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02:56 domenica 18 ottobre 2026
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C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
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I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Hamas ha invitato Elon Musk a visitare Gaza

29 Novembre 2023

Martedì 28 novembre Osama Hamdan, importante esponente di Hamas, ha invitato Elon Musk a visitare la Striscia di Gaza. Durante una conferenza stampa tenuta a Beirut, Hamdan ha detto che Musk dovrebbe venire a Gaza per «vedere con i suoi occhi i massacri e la distruzione subiti dal suo popolo, se davvero ha a cuore l’oggettività e la credibilità». L’invito di Hamdan arriva al termine della visita di Musk al kibbutz di Kfar Aza, a tre chilometri dal confine tra Israele e la Striscia, dove il 7 ottobre i terroristi di Hamas hanno ucciso più di cinquanta civili israeliani. Accompagnato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al termine della visita Musk ha detto che «gli assassini devono essere neutralizzati. Bisogna fermare la propaganda che addestra i futuri assassini. Dopodiché, dobbiamo fare in modo che Gaza prosperi. Se ci riusciremo, penso che il futuro sarà bello».

Questo anno da Chief Twit ci ha insegnato che è quasi impossibile prevedere cosa dirà e farà Musk. Quindi chissà, magari accetterà l’invito di Hamdan e andrà davvero nella Striscia di Gaza. Certo è difficile, anche considerando le ragioni per le quali lunedì era in Israele assieme a Netanyahu. Nelle ultime settimane, infatti, Musk è stato accusato di contribuire alla diffusione dell’antisemitismo su X. È una polemica che va avanti ormai da diverso tempo, da quando Musk ha definito «la verità» un tweet in cui si sosteneva che gli ebrei fomentano l’odio contro i bianchi. Di fronte a chi (tra questi: l’Anti-Defamation League e Media Matters) gli ha fatto notare che con questi commenti e condivisioni stava aggravando il già grave – soprattutto dopo il 7 ottobre – problema dell’antisemitismo, Musk ha risposto alla sua maniera: battute stupide e minacce legali. Con Media Matters le minacce sono diventate una causa vera e propria: dopo che la nonprofit ha pubblicato un’inchiesta in cui si vedevano pubblicità di grossi marchi affiancati a contenuti antisemiti, X ha deciso di portare Media Matters in tribunale, accusandola di una gigantesca “manipolazione” atta a distruggere la piattaforma.

Durante la visita al kibbutz Kfar Aza non si è fatta menzione di questi post che Musk ritiene portatori di verità né delle sue beghe con organizzazioni che cercano di combattere l’antisemitismo. Non si è parlato neanche del fatto, di cui abbiamo scritto qui, che una grandissima parte della bufale sul conflitto tra Israele e Hamas viene da utenti certificati di X, i cui contenuti vengono spinti dall’algoritmo della piattaforma anche se fuorvianti o falsi, in quanto clienti che spendono otto dollari al mese per avere una spunta blu accanto al loro nome utente. Forse è a questo che Musk si riferisce quanto scrive che «actions speak louder than words»: non basta un giorno di contrizione né una visita nel luogo di una strage a far dimenticare quello a cui abbiamo assistito – e ancora assistiamo – su X.

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