esce di scena, la battaglia legale tra i giganti del cinema e quelli dell’AI imperversa. Come scrive Variety, Disney ha intensificato i suoi sforzi contro la violazione del diritto d’autore, inviando diffide a Google e Meta e intentando cause legali contro Midjourney e ByteDance per il suo sistema Seedance 2.0 (lanciato a febbraio 2026). L’improvvisa e inattesa fine di Sora rappresenta un monito per l’intero settore: la dipartita dell’AI che, fino ad ora, aveva rappresentato il maggior pericolo per il futuro del cinema (d’animazione ma non solo) segna un punto di svolta per il futuro dei video generati dall’intelligenza artificiale, un futuro dove, si spera, ci sarà un miglior bilanciamento tra innovazione tecnologica e rispetto della proprietà intellettuale e dei diritti dei creatori.

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