Hype ↓
11:52 mercoledì 23 settembre 2026
La migliore risposta all’uscita di Tajani sulle gonne delle donne sono le immagini AI di Tajani che indossa gonne di ogni foggia, fattura, lunghezza, materiale e colore Il Ministro degli Esteri ha detto che l'affidabilità di una donna è inversamente proporzionale alla lunghezza della sua donna. La shitstorm non si è fatta attendere.
Meta ha bloccato la promozione di un adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf in quanto contenente “temi femministi” Il Teatre Raval di Barcellona ha condiviso la surreale conversazione avuta con Meta riguardo alla censura dei post sullo spettacolo: per risolvere la situazione, Meta ha consigliato di eliminare le «parole chiave», in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l'attivismo».
Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.
Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.
Potremo vedere tutti i giorni tutto il giorno i discorsi di Trump sulla nuovissima Trump TV La diretta YouTube si trova nel sito della Casa Bianca e trasmetterà «i video più visti, i discorsi più importanti e i momenti salienti» di tutta l'amministrazione.
Un festival in California è stato cancellato perché la spiaggia su cui doveva tenersi non c’è più a causa dell’erosione costiera Le onde e le piogge portate dall'uragano Marie hanno ridotto talmente tanto lo spazio agibile che quello rimasto non bastava per palchi e pubblico.
Converse ha rimosso una campagna pubblicitaria perché accusata di fare espliciti riferimenti al Ku Klux Klan Una gonna bianca, un fascio di luce bianca che proietta a terra una stella, scarpe Converse tutto attorno. E poi accuse di razzismo e di istigazione alla violenza.
Il regime di al-Sisi in Egitto ha un nuovo nemico pubblico n. 1: il creatore di una pagina Facebook satirica ispirata a SpongeBob Il gruppo in due settimane ha guadagnato 1,8 milioni di follower, tra le altre cose ritraendo al-Sisi come l'insopportabile Mr. Krabs, il capo di SpongeBob.

Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel

Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.

22 Luglio 2026

Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, ha confermato al podcast Happy Sad Confused quello che negli ambienti del cinema americano era già una specie di leggenda: la Marvel chiama regolarmente Adam Driver, e Adam Driver dice regolarmente di no. «Non è un segreto che ci piacerebbe lavorare con Adam», ha detto Feige. «Ma ormai è una tradizione. Ci sentiamo su Zoom con lui e poi lui rifiuta. È una tradizione di lunga data. Non potrebbe essere più cordiale. Di solito è molto sincero quando parla di come si sente». La dichiarazione arriva mentre sui social circola con una certa insistenza la voce secondo la quale Driver sarebbe stato contattato per un ruolo non meglio specificato nel reboot degli X-Men. Feige ha smentito la voce ma ha anche detto che non è stato ancora deciso alcun casting per il reebot degli X-Men e non ha rivelato neanche quali ruoli Driver ha rifiutato negli anni. Uno di questi, però, è noto sia tra gli addetti ai lavori che al pubblico: quello di Reed Richards ne I Fantastici Quattro, ruolo andato poi a Pedro Pascal.

Driver ha già fatto il suo passaggio nel cinema dei grandi franchise, tra l’altro. Ha interpretato Kylo Ren nella trilogia sequel di Star Wars. Come si legge su Word of Reel, probabilmente è uscito da quell’esperienza con la certezza di non volerla mai più ripetere, impressione effettivamente confermata da tutte le sue scelte successive. Negli ultimi anni ha lavorato con Martin Scorsese, Steven Spielberg, Spike Lee, Noah Baumbach, Jim Jarmusch, Steven Soderbergh, Michael Mann, Francis Ford Coppola, Ridley Scott, Leos Carax e i fratelli Coen. Nessun attore della sua generazione può esibire un curriculum così incredibile, curriculum oggettivamente molto difficile da costruire se ci si mette a fare film di supereroi. Con i Marvel Studios, così come con qualsiasi altro studio produca un franchise di supereroi, si firma un contratto spesso di lunga durata: per un certo numero di anni ci si impegna a fare un certo numero di film da protagonista e un certo numero di film da co-protagonista. Per esempio: quando Robert Downey Jr. era Iron Man, il suo contratto prevedeva che facesse i film di Iron Man e partecipasse anche a quelli degli Avengers. A questo poi va aggiunto l’impegno nella promozione del film. Si capisce, dunque, che è assai difficile costruirsi un curriculum come quello di Driver una volta preso la decisione di diventare un supereroe. Inoltre, i film di supereroi spesso sono diretti da registi tutt’altro che rilevanti, fatto che si sposa male con il metodo Driver: in più occasioni, infatti, l’attore ha detto che lui sceglie di fare un film in base al regista che lo dirige.

Feige non ha detto quanto la Marvel abbia offerto a Driver negli anni, ma è ragionevole immaginare cifre significative. Il fatto che Driver continui a rifiutare suggerisce una cosa semplice: non è una questione di soldi. In un’industria in cui gli attori vengono cronicamente valutati sulla base della loro disponibilità a entrare nei franchise, Driver rappresenta un modello opposto: l’attore che dice di no per principio, cordialmente, su Zoom, ripetutamente.

Articoli Suggeriti
Meta ha bloccato la promozione di un adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf in quanto contenente “temi femministi”

Il Teatre Raval di Barcellona ha condiviso la surreale conversazione avuta con Meta riguardo alla censura dei post sullo spettacolo: per risolvere la situazione, Meta ha consigliato di eliminare le «parole chiave», in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l'attivismo».

Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto

Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.