Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki
Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Siamo sicuri che persino i fan più accaniti della frutta realistica, forse uno dei trend alimentari più pervasivi dai tempi del Dubai Chocolate, vorrebbero aggiungere alla loro lista di dolci da provare (magari dopo l’ennesimo fragolone finto o pistacchio finto), il tenerissimo dolcetto Totoro. Il problema è che, a differenza della frutta realistica che ormai si trova ovunque e non solo su TikTok, c’è un’unica pasticceria al mondo con il permesso ufficiale dello Studio Ghibli di realizzare questi dolcetti. La pasticceria si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory ed è stata fondata e gestita per anni proprio dalla cognata di Hayao Miyazaki, per poi passare nelle mani del figlio della cognata, e quindi del nipote di Miyazaki. La pasticceria ha due sedi, entrambe a Tokyo, quella storica di Daita e quella di Kichijōji, più comoda per chi vuole combinare l’assaggio del dolcino con una visita al Ghibli Museum di Tokyo.
Pare però che, proprio come riuscire a visitare il Ghibli Park di Nagakute (sempre sold out, dicono), anche riuscire ad accaparrarsi i Totoro sia un’impresa. Visto che vengono prodotti in piccole quantità, infatti, è consigliato recarsi nelle pasticcerie proprio all’ora dell’apertura oppure prenotarli. I dolci sono carini ma sembrano anche buoni, molto molto simili ai nostri bignè ma con un ripieno decisamente più abbondante. I piccoli elementi che caratterizzano i vari Totoro (una foglia, un fiore, un cappellino) hanno anche la funzione pratica di indicare il gusto. I due gusti base sono tradizionalmente crema pasticcera alla vaniglia e cioccolato, mentre gli altri cambiano in base alla stagione e possono essere ad esempio matcha, fragola, castagna, mango o banana.
Il sonnacchioso e mansueto Totoro, un animale gentile che veglia sulla natura, è apparso per la prima volta nel film del 1988 Il mio vicino Totoro e da allora è diventato uno dei personaggi più amati dei film di animazione partoriti dalla magica mente di Miyazaki e del suo Studio Ghibli. Negli anni l’abbiamo visto declinato in tante forme: dalla canzone di Massimo Pericolo (“Totoro”, 2019), alla poltrona con le sue sembianze proposta dallo stesso Studio Ghibli, fino alla collezione di Jonathan Anderson per Loewe del 2021. Forse proprio perché è un personaggio così amato e tenero, addentarlo e masticarlo non è facilissimo: sono tanti i creator che condividono questa difficoltà. Pare che però che i bignè Totoro siano così buoni che alla fine tutti riescano a superare lo scrupolo iniziale.