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12:37 giovedì 29 ottobre 2026
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».
Dopo 100 anni è stata ritrovata la “Bibbia” perduta in cui F.W. Murnau mise tutte le foto e i disegni dal set che raccontano le leggendarie (e misteriosissime) riprese del suo Faust MUBI Editions e la Cinémathèque française pubblicano il diario di scena che per anni si credeva fosse andato perduto, e che oggi mostra come il più riservato dei registi del cinema muto costruiva le sue immagini.
Nel Mediterraneo ci sono così tanti yacht che i miliardari non trovano più posti in cui parcheggiarli Nel mondo ci sono circa 210 mila yacht più lunghi di 12 metri e 160 mila posti barca per ormeggiarli. Per i proprietari è diventata una gara, per i fondi d'investimento uno degli affari più promettenti del momento.
I Calibro 35 hanno fatto un album interamente ispirato ai romanzi di James Ellroy e alla Los Angeles dei noir Nato come colonna sonora del documentario di Francesco Zippel premiato con il Nastro d’Argento, Ellroy vs L.A. è il nuovo disco dei Calibro 35: 12 brani di funk noir ispirati al maestro del crime americano.
In Cina la bolla dell’AI è già scoppiata, anticipando quello che potrebbe succedere anche negli Stati Uniti e in Europa In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.
A giudicare dal trailer finale, Dune – Parte 3 di Denis Villeneuve è completamente diverso da Dune Messiah di Frank Herbert, tranne che per un fondamentale dettaglio Dettaglio che ovviamente riguarda il personaggio di Paul e che fu la ragione che spinse Herbert a scrivere un secondo libro con lui protagonista.
In India è uscito un videogioco ispirato alle proteste del “Partito degli Scarafaggi” in cui bisogna organizzare una manifestazione scansando i manganelli, i lacrimogeni e gli idranti della polizia Si parte da soli in una strada di Delhi, si raccolgono manifestanti e si scappa dalla polizia per arrivare a Jantar Mantar, luogo simbolo delle proteste nella capitale.

Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste

La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».

29 Ottobre 2026

Dopo due anni passati a fermarsi ogni giorno per sedici minuti di silenzio, era giusto che la vittoria si festeggiasse a tutto volume. Lunedì 26 ottobre, il giorno dopo le elezioni in Serbia vinte dalla Lista studentesca, gli Studenti in blocco hanno convocato tutti in piazza Slavija, a Belgrado, alle sette di sera, con un invito che era già un programma: «Che canti questa Slavija, che si balli il kolo». Ne è venuto fuori un rave a cielo aperto. La rotonda nel centro della città, da due anni il cuore delle proteste, è stata chiusa al traffico, su un palco un dj metteva musica tra bandiere, fumogeni e fuochi d’artificio, e quando sono partite le prime note di Freed from Desire di Gala, racconta New Union Post, decine di migliaia di persone hanno cantato «Freed from Regime», liberati dal regime. Feste simili ci sono state anche a Novi Sad, Niš, Kragujevac, Subotica e Valjevo, secondo il resoconto di Nova.rs, che riporta anche due dettagli molto serbi: a Belgrado la festa è finita un’ora prima del previsto per un incendio nel cantiere dell’hotel Slavija, e alla fine gli studenti si sono messi a pulire la piazza.

Il giorno prima, domenica sera, la festa era cominciata da sola. Appena Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta, chiudendo quattordici anni di potere, le strade di Belgrado si sono riempite di auto e clacson, e la folla, scrive Al Jazeera, ha smontato le tende di Ćacilend, l’accampamento dei sostenitori del governo nel parco davanti alla presidenza, al grido di «Aleksandar se n’è andato». Si sono uniti anche i club. Come riporta DJ Mag, il Karmakoma ha pubblicato i video della folla in festa con la scritta «Gli studenti hanno vinto», mentre il Drugstore, club underground della città, ha accompagnato le sue immagini con una sola parola: «Raveland». Entrambi avevano sostenuto apertamente le proteste fin dall’inizio, nate dopo che il primo novembre 2024 la pensilina appena ristrutturata della stazione di Novi Sad era crollata uccidendo sedici persone.

In Serbia, del resto, ballare contro il potere ha una sua genealogia. Exit, poi diventato uno dei festival più famosi d’Europa, è nato nell’estate del 2000 come protesta studentesca contro Slobodan Milošević: l’edizione zero durò quasi cento giorni nel parco dell’Università di Novi Sad e si chiuse, ricorda Vreme, pochi giorni prima delle elezioni che avrebbero portato alla caduta del dittatore. Venticinque anni dopo il festival si è schierato con i nuovi studenti e, denunciando pressioni politiche ed economiche, ha annunciato che l’edizione del 2025 sarebbe stata l’ultima in Serbia. Ora, secondo DJ Mag, ha promesso di tornare. Con un dettaglio che rende il cerchio ancora più perfetto: all’epoca di Milošević, Vučić era il suo ministro dell’Informazione.

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