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07:01 giovedì 28 maggio 2026
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.
Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.
Il governo russo ha detto alle banche che devono difendere da sole le loro filiali e abbattere i droni ucraini a spese loro E lo ha fatto con una legge che lascia agli istituti finanziari la libertà di armare il proprio personale e addirittura comprare sistemi antidrone.
The Mandalorian and Grogu stava andando malissimo ma adesso sta andando benissimo Sembrava destinato al flop, ma improvvisamente il nuovo film del franchise di Star Wars e ha iniziato ad incassare molto in tutto il mondo.
La governatrice di Tokyo vuole che i lavoratori vadano in ufficio in pantaloncini e scarpe da tennis perché fa troppo caldo E anche per risparmiare sulla bolletta, visto che il costo dell'energia è aumentato moltissimo a causa della crisi nello Stretto di Hormuz.
Su YouTube stanno riscuotendo grandissimo successo gli audiolibri brutti, piratati e fatti con l’AI Un sondaggio del 2025 ha rilevato che il 35 per cento dei fruitori di audiolibri ha ascoltato almeno un titolo piratato su YouTube, e la maggioranza lo ha fatto perché era gratis.
Bezos ha detto che Mamdani dovrebbe smetterla di prendersela con i miliardari e il giorno dopo Mamdani ha intimato ad Amazon di pagare 9 milioni di dollari di multe stradali arretrate Multe comminate perché i fattorini lasciano i furgoni Amazon in mezzo alla strada, con il motore acceso, a inquinare.
La Cina ha lanciato degli embrioni nello spazio per scoprire se è possibile avere bambini spaziali Un esperimento necessario per capire se i sogni di colonizzazione galattica dell'umanità sono davvero realizzabili o no.

Scary Skinny

Sei magra da paura, anzi no, copriti cicciona. La moviola sul corpo delle star non si ferma mai

25 Giugno 2012

Fatto: non ho la minima idea di chi legga questa rubrica.

Vi immagino femmine, a volte. Forse siete molto carine e quindi abituate fin dall’adolescenza a dire «oh, sai, io odio i miei piedi» (ve lo auguro), e forse fantasticate su come sarebbe bello se poteste tagliarvi via le cosce senza provare dolore e senza alcun postumo dell’operazione. (Non si può.) Forse siete d’accordo con me nel dire che lanciare “allarmi anoressia” senza sapere cosa sia un metabolismo è un atteggiamento umanamente fangoso e moralmente irresponsabile, forse no. Forse, come lo facevo io dietro il dito del «posso spiegare! E’ per lavoro!», visitate i portali dedicati ai pettegolezzi su donne famose. E vi siete trovate davanti una formula ricorrente. “Scary skinny“.

Scary skinny: magra da spavento, secca da far paura.

A differenza di altre parole d’ordine, non è troppo chiaro chi l’abbia lanciata. Di certo la rivista People ne ha fatto ampio uso, ha contribuito a popolarizzarlo. E la prima regina del genere è stata Angelina Jolie. (In linea di massima sul corpo della signora Jolie si costruiscono tre storie-base, e queste storie sono «Angelina è gelosa di Jennifer Aniston», «Angelina vuole altri figli», «Angelina è troppo secca».) Comunque sia, oggi, per poter aspirare al marchio Magra da Spavento, c’è da rispettare parametri precisi. Si devono vedere le costole, tutte, quando la donna indossa un costume da bagno a due pezzi; meglio ancora se le costole spuntano da un abito intero grazie a un fortunato angolo fotografico. Poi ci sono le braccia, che devono sempre sembrare ossute, troppo sottili, e i fianchi, che devono contribuire all’effetto complessivo della “boyish figure” (corporatura da ragazzino). Insomma: se ti si vede l’osso, sei scary skinny. Se non ti si vede l’osso, sei magra e sana. Normale.

Questo gioco piace a tanti. Piace ad alcuni giornali e portali, perché consente la moviola immediata da parte di “esperti” come medici, nutrizionisti, dietologi, basta che non abbiano mai avuto la donna in questione tra i propri pazienti. Piace a chi legge e commenta da casa, perché fa sentire in grado di valutare le abitudini alimentari altrui senza l’obbligo di incontrarlo al supermercato. (E permette una serie di manfrine a presa rapida: «la ragazza secca è malata» = «dietro ogni bella donna c’è un uomo già stanco di lei», «i divi di Hollywood sono ricchi ma infelici», eccetera.) Soprattutto, piace perché crea un certo numero di piccole star, quelle sempre a un passo dal ricovero e dalla nutrizione tramite sondino. Alcune forse devono una parte della propria longevità mediatica all’essere costantemente inquadrate come “cattivi esempi”, casi preoccupanti senza soluzione. (La prima che mi viene in mente: la stylist Rachel Zoe.)

Va detto, altre donne diagnosticate al volo come “scary skinny” fanno parte del nostro paesaggio da molti anni, e non hanno mai davvero cambiato corpo. Sono sempre state molto magre. L’eccesso di interesse nei loro confronti si lega a motivazioni diverse dalla salute. Come l’attrice Demi Moore dopo una separazione coniugale forse più pubblica di quanto avrebbe auspicato; in quel caso, l’etichetta “magra da paura” era la prima cosa che le si poteva tirare addosso, come sinonimo di infelicità e solitudine, essere stata forse tradita con una più giovane. (Che poi la signora Moore abbia accettato un ricovero per presunta anoressia era solo una nota a margine, una toppa peggiore del buco, chi lo sa.)

In più: è sempre possibile passare da scary skinny a «copriti, cicciona!» nell’arco di pochi mesi. Se alcune Magre-Malate restano ospiti fisse della stessa classifica, esiste un piccolo gruppo di persone che viene fatto oscillare tra estremi altrettanto pericolosi, indesiderabili. Ecco un elenco. (Alcune forse le conoscete: l’ex attrice televisiva Mischa Barton, la cantante e volto da reality Jessica Simpson.) E se sull’argomento dietologi poco scrupolosi ammazzati come topi dall’amante c’è sempre la speranza di vedere realizzato un TV-movie con attori scespiriani (questa quasi batte l’inventore del Segway che c’è morto sopra), dei rimedi spacciati per miracolosi come le crash diet si parla solo quando, appunto, sai, l’anoressia, o quando forse ci scappa la morta. [Dicesi crash diet regimi alimentari dove si mangia molto poco e quasi sempre la stessa cosa – es. la dieta della zuppa di cavolo – con l’obiettivo di perdere cinque o più chili in una settimana. Vengono regolarmente spinti da settimanali femminili di varia caratura.]

E ora, l’ideologia.

Tre mesi fa l’ex modella Jennifer Lawrence veniva considerata “un po’ troppo grassa” per dare un corpo plausibile alla protagonista del film tratto da The Hunger Games. La giustificazione penosa messa in campo: nel romanzo i personaggi rischiano ogni giorno di morire di fame, dato che vivono in un regime di malnutrizione costante, povertà estrema eccetera. Per cui: «questa attrice è magra ma – un po’ troppo in salute, eh? Eh?» (L’Italia è molto sul pezzo stavolta: mi ricordo di quando la Aspesi su Repubblica la definì “grassottella”, ai tempi di The Burning Plain.) In quel caso, il mio personale rischio ideologico era iper-valutare The Hunger Games – libro e film – al grido di «finalmente un prodotto per adolescenti con una ragazza che non frigna e non deve subire alcun extreme makeover per piacere ai maschi di turno», mentre la realtà del (gradevole) romanzo era un personaggio di una ferinità esasperante che si esprimeva a grugniti e nichilismo e in generale pareva la versione adolescente di Vasquez di Aliens. (Sto esagerando: se la protagonista di un libro fosse davvero la versione adolescente di Vasquez di Aliens, sarebbe il mio libro preferito di sempre dopo Touch.)

Al di là delle rispostacce, in queste cose di carne, un secondo livello c’è eccome. La donna deve restare una cliente. Non sei mai giusta, non hai mai finito. Mai felice, nemmeno sotto forma di cortigiana felice; sempre la sposa, mai un’invitata. Se si può continuare a spostare la soddisfazione più in là, a venderti parti di ricambio, ci sarà sempre un livello successivo (da pagare con i soldi che non hai) e un final boss pronto a respingerti.

L’ossessione per determinare la linea del troppo magra è l’altra faccia del bump watch, l’analisi compulsiva riguardo le gravidanze in corso, dove c’è da stabilire cosa si debba fare, di preciso, per avere una pancia perfetta. E l’industria del corpo è solo una parte dell’industria del cambiamento. La stessa da cui sono usciti gli esperti di sesso, i guru della spiritualità che andavano ospiti da Oprah Winfrey e adesso vanno ovunque. Da un lato tu puoi ottenere tutto restando così come sei, dall’altro tu puoi sempre cambiare te stessa. Ogni briciola. Devi solo decidere se prima aggiusti il tuo giro vita, il modo con cui scopi o la tua comunione con l’Assoluto. Fermo restando che fai schifo, e che la tua unica voce narrante personale dovrebbe essere un sergente che urla.

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