Hype ↓
03:23 sabato 12 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo

Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.

28 Luglio 2026

Immaginate di voler trovare un’opera d’arte di cui però non ricordate né il titolo né l’autore (è capitato a tutti, è una sensazione terribile, lo sappiamo ma siamo qui per aiutare, la soluzione definitiva a questo problema arriva a breve). Dell’opera ricordate solo l’atmosfera, magari una sfumatura precisa o un minuscolo dettaglio della composizione. Facciamo un esempio: in questa opera di cui non ricordate né il titolo né l’autore siete sicuri però che ci fosse ritratto un cavallo nero con in sella un fantino. Ricordate anche che era dipinto con colori a olio e che gli unici colori usati dal pittore fossero il bianco e il nero. Che fare? Normalmente, a questo punto sareste costretti a lunghe, estenuanti, frustranti e spesso infruttifere ricerche, tra web e intelligenze artificiali. Ed eccoci alla soluzione definitiva di cui parlavamo prima: se le poche cose che ricordate di quel quadro dimenticato le inserite nella barra di ricerca di The Last Museum, ci sono buonissime probabilità che l’opera che state cercando sia tra i risultati.

Con un archivio in continuo allargamento – al momento contata circa 5,8 milioni di opere provenienti da migliaia di musei in tutto il mondo – l’obiettivo di The Last Museum è rendere disponibili a tutti, liberamente, gratuitamente tutta l’arte del mondo, conservata in tutte le istituzioni artistiche del pianeta. La totale e perfetta democratizzazione dell’accesso alle opere d’arte. A differenza di altri strumenti simili, questa piattaforma è basata sulla ricerca semantica: nella barra di ricerca non serve inserire informazioni precise come dati anagrafici, correnti artistiche o date storiche; basta scrivere il “concetto” alla base dell’opera cercata, lo stile e l’atmosfera della stessa, per procedere con una ricerca che si dimostra piuttosto precisa ed efficace. Sotto la barra di ricerca è presente anche una linea temporale che va dal 3000 a.C al 2026: allungando o accorciando l’intervallo di tempo si può affinare la ricerca anche dal punto di vista cronologico, isolando un singolo decennio, indagando tutto un secolo oppure scandagliando un’intera epoca storica. Infine, l’ultimo strumento a disposizione dei cercatori d’arte sono tre grandi cataloghi: uno per i musei, uno per gli artisti e uno per le correnti artistiche.

The Last Museum non “possiede” nessuna delle opere, delle fotografie o delle immagini che mostra e non intrattiene alcun rapporto con i musei che conservano le stesse opere, fotografie e immagini. È semplicemente uno strumento di ricerca gratuito e indipendente, che all’utente non richiede neanche l’iscrizione o la creazione di un profilo. Ciò che si vede sul sito è in una risoluzione modesta (per ovvi motivi di facilità nell’archiviazione e nella ricerca), tutti i risultati vengono con link diretti ai siti delle istituzioni che conservano le opere. L’unico scopo dichiarato della piattaforma è quello didattico, tutta l’impresa è improntata al libero utilizzo (tanto che i fondatori della piattaforma sono al momento sconosciuti e i loro nomi non compaiono da nessuna parte), qualsiasi affiliazione commerciale viene rifiutata. Al massimo, The Last Museum vi farà venire voglia di pagare il biglietto per visitare il museo più vicino.

Articoli Suggeriti
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre

Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.

Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema

È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.