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23:53 mercoledì 15 luglio 2026
Nel Regno Unito si sono accorti che 9 bestseller su 10 hanno una cosa in comune: una donna che viene uccisa da un uomo Per la precisione, l'84 per cento dei libri più acquistati racconta una storia che comprende una donna che viene uccisa da un uomo.
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.

Hamas ha invitato Elon Musk a visitare Gaza

29 Novembre 2023

Martedì 28 novembre Osama Hamdan, importante esponente di Hamas, ha invitato Elon Musk a visitare la Striscia di Gaza. Durante una conferenza stampa tenuta a Beirut, Hamdan ha detto che Musk dovrebbe venire a Gaza per «vedere con i suoi occhi i massacri e la distruzione subiti dal suo popolo, se davvero ha a cuore l’oggettività e la credibilità». L’invito di Hamdan arriva al termine della visita di Musk al kibbutz di Kfar Aza, a tre chilometri dal confine tra Israele e la Striscia, dove il 7 ottobre i terroristi di Hamas hanno ucciso più di cinquanta civili israeliani. Accompagnato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al termine della visita Musk ha detto che «gli assassini devono essere neutralizzati. Bisogna fermare la propaganda che addestra i futuri assassini. Dopodiché, dobbiamo fare in modo che Gaza prosperi. Se ci riusciremo, penso che il futuro sarà bello».

Questo anno da Chief Twit ci ha insegnato che è quasi impossibile prevedere cosa dirà e farà Musk. Quindi chissà, magari accetterà l’invito di Hamdan e andrà davvero nella Striscia di Gaza. Certo è difficile, anche considerando le ragioni per le quali lunedì era in Israele assieme a Netanyahu. Nelle ultime settimane, infatti, Musk è stato accusato di contribuire alla diffusione dell’antisemitismo su X. È una polemica che va avanti ormai da diverso tempo, da quando Musk ha definito «la verità» un tweet in cui si sosteneva che gli ebrei fomentano l’odio contro i bianchi. Di fronte a chi (tra questi: l’Anti-Defamation League e Media Matters) gli ha fatto notare che con questi commenti e condivisioni stava aggravando il già grave – soprattutto dopo il 7 ottobre – problema dell’antisemitismo, Musk ha risposto alla sua maniera: battute stupide e minacce legali. Con Media Matters le minacce sono diventate una causa vera e propria: dopo che la nonprofit ha pubblicato un’inchiesta in cui si vedevano pubblicità di grossi marchi affiancati a contenuti antisemiti, X ha deciso di portare Media Matters in tribunale, accusandola di una gigantesca “manipolazione” atta a distruggere la piattaforma.

Durante la visita al kibbutz Kfar Aza non si è fatta menzione di questi post che Musk ritiene portatori di verità né delle sue beghe con organizzazioni che cercano di combattere l’antisemitismo. Non si è parlato neanche del fatto, di cui abbiamo scritto qui, che una grandissima parte della bufale sul conflitto tra Israele e Hamas viene da utenti certificati di X, i cui contenuti vengono spinti dall’algoritmo della piattaforma anche se fuorvianti o falsi, in quanto clienti che spendono otto dollari al mese per avere una spunta blu accanto al loro nome utente. Forse è a questo che Musk si riferisce quanto scrive che «actions speak louder than words»: non basta un giorno di contrizione né una visita nel luogo di una strage a far dimenticare quello a cui abbiamo assistito – e ancora assistiamo – su X.

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