Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno
«Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
L’appuntamento è fissato per l’ultima domenica del mese, dal pomeriggio fino a tarda sera, nella discoteca Undercity di Seoul. Il Trevari Book Club, noto gruppo di lettura locale, organizza lunghe sessioni in cui solitamente gli avventori ballano e si divertono. La pista da ballo viene riempita di sedute comode dove, per circa 20 euro, è possibile sedersi, sorseggiare un drink e ascoltare la musica techno selezionata e mixata dal dj della serata. È questa la promessa di Reading City, un’iniziativa che sta facendo scoprire ai lettori coreani un modo nuovo di godersi i libri. L’evento, sponsorizzato su Instagram, vuole essere uno spazio adattato a un pubblico molto specifico (ma si sa che il successo commerciale passa per l’occupazione di una nicchia fin lì passata inosservata): i lettori che, nel mezzo delle loro letture, amano alzarsi, stiracchiarsi, andare a ballare un po’ sotto cassa e poi, con la testa che rimbomba e le membra indolenzite, tornare a sedersi e rimettersi a leggere. Esistono anche queste persone, evidentemente.
L’evento è pensato come un’alternativa ai tradizionali club del libro, con l’obiettivo di attrarre un pubblico più giovane e appassionato di musica elettronica. I partecipanti infatti portano i propri libri e leggono ognuno per conto proprio, senza dibattito, condividendo però lo spazio e la musica. La scelta della “colonna sonora” delle serata è dettata sia dall’intenzione di attrarre un pubblico giovane sia dalle capacità rilassanti di questo genere musicale. Per gran parte della serata, infatti, il dj sceglie brani low tempo, riservando all’ultima ora e mezza pezzi più ritmati e coinvolgenti per chi ha voglia di scendere in pista e ballare. «Questo evento è pensato come un momento per immergersi nei libri seguendo il proprio ritmo», hanno scritto gli organizzatori su Instagram «ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura».
I partecipanti della prima sessione di Reading City assicurano che per lo più i lettori presenti stanno per conto proprio, godendosi il proprio libro in un contesto diverso dagli altri, come testimoniano i racconti raccolti da DJ Mag: «La lettura non deve avvenire solo in biblioteca o a casa e la musica elettronica non è solo per i club notturni. Questo tipo di evento mostra come entrambe possano essere vissute in modo più leggero e informale».
Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.
Anche per pochi giorni, in un posto vicino, spendendo il minimo indispensabile. L'importante è allontanarsi dal lavoro più spesso di quanto facciamo adesso.