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11:48 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Risate do it yourself

Louis CK mette online il suo spettacolo a pochi dollari e ne ricava 200.000. Un modello di spettacolo autocratico

20 Dicembre 2011

Louie CK è probabilmente il comico americano più massiccio al momento. È uno di quelli che fa più ridere, ma soprattutto ha un’etica professionale che nessun altro può sostenere. Divorziato con due figlie, il cicciotto newyorchese dal pizzetto rosso riesce a sfornare ogni anno un’ora di stand-up e 5-6 di TV (adesso sta facendo Louie, serie cinematografica e surreale su FX sulla quale ha un controllo maniacale, quasi alla Kubrick).

Siccome parliamo di etica, CK si ispira molto a gente come Bill Cosby, George Carlin e l’amico Chris Rock, tutti noti stakanovisti della comicità. Poche settimane fa proprio Rock era ospite di Marc Maron su WTF (un podcast che dovete ascoltare per forza se vi piace la stand-up americana) e i due scherzavano sulla cosiddetta regola di “un anno, un’ora di spettacolo”, principio ideale ma poco praticabile anche per gente come la star afroamericana. “Qualcuno lo dica a Louie…”, ha commentato Rock.

Ecco, questo è Louie CK: rispettato dai colleghi, lavoratore instancabile, sempre più seguito dal pubblico (al contrario di Lucky Louie, fratello maggiore HBO abortito dopo una sola stagione, Louie è arrivato con successo alla terza).

Ultimamente c’è un motivo in più per parlare del comico americano. Il suo ultimo special, Live at the Beacon Theater, è stato totalmente autoprodotto e rilasciato esclusivamente tramite il suo sito. Ci sono diversi motivi per cui il comico ha rischiato con quest’operazione. Uno: se lo special glielo produceva la HBO, Comedy Central o Showtime del caso, si faceva molti più soldi senza problemi. Due: lo special non è gratis, ma costa 5 dollari. È poco, ma non è una cifra simbolica come l’offerta libera che i Radiohead chiedevano per In Rainbows, per dire. Tre: Louie ha rilasciato lo special in formato mp4, scaricabile oltre che in streaming, permettendo ai fan di masterizzarselo su DVD, ma anche agli scrocconi di piratarlo indisturbati.

Insomma, il comico si è messo in mano al pubblico, ma gli è andata bene. Nel giro di pochi giorni il file è stato scaricato abbastanza volte da ripagare per intero la produzione dello spettacolo e la gestione del sito, con in più un guadagno di circa 200.000 dollari. È meno di quanto Louie avrebbe guadagnato con HBO o simili, ma in questo modo è stato in grado di fornire ai propri fan un prodotto a un prezzo basso e onesto, gestendo il tutto in modo più intimo e umano rispetto a una compagnia miliardaria.

Questa è un po’ la morale della favola. Louie CK non ha inventato niente, ma la sua fiducia nei fan è stata ripagata perché il suo fare schietto, diretto e onesto gli ha guadagnato il rispetto della rete. Sul suo sito ogni annuncio e ogni pagina relativa al download dello spettacolo è scritta in prima persona, tipo discorso da me a te, e dopo il lancio dello special il comico ha aperto una conversazione su Reddit in cui ha risposto alle domande dei fan. Dopo aver raggiunto i 200.000 di cui sopra, si è anche preso la briga di mandare un lungo messaggio di ringraziamento a tutti coloro che hanno scaricato il file, ringraziandoli e rallegrandosi per il successo riscosso. Tutto scritto di getto, con errori di battitura e flusso di coscienza su possibili progetti futuri.

Già in passato il comico si era guadagnato dei punti con il popolo dei torrent. Qualcuno aveva postato il video di una sua performance e lui l’aveva fatto bloccare, ma non senza spiegare che la ragione non era lo scrocco in sé per sé, contro il quale non aveva niente. Piuttosto, CK si preoccupava del fatto che il materiale condiviso non fosse ancora pronto e non voleva rilasciarlo prima di esserne totalmente soddisfatto. Invece di proteggere la proprietà intellettuale, Louie si appellava a tolleranza ed etica professionale. E adesso internet lo ripaga, piuttosto che difendere il principio che “la cultura deve essere sempre gratis e non tutti hanno 5 dollari”.

Come dicevo, Louie CK non ha inventato un nuovo modello di business per la rete, ma ha dimostrato che mantenere una certa coerenza e, soprattutto, un profilo umano, possono aiutare un artista a guadagnarsi il rispetto della rete. Di certo non tutti se lo possono permettere, ma è comunque buono a sapersi.

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