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21:55 venerdì 11 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo

Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

28 Luglio 2026

Nel maggio 2024, una scatola è stata ritrovata in un magazzino di Tokyo. Al suo interno erano presenti dei fogli e molti raccoglitori ad anelli pieni di disegni, in basso a destra la firma di Yohji Yamamoto Drawings. «Solo disegni» disse il maestro. Solo disegni ma dal valore inestimabile: in quella scatola ci sono infatti quasi vent’anni di processi creativi che hanno inesorabilmente cambiato le dinamiche e l’estetica della moda. Tutti i disegni sono stati raccolti oggi in un volume intitolato Yohji Yamamoto Drawings, edito da Thames & Hudson, così che il pubblico possa finalmente avere l’opportunità di osservare una parte fin qui mai vista prima del processo creativo di uno dei designer più influenti e riservati degli ultimi cinquant’anni. Curato da Alexandre Samson, storico della moda – già firma di pubblicazioni e mostre come Margiela Galliera 1989–2009Back Side / Fashion from Behind1997 Fashion Big BangRick Owens, Temple of Love e co-autore di Givenchy Catwalk – il libro è esattamente la trasposizione di quel ritrovamento avvenuto nel maggio del 2024 all’interno di un magazzino di Tokyo.

Nato a Tokyo nel 1943, Yamamoto abbandona gli studi in giurisprudenza per dedicarsi alla sartoria nell’atelier della madre. Dopo il debutto a Tokyo nel 1977, la vera ascesa comincia nel 1981 con il trasferimento a Parigi. Insieme a Rei Kawakubo di Comme des Garçons, Yamamoto irrompe nella capitale francese portando una sartorialità che la moda occidentale non possedeva ancora    il nero assoluto, l’asimmetria, volumi destrutturati e una deliberata estetica del non-finito, basato sul concetto giapponese di Ma (il vuoto pieno di significato). Le oltre 180 illustrazioni presenti nel libro raccontano esattamente l’origine e il processo di questa rivoluzione. Come ha dichiarato lo stesso stilista: «Uno schizzo di moda non è una miniatura, né un’illustrazione realistica. Tali schizzi vanno intesi piuttosto come una sorta di codice condiviso tra il designer e il modellista».

L’influenza di Yamamoto trascende in effetti le passerelle, e negli anni la sua influenza ha contagiato e affascinato il cinema e la musica: il suo lavoro sul volume permette di leggere la genesi di una visione che ha contagiato Brother di Takeshi Kitano e Fino alla fine del mondo di Wim Wenders. Talmente ne era affascinato che nel 1989 lo stesso Wenders volle dedicargli un documentario finanziato dal Centre Pompidou di Parigi, Appunti di viaggio su moda e città.  Per quanto riguarda invece la parte grafica del tomo, a firmarla è Peter Saville, mancuniano classe 1955 considerato un luminare della materia per via delle copertine di dischi e singoli curati per la Factory Records – una su tutti, quella di Unknown Pleasures dei Joy Division. Yohji Yamamoto Drawings si fa quindi necessaria chiave di lettura per accedere all’autoritratto di uno stilista che ha fatto del dubbio e della ricerca l’unica costante della propria arte. Un’opera imprescindibile per chiunque voglia comprendere da dove nascano le forme che hanno cambiato per sempre il nostro modo di vestire, anche se non ce ne rendiamo conto.

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