Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva
Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Nel 1993 Sam Neill fa due cose: sfugge alle fauci di un tirannosauro in Jurassic Park e pianta un piccolo vigneto di Pinot Nero in una valle sperduta della Nuova Zelanda, dove quasi nessuno credeva si potesse produrre vino. Come oggi sappiamo, il film avrebbe sbancato il botteghino mondiale e Neill avrebbe di conseguenza guadagnato cifre che gli avrebbero permesso di comprare uno château già bell’e pronto con incluso un enologo disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7,365 giorni all’anno. L’attore però prende una direzione ostinata e contraria: compra un pezzo di terra a Gibbston, in Central Otago, una regione montuosa nell’estremo sud della Nuova Zelanda in cui nell’Ottocento si cercava l’oro non l’uva.
Neill battezzò la sua azienda con un nome autoironico e bucolico, Two Paddocks, letteralmente “due campi”. E proprio in questi giorni L’etichetta Two Paddocks ha visto il proprio Pinot Nero balzare dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti della catena Liquorland, segnando un incremento delle vendite del 1828 per cento. Numerose enoteche e supermercati di Wellington, come riporta il Guardian, hanno addirittura esaurito le scorte nel giro di poche ore. Ovviamente, l’improvviso e repentino aumento della domanda per questo vino è una conseguenza della morte di Neill, scomparso lo scorso 13 luglio, a 78 anni, a causa di una polmonite. I fan hanno risposto così alla richiesta del suo storico agente, Philip Grenz, che aveva invitato tutti a sostenere i progetti cari all’attore: al posto di inviare telegrammi di cordoglio e corone di fiori, i fan hanno dunque cominciato a comprare il vino che l’attore produceva e a brindare alla sua memoria. È possibile che Grenz, con quell’invito, stesse chiedendo ai fan di andare a vedere i quattro film che Neill ha girato prima di morire. Ma è evidente che tra i film e il vino, i fan hanno scelto il vino. La direttrice dell’azienda vitivinicola, Jacqui Murphy, ha ricordato come Neill considerasse il vino un simbolo di convivialità e un mezzo per unire le persone, sottolineando quanto l’attore avrebbe apprezzato questo tributo.
Non è vero, diamo agli appassionati quello che è degli appassionati: stanno sostenendo anche le cause alle quali Neill si era appassionato nel corso degli anni. Per esempio, l’organizzazione ambientalista Sustainable Tarras, assieme alla quale Neill si era battuto contro l’apertura di un sito di estrazione di oro (si capisce che i cercatori d’oro sono ancora lì, sempre a cercare l’oro, dall’Ottocento a oggi) a poca distanza dai suoi vigneti. In questi giorni, Sustainable Tarras ha ricevuto donazioni per oltre 20 mila dollari neozelandesi, assieme a incoraggiamenti a continuare le loro lotte anche in nome dell’attore.