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20:47 lunedì 29 giugno 2026
La Filmoteca Española, la Cineteca Nazionale italiana, la Cinémathèque Française e il Filmmuseum di Monaco lavoreranno assieme per ricostruire il leggendario Don Chisciotte di Orson Welles Un'"alleanza" per compiere un'impresa considerata impossibile: portare finalmente a termine il sogno che Welles inseguì per tutta la vita.
Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.

Sul New York Times Michiko Kakutani esalta il nuovo romanzo di DeLillo

26 Aprile 2016

Per Michiko Kakutani, che l’ha recensito il 25 aprile sul New York Times, Zero K, il nuovo romanzo di Don DeLillo, è «il più convincente dai tempi del capolavoro Underworld». La famosa e temuta critica definisce il romanzo una sorta di «fermalibro» di Rumore bianco: laddove il primo era satirico e intriso di una comicità cupa, questo è triste e futuristico.

I due personaggi centrali del romanzo programmano per se stessi una morte indotta chimicamente per essere ibernati e conservati in un compound con l’idea di risorgere un giorno, quando si potrà rinascere “migliorati” e con un bagaglio di memorie a scelta: «Romanzi russi, film di Bergman, Kubrick, Kurosawa, Tarkovsky».

zero-k-9781501135392_hrPer Kakutani, se l’inizio di Zero K può ricordare gli ultimi e non troppo memorabili romanzi  (Point Omega del 201o, Falling Man del 2007 e Cosmopolis del 2003), che avevano rappresentato un cambio di rotta per lo scrittore, che aveva trasformato il suo «senso tattile per la vita contemporanea in una meditazione stilizzata e astratta su identità e destino», a circa un terzo il libro cambia marcia e DeLillo inizia finalmente a utilizzare di nuovo il suo radar per le assurdità e le chimere della vita moderna.

La storia progressivamente si concentra sul rapporto e lo scontro tra scienza e religione in un mondo funestato da guerra e terrorismo che cerca nella tecnologia una salvezza. Ma allo stesso tempo Zero K possiede anche una parte profondamente emotiva legata al rapporto tra il narratore Jeffrey e suo padre, una relazione che ricorda il rapporto di Nick Shay, protagonista di Underworld, con suo padre.

Sembra infine, scrive ancora Kakutani, che tutti i temi che hanno attraversato i libri dello scrittore italo-americano siano confluiti in Zero K: dal potere seduttivo della tecnologia e dei media, al fascino del denaro e alla paura del caos: «Il romanzo non possiede e non aspira ad avere l’andamento sinfonico di Underworld; suona più come un pezzo di musica da camera» ma ci ricorda la peculiare capacità di DeLillo di «comprendere le strane e distorte forme che le preoccupazioni umane possono assumere nel nuovo millennio».

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