Due ostaggi israeliani, un giornalista palestinese, un trapper italiano e le altre notizie degli ultimi giorni.
Il conflitto in Medio Oriente ci sta impartendo ancora una volta una lezione che abbiamo già imparato prima con la pandemia e poi con l'invasione russa dell'Ucraina: i social non sono più i luoghi delle notizie.
L'ospedale di Gaza, l'attentato di Bruxelles, il fuorionda di Giambruno e le altre notizie degli ultimi giorni.
Le immagini delle violenze in Medio Oriente arrivano anche a loro. Ha senso proteggerli vietando l'accesso ai social, come suggeriscono alcuni? O è possibile, e giusto, spiegare cosa sta succedendo?
Elena Basile è solo l'ultimo esempio di una serie di personaggi che hanno riscosso successo nei talk show ma che, in realtà, ambiscono a fare gli scrittori.
Sette giorni di orrore in Medio Oriente e sui nostri social.
Mentre il mondo è tornato esattamente come prima dimenticando tutti i buoni propositi pandemici, ripensare al lockdown fa emergere sentimenti inaspettati: nostalgia e delusione.