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20:38 venerdì 11 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Una giapponese è diventata sindaca di una città in Giappone standosene in Belgio

22 Giugno 2022

Se c’è una cosa che la pandemia ci ha dimostrato è che sono poche le cose che non si possono fare a distanza, da remoto. Satoko Kishimoto deve aver pensato la stessa cosa quando ha deciso di candidarsi alle elezioni amministrative nella città di Suginami, in Giappone, essendo lei residente nella municipalità di Leuven, in Belgio, a quasi diecimila chilometri di distanza. Di sicuro deve averlo pensato nel momento in cui ha scoperto di essere appena diventata sindaco di Suginami, battendo l’avversario conservatore per appena duecento voti e nonostante le moltissime (e inevitabili) critiche dovute alla sua domiciliazione europea.

Kishimoto è nata e cresciuta in Giappone, e a 25 anni ha deciso di trasferirsi in Olanda per lavorare come project coordinator per il Transnational Institute, una non profit di Amsterdam. Poco dopo l’arrivo in Europa ha traslocato di nuovo, in Belgio, a Leuven. Qui ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito e il padre dei suoi due figli, Olivier Hoedeman. È stato proprio Hoedeman a raccontare al Guardian come sia cominciata la storia che ha portato sua moglie a diventare prima cittadina in Giappone. «Durante la pandemia, quando tutto succedeva online, Satoko ha partecipato a molti dibattiti online in Giappone, qui da Leuven. Lei è molto attiva politicamente [soprattutto sulla questione delle privatizzazione di beni fondamentali come l’acqua, tema sul quale Kishimoto ha scritto anche un libro, ndr] e, grazie al suo lavoro per il Transnational Institute di Amsterdam, di politica ne sa parecchio. È diventata molto popolare nei movimenti progressisti giapponesi, è per questo che le hanno chiesto di candidarsi alle elezioni». Una parte della campagna elettorale Kishimoto l’ha svolta da remoto, ma nelle ultime settimane ha fatto diversi viaggi in Giappone per partecipare a eventi che richiedevano la sua presenza.

Hoedeman ha detto anche che la vittoria della moglie è stata una «grandissima sorpresa» per tutti. E che la cosa, ovviamente, li sta ora costringendo a riorganizzare la loro vita. Hanno due figli, il più piccolo va ancora alle elementari e non sono convinti che trasferirsi in Giappone sia la cosa giusta per lui. Almeno, non in questo momento: «Trasferirsi in Giappone non sarà una cosa semplice, ci stiamo ancora pensando». Per il momento, si trasferirà solo Kishimoto: si può diventare sindaci di una città in Giappone dal Belgio, ma non si può amministrare una città in Giappone dal Belgio, a quanto pare.

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