Lena Dunham ha proposto una reunion e tutti hanno subito accettato, non prima di aver ricreato, in pochi secondi, le dinamiche disfunzionali che avevamo imparato ad amare.
I libri di Sally Rooney non saranno più venduti nel Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action
Lo ha annunciato il suo editore, Faber. Già un anno fa, Rooney aveva avvertito che sapeva che il suo sostegno a Palestine Action avrebbe portato a questo.
Sally Rooney non potrà più vendere i suoi romanzi nel Regno Unito. Lo ha annunciato oggi il suo editore, Faber, come riporta il Guardian: la casa editrice ha confermato che smetterà di distribuire i libri dell’autrice nel Paese, anche se le copie già presenti nelle librerie non saranno ritirate dalla vendita. Il motivo è giuridico, almeno in apparenza: secondo Faber, l’attuale legislazione britannica rende impossibile girare alla scrittrice i guadagni maturati nel Regno Unito, e per questo, in pieno accordo con lei, l’editore ha deciso di non fornire più le sue opere in nessun formato. Rooney, dal canto suo, ha spiegato che onorare i contratti per pubblicare i suoi libri nel Regno Unito potrebbe ormai configurare un reato grave, aggiungendo di aver fatto di tutto per essere sincera con il pubblico sulle proprie convinzioni e intenzioni, e di essere pronta ad accettarne fino in fondo le conseguenze.
Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare all’estate del 2025, quando Palestine Action è stata messa al bando in quanto considerata organizzazione “terroristica” dal governo britannico, a luglio; un divieto che non vale in Irlanda, dove Rooney vive. Poche settimane dopo, in un articolo sull’Irish Times pubblicato ad agosto, la scrittrice aveva dichiarato di voler usare i proventi dei suoi libri per continuare a sostenere Palestine Action, compresi quelli derivati dagli adattamenti televisivi di Normal People e Conversations With Friends, prodotti e trasmessi da Bbc. Il nodo è il Terrorism Act: la sezione 15 della legge punisce chi fornisce denaro o altri beni sapendo, o avendo ragionevoli motivi di sospettare, che saranno usati a fini terroristici. Rooney aveva previsto questo esito già lo scorso novembre, quando in una dichiarazione testimoniale depositata all’Alta Corte di Londra aveva avvertito che i suoi libri avrebbero potuto sparire dalle librerie britanniche e che forse non avrebbe più potuto pubblicare nulla di nuovo nel Paese. In quella sede aveva definito l’eventuale ritiro dei suoi romanzi un’intrusione estrema dello Stato nel campo dell’espressione artistica e della libertà d’opinione.
La portata della decisione si misura nei numeri: Normal People ha venduto più di un milione di copie soltanto nel Regno Unito. Non è la prima volta che la scrittrice irlandese mette in gioco il proprio mercato per una posizione politica: nel 2021 aveva rinunciato a cedere i diritti di traduzione in ebraico di Beautiful World, Where Are You a un editore israeliano. Questa volta, però, a chiudere la porta non è una sua scelta di boicottaggio ma una legge dello Stato, e il caso diventa inevitabilmente un banco di prova sul rapporto tra libertà d’espressione e norme antiterrorismo. I libri già sul mercato britannico potranno essere venduti fino a esaurimento senza dover essere restituiti, mentre Faber continuerà a vendere le opere di Rooney negli altri Paesi. La prossima tappa di questa vicenda è fissata a breve: il ricorso contro la messa al bando di Palestine Action sarà discusso davanti alla Corte suprema britannica il 4 e 5 novembre.