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20:35 venerdì 4 settembre 2026
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Nike ha fatto causa al collettivo che ha creato le “Satan Shoes” di Lil Nas X

30 Marzo 2021

Tra le tante polemiche scatenate dal nuovo video di Lil Nas X, “Montero” (Call Me By Your Name)”, che ha superato le 42 milioni di visualizzazioni, ce n’è una che riguarda le sue sneaker. In collaborazione con il collettivo MSCHF, il rapper ha infatti realizzato uno speciale paio di Nike Air Max ’97 denominate “Satan Shoes” perché conterrebbero una goccia di sangue umano nella suola. La trovata non è particolarmente piaciuta a Nike che, come riporta The Verge, ha fatto causa al collettivo per aver danneggiato la reputazione del marchio in quanto, dall’uscita del video, molti consumatori crederebbero ora «che Nike stia sostenendo il satanismo». Il gigante dello sportswear chiede perciò che le scarpe vengano ritirare dal mercato e che MSCHF paghi i danni d’immagine. La causa intentata da Nike questiona poi la pratica di stravolgere i suoi prodotti e specifica che «apportare modifiche alla suola può comportare dei rischi per la sicurezza dei consumatori». Il problema principale rimane però la presunta associazione con il satanismo.

MSCHF è un brand nato nel 2016 specializzato in lanci occasionali e molto virali che spaziano dalle “Jesus Shoes”, un altro paio di Nike Air Max ’97 che avevano però l’acqua santa nelle suole, fino alle Birkenstock fatte con gli scarti di alcune Hermès Birkin appositamente sminuzzate. I social di MSCHF sono tutti privati, gli acquisti si fanno via Dm oppure sms che arrivano da un misterioso numero, i prodotti sono frutto di lunghe discussioni tra i membri del collettivo, il cui principale obiettivo è quello di «produrre discussioni culturali». Delle Satan Shoes sono state realizzate solo 666 paia, costano 1.018 dollari e contengono 60 cc di inchiostro e una goccia di sangue umano, «impreziosito da un pentagramma». Al lancio delle Jesus Shoes Kevin Wiesner, direttore creativo di MSCHF, aveva detto «Sarebbe stato fantastico se Nike o il Papa avessero detto qualcosa», ma il marchio era rimasto silente. Se le Jesus Shoes avevano mandato in visibilio tutti i giovani pastori amanti dello streetwear, l’associazione con il satanismo sembra molto meno positiva agli occhi del brand. Chissà se Wiesner è contento oggi che Nike gli abbia fatto causa.

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