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18:34 mercoledì 15 luglio 2026
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.

Nike ha fatto causa al collettivo che ha creato le “Satan Shoes” di Lil Nas X

30 Marzo 2021

Tra le tante polemiche scatenate dal nuovo video di Lil Nas X, “Montero” (Call Me By Your Name)”, che ha superato le 42 milioni di visualizzazioni, ce n’è una che riguarda le sue sneaker. In collaborazione con il collettivo MSCHF, il rapper ha infatti realizzato uno speciale paio di Nike Air Max ’97 denominate “Satan Shoes” perché conterrebbero una goccia di sangue umano nella suola. La trovata non è particolarmente piaciuta a Nike che, come riporta The Verge, ha fatto causa al collettivo per aver danneggiato la reputazione del marchio in quanto, dall’uscita del video, molti consumatori crederebbero ora «che Nike stia sostenendo il satanismo». Il gigante dello sportswear chiede perciò che le scarpe vengano ritirare dal mercato e che MSCHF paghi i danni d’immagine. La causa intentata da Nike questiona poi la pratica di stravolgere i suoi prodotti e specifica che «apportare modifiche alla suola può comportare dei rischi per la sicurezza dei consumatori». Il problema principale rimane però la presunta associazione con il satanismo.

MSCHF è un brand nato nel 2016 specializzato in lanci occasionali e molto virali che spaziano dalle “Jesus Shoes”, un altro paio di Nike Air Max ’97 che avevano però l’acqua santa nelle suole, fino alle Birkenstock fatte con gli scarti di alcune Hermès Birkin appositamente sminuzzate. I social di MSCHF sono tutti privati, gli acquisti si fanno via Dm oppure sms che arrivano da un misterioso numero, i prodotti sono frutto di lunghe discussioni tra i membri del collettivo, il cui principale obiettivo è quello di «produrre discussioni culturali». Delle Satan Shoes sono state realizzate solo 666 paia, costano 1.018 dollari e contengono 60 cc di inchiostro e una goccia di sangue umano, «impreziosito da un pentagramma». Al lancio delle Jesus Shoes Kevin Wiesner, direttore creativo di MSCHF, aveva detto «Sarebbe stato fantastico se Nike o il Papa avessero detto qualcosa», ma il marchio era rimasto silente. Se le Jesus Shoes avevano mandato in visibilio tutti i giovani pastori amanti dello streetwear, l’associazione con il satanismo sembra molto meno positiva agli occhi del brand. Chissà se Wiesner è contento oggi che Nike gli abbia fatto causa.

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