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12:27 giovedì 8 ottobre 2026
Maricarmen Abascal è morta a 87 anni in una stanza d’ospedale. Ha passato gli ultimi sei anni della sua vita a lottare per non essere sfrattata dalla sua casa Ci era entrata nel 1956, con il padre e la madre, e aveva sempre pagato l'affitto. Quando le dissero che doveva andarsene, rispose che avrebbe lottato fino alla fine.
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.

Hamas ha invitato Elon Musk a visitare Gaza

29 Novembre 2023

Martedì 28 novembre Osama Hamdan, importante esponente di Hamas, ha invitato Elon Musk a visitare la Striscia di Gaza. Durante una conferenza stampa tenuta a Beirut, Hamdan ha detto che Musk dovrebbe venire a Gaza per «vedere con i suoi occhi i massacri e la distruzione subiti dal suo popolo, se davvero ha a cuore l’oggettività e la credibilità». L’invito di Hamdan arriva al termine della visita di Musk al kibbutz di Kfar Aza, a tre chilometri dal confine tra Israele e la Striscia, dove il 7 ottobre i terroristi di Hamas hanno ucciso più di cinquanta civili israeliani. Accompagnato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al termine della visita Musk ha detto che «gli assassini devono essere neutralizzati. Bisogna fermare la propaganda che addestra i futuri assassini. Dopodiché, dobbiamo fare in modo che Gaza prosperi. Se ci riusciremo, penso che il futuro sarà bello».

Questo anno da Chief Twit ci ha insegnato che è quasi impossibile prevedere cosa dirà e farà Musk. Quindi chissà, magari accetterà l’invito di Hamdan e andrà davvero nella Striscia di Gaza. Certo è difficile, anche considerando le ragioni per le quali lunedì era in Israele assieme a Netanyahu. Nelle ultime settimane, infatti, Musk è stato accusato di contribuire alla diffusione dell’antisemitismo su X. È una polemica che va avanti ormai da diverso tempo, da quando Musk ha definito «la verità» un tweet in cui si sosteneva che gli ebrei fomentano l’odio contro i bianchi. Di fronte a chi (tra questi: l’Anti-Defamation League e Media Matters) gli ha fatto notare che con questi commenti e condivisioni stava aggravando il già grave – soprattutto dopo il 7 ottobre – problema dell’antisemitismo, Musk ha risposto alla sua maniera: battute stupide e minacce legali. Con Media Matters le minacce sono diventate una causa vera e propria: dopo che la nonprofit ha pubblicato un’inchiesta in cui si vedevano pubblicità di grossi marchi affiancati a contenuti antisemiti, X ha deciso di portare Media Matters in tribunale, accusandola di una gigantesca “manipolazione” atta a distruggere la piattaforma.

Durante la visita al kibbutz Kfar Aza non si è fatta menzione di questi post che Musk ritiene portatori di verità né delle sue beghe con organizzazioni che cercano di combattere l’antisemitismo. Non si è parlato neanche del fatto, di cui abbiamo scritto qui, che una grandissima parte della bufale sul conflitto tra Israele e Hamas viene da utenti certificati di X, i cui contenuti vengono spinti dall’algoritmo della piattaforma anche se fuorvianti o falsi, in quanto clienti che spendono otto dollari al mese per avere una spunta blu accanto al loro nome utente. Forse è a questo che Musk si riferisce quanto scrive che «actions speak louder than words»: non basta un giorno di contrizione né una visita nel luogo di una strage a far dimenticare quello a cui abbiamo assistito – e ancora assistiamo – su X.

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