Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Da un grande problema con gli incendi boschivi stanno derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti
Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
In Francia il premio dell’assicurazione contro i disastri climatici è aumentato del 66 per cento nel 2025. Ma non copre gli incendi boschivi. Quelli rientrano nella polizza sulla casa, salita nello stesso anno del 7,8 per cento, e mentre il fuoco arrivava alle periferie di Bordeaux e di Madrid la domanda che circolava tra banche centrali e regolatori non riguardava i rimborsi di quest’anno ma la disponibilità delle compagnie a firmare i contratti dell’anno prossimo. Secondo i dati dell’autorità europea delle assicurazioni citati a Politico dal consulente per la gestione del rischio climatico Ariel Le Bourdonnec dell’ong Reclaim Finance, il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è assicurato da nessuno. La Banca centrale europea e l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) hanno chiesto a Bruxelles un sistema di garanzia europeo e un fondo pubblico per le catastrofi, e la Commissione dovrebbe presentare il pacchetto entro fine anno.
Il conto di questa estate intanto si compone. Nei dipartimenti francesi della Gironda e nelle Landes il governo ha promesso che gli assicuratori copriranno alloggi e danni per oltre 200 mila evacuati, con procedure velocizzate. Le case distrutte finora sono almeno 240. «Gli assicuratori stanno facendo la loro parte», ha detto il Ministro dell’Industria francese Sébastien Martin, che ha però escluso un piano di sussidi su larga scala. Restano fuori dalle polizze i 130 mila lavoratori della Gironda fermi a causa degli incendi, le 13 mila aziende evacuate e l’opera di rimboschimento, che secondo il ministero dell’Ambiente francese potrebbe costare 1 miliardo di euro.
Il problema si vede meglio osservando le curve lunghe. I danni assicurati da incendi in Europa crescono tra l’8 e l’11 per cento all’anno dal 1970, e gli eventi meteorologici estremi sono costati all’economia europea più di 200 miliardi di euro tra il 2021 e il 2024, mentre gli assicuratori si ritirano, riducono la copertura o alzano le franchigie. I premi seguono: più 15 per cento all’anno negli ultimi 5 anni per le imprese turistiche nelle zone spagnole a rischio incendio, più 25 per cento in un quinquennio per gli immobili costieri italiani. A quel punto il prezzo supera quello che famiglie e aziende possono pagare e si apre il “divario assicurativo”. L’unica proposta a costo zero resta quindi quella di smettere di costruire nelle aree ad alto rischio. Le altre proposte spostano solo il costo tra assicurati, contribuenti e bilanci statali. Ma il conto esiste comunque e continuerà a salire.