Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
In Brasile hanno trovato delle rocce di plastica
La geologia dell’isola vulcanica di Trindade in Brasile ha sempre affascinato gli scienziati. Ora, però, conducendo le loro ricerche sulle conformazioni rocciose dell’isola, i ricercatori hanno scoperto un’orribile novità. Come riportato da Reuters, infatti, nella spiaggia sono state trovate delle rocce di plastica. Come si sono formate? L’ha spiegato Fernanda Avelar Santos, geologa dell’Università Federale di Paranà, definendola una scoperta «nuova e terrificante». La colpa è da imputare principalmente alle reti da pesca, detriti molto comuni sulle spiagge dell’isola di Trinidade: le reti vengono trascinate dalle correnti marine e si accumulano sulla spiaggia. Quando la temperatura sale, la plastica si scioglie e si fonde con il materiale naturale presente sulla spiaggia.
L’isola di Trindade è uno dei rifugi più importanti al mondo per le tartarughe verdi, o Chelonia mydas, con migliaia di esemplari che arrivano ogni anno per deporre le uova. Gli unici abitanti umani di Trindade sono i membri della marina brasiliana, che mantiene una base sull’isola e protegge le tartarughe che nidificano. «Il luogo in cui abbiamo trovato questi campioni (di plastica) si trova vicino al luogo in cui le tartarughe verdi depongono le uova», ha commentato Santos. «Parliamo tanto dell’Antropocene, questa è una dimostrazione: l‘inquinamento, la spazzatura nel mare e la plastica scaricata negli oceani stanno diventando materiale geologico, conservato nei registri geologici della terra». Santos e il suo team hanno eseguito test chimici per scoprire che tipo di plastica si trovi nelle rocce, chiamate “plastiglomerati”, perché sono costituite da una miscela di granuli sedimentari e altri detriti tenuti insieme dalla plastica.
Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.