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Sondaggi che fanno riflettere e altri renzismi

A pagina dodici dell’odierna edizione di Libero viene pubblicato un interessante sondaggio Ipsos: si tratta di un’indagine mensile commissionata dal Partito democratico all’istituto guidato da Pagnoncelli, un report di 61 pagine in cui compare anche una “classifica di gradimento” dei leader italiani. Sorpresa: subito dopo l’inossidabile Giorgio Napolitano (85%), in seconda posizione, compare Matteo “serpe in seno” Renzi, con il 58%, che stacca di 16 punti Pigi Bersani, solo al tredicesimo posto. Da sottolineare, soprattutto, che il sondaggio si riferisce soltanto al mese di settembre, escludendo così l’exploit leopoldino. Da notare la tenuta dei sindaci di Milano e Napoli e la crescita di Zingaretti al 48%, basse invece le quotazioni di Nichi Vendola. Come giustamente sottolinea Elisa Calassi, un campione piuttosto corposo (38%) dichiara di non conoscere Matteo Renzi, mentre il segretardio del Pd e il governatore pugliese sono sconosciuti solo all’8% degli intervistati. Dato che fa intuire quanto l’ex rottamatore possa ancora migliorare la sua posizione  in termini di gradimento.

Nel frattempo, su qdrmagazine è apparsa ieri una bella analisi di Francesco Costa, coadiuvata anche dagli interventi di Giovanni Fontana e Stefano Menichini, a proposito di cosa sia di sinistra oggi, o meglio, a proposito dell’ormai evidente politica interna al Pd che punta a bollare come “di destra” chi non ideologicamente in linea con Il Partito. Non solo Renzi allora, ma persino Ichino, Chiamparino, Fassino, Zingales, Polito. Proprio gli uomini di-sinistra-ma-di-destra, però, sono in cima all’indice di gradimento.

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