Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate i tutti i musei del mondo
Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Immaginate di voler trovare un’opera d’arte di cui però non ricordate né il titolo né l’autore (è capitato a tutti, è una sensazione terribile, lo sappiamo ma siamo qui per aiutare, la soluzione definitiva a questo problema arriva a breve). Dell’opera ricordate solo l’atmosfera, magari una sfumatura precisa o un minuscolo dettaglio della composizione. Facciamo un esempio: in questa opera di cui non ricordate né il titolo né l’autore siete sicuri però che ci fosse ritratto un cavallo nero con in sella un fantino. Ricordate anche che era dipinto con colori a olio e che gli unici colori usati dal pittore fossero il bianco e il nero. Che fare? Normalmente, a questo punto sareste costretti a lunghe, estenuanti, frustranti e spesso infruttifere ricerche, tra web e intelligenze artificiali. Ed eccoci alla soluzione definitiva di cui parlavamo prima: se le poche cose che ricordate di quel quadro dimenticato le inserite nella barra di ricerca di The Last Museum, ci sono buonissime probabilità che l’opera che state cercando sia tra i risultati.
Con un archivio in continuo allargamento – al momento contata circa 5,8 milioni di opere provenienti da migliaia di musei in tutto il mondo – l’obiettivo di The Last Museum è rendere disponibili a tutti, liberamente, gratuitamente tutta l’arte del mondo, conservata in tutte le istituzioni artistiche del pianeta. La totale e perfetta democratizzazione dell’accesso alle opere d’arte. A differenza di altri strumenti simili, questa piattaforma è basata sulla ricerca semantica: nella barra di ricerca non serve inserire informazioni precise come dati anagrafici, correnti artistiche o date storiche; basta scrivere il “concetto” alla base dell’opera cercata, lo stile e l’atmosfera della stessa, per procedere con una ricerca che si dimostra piuttosto precisa ed efficace. Sotto la barra di ricerca è presente anche una linea temporale che va dal 3000 a.C al 2026: allungando o accorciando l’intervallo di tempo si può affinare la ricerca anche dal punto di vista cronologico, isolando un singolo decennio, indagando tutto un secolo oppure scandagliando un’intera epoca storica. Infine, l’ultimo strumento a disposizione dei cercatori d’arte sono tre grandi cataloghi: uno per i musei, uno per gli artisti e uno per le correnti artistiche.
The Last Museum non “possiede” nessuna delle opere, delle fotografie o delle immagini che mostra e non intrattiene alcun rapporto con i musei che conservano le stesse opere, fotografie e immagini. È semplicemente uno strumento di ricerca gratuito e indipendente, che all’utente non richiede neanche l’iscrizione o la creazione di un profilo. Ciò che si vede sul sito è in una risoluzione modesta (per ovvi motivi di facilità nell’archiviazione e nella ricerca), tutti i risultati vengono con link diretti ai siti delle istituzioni che conservano le opere. L’unico scopo dichiarato della piattaforma è quello didattico, tutta l’impresa è improntata al libero utilizzo (tanto che i fondatori della piattaforma sono al momento sconosciuti e i loro nomi non compaiono da nessuna parte), qualsiasi affiliazione commerciale viene rifiutata. Al massimo, The Last Museum vi farà venire voglia di pagare il biglietto per visitare il museo più vicino.