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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Zeus!, storia di una rivista senza tabù

Abbiamo parlato con la redazione di un magazine unico in Italia che dà spazio ai pensieri e alla creatività delle persone con disabilità.

di Studio
26 Maggio 2021

Cosa si chiede alle persone disabili? Troppo spesso: le solite cose, cos’hai mangiato, cos’hai fatto oggi. «E invece loro hanno un’opinione su tantissimi temi, anche sul sesso, sulla filosofia», spiega Riccardo Federici, un educatore che nel 2005 ha ideato la rivista bimestrale Zeus!, il cui nome è nato così, un po’ per gioco «all’inizio pensavamo di cambiarlo, ma è chiaro che nessun altro nome avrebbe retto il confronto». Alla guida della fanzine c’è Marco Milzani, che prima ancora di essere il direttore formale di Zeus!, è il direttore della cooperativa sociale Il Cardo, nata a Edolo nel settembre del 1988 e attiva nell’ambito della disabilità e dell’educazione. «In verità siamo come un mostro a tre teste, non a caso il claim è “La tua rivi- sta mutante”», dice Sara Rendina che si occupa della parte grafica e delle relazioni con gli artisti, «siamo in pochi, dobbiamo improvvisare». Perché Zeus! non è il “giornalino” di un’associazione, fatto da loro, letto da loro. È una testata vera registrata, con l’oroscopo, gli opinionisti fissi, come le riviste che si vendono nelle librerie, che mira a farci andare oltre le nostre percezioni e oltre quel linguaggio stereotipato con cui viene trattato il tema della disabilità.

Un ponte comunicativo «per aiutare l’educatore a conoscere meglio queste persone, e per aiutare chiunque a guardarle in modo diverso, senza superficialità, senza preconcetti», aggiunge Milzani. L’obiettivo principale di Zeus!, le cui copertine sono ora realizzate da grafici e artisti, è quello di mettere su carta le parole degli utenti della cooperativa come una traccia della loro esistenza, attraverso disegni e racconti a tratti surreali grazie ai quali possiamo ascoltare (e leggere) ciò che hanno davvero da dire. «Ed è un linguaggio spiazzante», continua Milzani, «non solo dal punto di vista verbale. L’idea che trasmette la lettura di Zeus! è che ti sembra di stare su una zattera in mezzo al mare, e a un certo punto dopo la calma piatta arrivano le onde, rimani stupito, continui a leggere, provi a rimanere in equilibrio ma la zattera balla tantissimo, i testi e i disegni virano, si modificano completamente e l’unica cosa che riesci a pensare è “ma come ti è venuto in mente di fare una cosa del genere?”», anche perché
le modalità di scrittura variano a seconda
dell’utente, tra chi propone di sua iniziativa
un argomento e chi deve essere indirizzato
nella scelta, chi scrive da solo e chi racconta all’operatore che trascrive.

Zeus! n° 84 – novembre/dicembre 2019, illustrazione di Alicia Baladan

Zeus! n° 92 – marzo/aprile 2021, illustrazione di Chrysanthos Christodoulou

Zeus! n° 90 – novembre/dicembre 2020, illustrazione di Francesca Crisafulli

Zeus! n° 80 – marzo/aprile 2019, illustrazione di Sara Galli

Negli anni, la parte grafica ha continuato ad arricchirsi, le tirature ora oscillano tra le 500 e le 700 copie distribuite in determinati esercizi commerciali o librerie e altri luoghi ai quali vengono direttamente vendute. Articoli, rubriche e disegni vengono realizzati dalla redazione, composta da utenti di tutti i servizi alla disabilità della cooperativa (CDD, CSS, CSE, Appartamento protetto) e da un gruppo di educatori, referenti per l’attività in ogni singolo servizio coordinati da un capo-redattore, «un lavoro educativo redazionale», come lo definisce Federici.

Zeus! n° 82 – Luglio/agosto 2019, illustrazione di Guido Scarabottolo

Zeus! n° 89 – settembre/ottobre 2020, illustrazione di Lucio Palmieri

Zeus! n° 91 – gennaio/febbraio 2021, illustrazione di Miss Goffetown

Tutto parte dal dialogo,
dal costruire cose che vanno
scritte, disegnate e infine impaginate. Ci potrebbe essere
qualcuno che parla moltissimo, altri che necessitano
di un educatore che scavi a
fondo, «o che li orienti, che
chiuda le loro mille parentesi aperte e li aiuti a mantenere il filo del discorso», continua. Gli argomenti degli articoli possono scaturire dagli aspetti più banali della quotidianità, così come dall’assurdo o dal demenziale. Dalla ricostruzione di eventi della propria vita passata o di eventi storici dei quali si è a conoscenza, non ci sono limiti «perché Zeus! non ha tabù», conclude Rendina. «In tutta la nostra storia ci sono solo tre articoli che non abbiamo mai pubblicato, raccontavano avvenimenti molto privati, e direi che in 16 anni di rivista è un ottimo traguardo. Proprio perché la nostra idea è che loro possano parlare di qualsiasi argomento», e che con loro si possa parlare di tutto.

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