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08:30 venerdì 14 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa

Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.

29 Giugno 2026

Il World Weather Attribution, organizzazione che riunisce diverse università di tutto il mondo che studiano l’impatto della crisi climatica sul pianeta e sulla società, ha pubblicato un’analisi sull’ondata di caldo che sta colpendo l’Europa da metà giugno. La conclusione è formulata senza alcuna concessione all’ambiguità: «Questo evento non sarebbe stato possibile in giugno senza il cambiamento climatico», ha detto a Euronews Theodore Keeping dell’Imperial College di Londra, primo autore dello studio.

Su tutta l’area analizzata, questa delle ultime due settimane è risultato l’ondata di caldo peggiore mai registrata. Nel 1976, quando furono stabiliti alcuni dei precedenti record europei, le temperature raggiunte nel 2026 sarebbero state virtualmente impossibili anche solo da sfiorare in giugno. Nel 2003, l’anno della prima grande ondata di caldo di questo secolo, il caldo diurno come quello attuale sarebbe stato circa dieci volte meno probabile, mentre le temperature notturne sarebbero state più di cento volte meno probabili. In numeri: se un’ondata di caldo con caratteristiche simili a quella di queste settimane si fosse verificata nel clima del giugno 1976, ci sarebbero stati 3,5 gradi Celsius in meno. Nel 2003, la temperatura sarebbe stata più bassa di circa 2 gradi.

Tra Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale, le temperature registrate sono state tra i 5 e i 12 gradi sopra le medie stagionali, picchi che si spiegano con la presenza sul continente dell’omega block (ne abbiamo già parlato qui). L’analisi del WWA ha esaminato 854 città in 30 Paesi europei e ha rilevato che quasi la metà ha battuto o batterà i propri record di “stress da calore” per il mese di giugno. Il rischio è particolarmente alto, lo sappiamo, nelle città, dove gli effetti dell’isola di calore urbana, l’edilizia e le disuguaglianze socioeconomiche si combinano per peggiorare una situazione già emergenziale. Molte case, scuole, sistemi di trasporto e infrastrutture energetiche non sono stati progettati per un’esposizione prolungata al caldo estremo, e ne stanno pagando le conseguenze.

«La scienza non ha dubbi riguardo al fatto che la crisi climatica stia contribuendo a rendere peggiori le ondate di caldo», ha detto Keeping. Friederike Otto dell’Imperial College London, cofondatrice del WWA, è stata ancora più diretta: «Gli scienziati come me stanno iniziando a sembrare un disco rotto. Ogni anno pubblichiamo dichiarazioni simili reagendo a estremi di calore sempre più alti. Sì, è il cambiamento climatico, sì è colpa nostra, no non è colpa di El Niño, sì abbiamo le soluzioni, no non le stiamo implementando abbastanza velocemente». Eppure, di fronte a questi dati, una parte consistente della popolazione nega o minimizza, supportata da rappresentanti politici che parlano di «allarmismi inutili». Giugno, è bene ricordarlo, non è nemmeno storicamente il mese più caldo nell’Europa occidentale. Lo è diventato, ma solo perché ancora non sappiamo cosa succederà a luglio e ad agosto.

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