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Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste
La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».
Dopo due anni passati a fermarsi ogni giorno per sedici minuti di silenzio, era giusto che la vittoria si festeggiasse a tutto volume. Lunedì 26 ottobre, il giorno dopo le elezioni in Serbia vinte dalla Lista studentesca, gli Studenti in blocco hanno convocato tutti in piazza Slavija, a Belgrado, alle sette di sera, con un invito che era già un programma: «Che canti questa Slavija, che si balli il kolo». Ne è venuto fuori un rave a cielo aperto. La rotonda nel centro della città, da due anni il cuore delle proteste, è stata chiusa al traffico, su un palco un dj metteva musica tra bandiere, fumogeni e fuochi d’artificio, e quando sono partite le prime note di Freed from Desire di Gala, racconta New Union Post, decine di migliaia di persone hanno cantato «Freed from Regime», liberati dal regime. Feste simili ci sono state anche a Novi Sad, Niš, Kragujevac, Subotica e Valjevo, secondo il resoconto di Nova.rs, che riporta anche due dettagli molto serbi: a Belgrado la festa è finita un’ora prima del previsto per un incendio nel cantiere dell’hotel Slavija, e alla fine gli studenti si sono messi a pulire la piazza.
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Il giorno prima, domenica sera, la festa era cominciata da sola. Appena Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta, chiudendo quattordici anni di potere, le strade di Belgrado si sono riempite di auto e clacson, e la folla, scrive Al Jazeera, ha smontato le tende di Ćacilend, l’accampamento dei sostenitori del governo nel parco davanti alla presidenza, al grido di «Aleksandar se n’è andato». Si sono uniti anche i club. Come riporta DJ Mag, il Karmakoma ha pubblicato i video della folla in festa con la scritta «Gli studenti hanno vinto», mentre il Drugstore, club underground della città, ha accompagnato le sue immagini con una sola parola: «Raveland». Entrambi avevano sostenuto apertamente le proteste fin dall’inizio, nate dopo che il primo novembre 2024 la pensilina appena ristrutturata della stazione di Novi Sad era crollata uccidendo sedici persone.
In Serbia, del resto, ballare contro il potere ha una sua genealogia. Exit, poi diventato uno dei festival più famosi d’Europa, è nato nell’estate del 2000 come protesta studentesca contro Slobodan Milošević: l’edizione zero durò quasi cento giorni nel parco dell’Università di Novi Sad e si chiuse, ricorda Vreme, pochi giorni prima delle elezioni che avrebbero portato alla caduta del dittatore. Venticinque anni dopo il festival si è schierato con i nuovi studenti e, denunciando pressioni politiche ed economiche, ha annunciato che l’edizione del 2025 sarebbe stata l’ultima in Serbia. Ora, secondo DJ Mag, ha promesso di tornare. Con un dettaglio che rende il cerchio ancora più perfetto: all’epoca di Milošević, Vučić era il suo ministro dell’Informazione.