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13:45 mercoledì 28 ottobre 2026
C’è una AI che si autodefinisce “rigenerativa” perché ogni 100 conversazioni fatte con lei finanza la piantumazione di un albero EcoGPT è un assistente AI come ChatGPT, ma usa modelli più piccoli e finanzia la piantumazione di alberi in Africa in base a quanto lo si usa. Un’idea simile a quella di Ecosia, che però non convince tutti.
I partiti palestinesi hanno ottenuto un successo senza precedenti alle elezioni in Israele e saranno determinanti per impedire a Netanyahu di tornare al potere Circa 8 palestinesi israeliani su 10 hanno votato e i partiti arabi hanno ottenuto il record di seggi nella Knesset. Il loro contributo farà la differenza.
Se la nuova campagna di Prada sembra fatta da Disney è perché è stata disegnata da un animatore Disney L'autore del mondo immaginario in cui sono immersi i modelli e le modelle è John Pomeroy, disegnatore di 75 anni che tra le altre cose lavorò a Winnie the Pooh and Tigger Too, Bianca e Berni e Pocahontas.
Finalmente è arrivata una delle settimane più belle dell’anno, quella in cui ci prepariamo a C2C Festival Ci siamo quasi: da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre ci ritroviamo tutti a Torino, come sempre durante la Contemporary Art Week.
Molte persone stanno commentando l’arresto di Youssef Siher dicendo che aveva già spiegato tutto Marco Bellocchio in Sbatti il mostro in prima pagina Nel film un quotidiano di destra trova il colpevole di un omicidio in un giovane militante di sinistra, innocente. Cinquant’anni dopo, il racconto dell’arresto del ricercatore milanese ha riportato in tanti a quella storia.
Google ha abbattuto 400 mila alberi in Finlandia per costruire dei data center, e ora i lupi che abitavano in quelle foreste hanno deciso di “trasferirsi” in città La filiale finlandese di Google ha raso al suolo centinaia di ettari di bosco senza aspettare le valutazioni ambientali. Gli animali sono fuggiti e i lupi adesso si stanno avvicinando ai centri abitati in cerca di cibo.
Il presidente del gruppo editoriale Gallimard ha detto ai direttori delle sue case editrici che da ora in poi dovranno passare tutti i manoscritti che arrivano in un rilevatore di scrittura AI Dal 2027 le case editrici del gruppo Gallimard dovranno controllare i testi con un software di rilevamento. La decisione arriva dopo il caso di Thélyson Orélien, romanzo candidato al Goncourt che sarebbe stato scritto con l’AI.
Pur di aiutare gli studenti a vincere, i serbi all’estero si sono inventati VoteBnb, una piattaforma che offre alloggio e trasporto gratuito a chi vuole tornare a casa per le elezioni Con appena 93 seggi in tutto il mondo, i serbi all’estero hanno organizzato passaggi, pullman e alloggi gratuiti per poter votare. Alla fine la Lista studentesca ha vinto e Vučić ha ammesso la sconfitta.

I partiti palestinesi hanno ottenuto un successo senza precedenti alle elezioni in Israele e saranno determinanti per impedire a Netanyahu di tornare al potere

Circa 8 palestinesi israeliani su 10 hanno votato e i partiti arabi hanno ottenuto il record di seggi nella Knesset. Il loro contributo farà la differenza.

28 Ottobre 2026

Martedì 27 ottobre in Israele circa otto cittadini palestinesi su dieci sono andati a votare, superando il record del 1999. Gli arabi israeliani sono circa il 21 per cento dei 10 milioni di abitanti del Paese, e di solito votano molto meno degli ebrei israeliani. Secondo gli exit poll citati da Al Jazeera, la Lista Comune e Ra’am, i due principali partiti arabi, avranno insieme 19 seggi su centoventi alla Knesset, il parlamento israeliano, il numero più alto di sempre (nella scorsa legislatura ne avevano dieci). Le televisioni israeliane danno stime un po’ più basse, 18 seggi Channel 12 e 17 Channel 13, ma sempre da record. Anche l’affluenza generale è storica: secondo la Commissione elettorale centrale ha votato il 77,7 per cento degli aventi diritto, la percentuale più alta dal 1999 e sette punti in più rispetto al 2022. Per Nour Odeh, giornalista di Al Jazeera, è stato «un momento esistenziale» per i palestinesi israeliani, che sono andati a votare anche quando di solito boicottano le elezioni, perché sanno che il loro voto non li aiuterà a cancellare la discriminazione che subiscono. La Knesset, ricorda Odeh, ha approvato più di 100 leggi che li discriminano, e anche nella distribuzione dei fondi pubblici i palestinesi sono penalizzati.

Proprio sull’affluenza degli arabi Benjamin Netanyahu e la sua coalizione di estrema destra hanno costruito gli ultimi appelli della campagna. Secondo alcuni testimoni, martedì a Gerusalemme giravano macchine con le bandiere del Likud, il partito di Netanyahu, che diffondevano a tutto volume il richiamo islamico alla preghiera e invitavano i sostenitori ad andare a votare perché «gli arabi stanno votando». Sui social Netanyahu ha mostrato le lunghe file ai seggi nelle comunità arabe e ha pubblicato la foto di quelli che secondo lui erano elettori arabi in coda, tra cui alcune donne con il niqab. «Se non ci svegliamo adesso, ci ritroveremo con un governo di Mansour Abbas e Ahmad Tibi», ha scritto, nominando due dei principali parlamentari palestinesi della Knesset. I politici arabi hanno definito questa strategia «razzista e provocatoria».

I risultati sono ancora parziali: la Commissione elettorale conta di finire lo spoglio entro venerdì, e i dati ufficiali arriveranno il 4 novembre. Con il 76 per cento delle schede scrutinate, il blocco di Netanyahu è a 54 seggi, sette in meno dei 61 necessari per governare, mentre quello di opposizione guidato da Yashar, il partito dell’ex capo di stato maggiore dell’esercito Gadi Eisenkot, è a 47. Senza i partiti arabi, insomma, non c’è maggioranza. Mansour Abbas, leader di Ra’am, che oggi ha cinque seggi e tra il 2021 e il 2022 aveva già fatto parte di una coalizione di governo, spera che il blocco anti Netanyahu arrivi a 61 proprio insieme al suo partito. «Con i numeri che abbiamo adesso, un governo non c’è», aveva detto a Channel 12 prima che arrivassero i primi dati, raccontando di essere stato cercato da tutti e due i blocchi, prima e dopo il voto. Ma secondo Alon Pinkas, ex ambasciatore israeliano, per partiti come quello di Eisenkot, che in campagna elettorale avevano promesso di non allearsi con i partiti arabi, formare un governo potrebbe essere difficile. Gli arabi «non possono essere tenuti fuori e presi in considerazione solo quando servono i loro voti», ha detto ad Al Jazeera. E le liste arabe, aggiunge, faranno richieste che una coalizione a guida ebraica potrebbe non accettare.

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