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21:23 lunedì 24 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

I tagli di Shame

Doveva essere un film sul potere. Poi Steve McQueen ha ceduto al disperato bisogno di empatia

17 Febbraio 2012

Ci sono storie che serve troppo coraggio per raccontare. Shame è una di queste. Il film era in origine una saga sul potere. Si chiamava Power. Il protagonista, interpretato da M Fassbender, è un Irlandese cresciuto nel New Jersey, un self-made man che è partito da zero e ha ottenuto – grazie all’intelligenza e al savoir faire (“savvy”) – un lavoro nel terzo settore a Manhattan abbastanza prestigioso da permettergli di pagare lo Standard Hotel del Meatpacking District come albergo a ore con vista sul Jersey d’origine; l’uomo ha pure ottenuto – grazie alla bellezza, alle dimensioni del pene, e a una capacità fuori dal comune di comprare i vestiti giusti – la possibilità di andare a letto praticamente con chiunque.
Un tema delicato, difficile da trattare, nel cui cul de sac è finito il regista Steve McQueen dopo aver mostrato la prima stesura del copione ai suoi amici.

Un film su un uomo dotato di tanto potere è un’impresa difficile da portare a termine. Le obiezioni di amici e consulenti alla sceneggiatura si indirizzano subito sul problema dell’invidia dello spettatore maschio: nessuno andrà a vedere un film su un uomo così ampiamente e indiscutibilmente realizzato. Il protagonista ha tutto. Soldi, bei vestiti, un uccello enorme. È anche quasi simpatico. A queste condizioni, il film piacerà solo alle donne.
Bisogna trovargli un problema su cui lo spettatore possa empatizzare. McQueen si informa un po’ in giro e decide che uno così può avere una sex addiction.
Da problema secondario del film, la dipendenza sessuale si trasforma poi nelle stesure successive in argomento del film, il quale perde il titolo originario – “Power” – per prendere quello definitivo – “Shame”.

Alla ricerca disperata dell’empatia, la sceneggiatura subisce sostanziosi rimaneggiamenti. Spariscono le scene in cui più esplicitamente si tratta il tema del potere assoluto del protagonista, del suo controllo psichico sugli altri personaggi.
Ecco alcuni stralci di dialogo tagliati:

Vestiti

“Tu dove li compri? Per dire, questa sciarpa, dove l’hai trovata? È stupenda. Cioè oggi stai troppo bene”.
“Guarda c’erano i saldi da Mark Jacobs e son rimasto in fila due ore sul marciapiede. Quasi mollavo. Però un commesso gay che mi corre sempre dietro quando passo in negozio me l’ha tenuta da parte. Gli ho scritto su Whatsapp. Ho dovuto anche chiacchierarci, a quel punto”.
“Sei un genio. Me la presti un giorno?”
“Ah ah ah ah”.

Riviste di moda

“Quindi l’abbonamento a Men’s Health l’hai rinnovato, alla fine?”
“Ah ah ah sì”.
“Ma che stronzo. Hai detto che lo cancellavi e io l’ho cancellato”.
“Ti pare che mi cancello l’abbonamento? E il dolce non me lo ordinare. Devo andare un attimo in bagno. Non fare che lo ordini per me, chiaro?”
“Be’ ci sono rimasto un po’ male”.
“Sì ma non ordinarlo”.

Uccello

“Ma! Ma! Hai un uccello bellissimo! O mamma svengo. Be’ che scema tanto te lo diranno tutte. Ti prego. Posso prenderlo? Ehi mi raccomando fai piano che sono delicatina. Oh che cosa bella. Posso fargli una foto? Ti giuro che la tengo per me. Sei il mio dio fa’ di me ciò che vuoi”.
“Ah ah ah. Che dolce. Vieni qua”.

Lavoro

“È la volta che ti licenziano”.
“Scommettiamo?”

Casa

“Ah ah ah. No, il lavoro te lo pago in contanti, non in natura. Però mi raccomando, dopo che hai fatto montare la libreria compra dei dischi belli e un buon piatto. Ieri notte ti ho segnato su un file i libri di casa tua che vorrei nella libreria”.
“Ok, grazie – cioè, volevo dire Scusa. Cioè – ops – intendevo: ok, faccio tutto nel weekend”.
“Sei un grande. Ciao, eh”.
“Sì, scusa, ciao, aggancio io”.
“No, aggancio io”. Clic.

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