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15:20 mercoledì 28 ottobre 2026
A giudicare dal trailer finale, Dune – Parte 3 di Denis Villeneuve è completamente diverso da Dune Messiah di Frank Herbert, tranne che per un fondamentale dettaglio Dettaglio che ovviamente riguarda il personaggio di Paul e che fu la ragione che spinse Herbert a scrivere un secondo libro con lui protagonista.
In India è uscito un videogioco ispirato alle proteste del “Partito degli Scarafaggi” in cui bisogna organizzare una manifestazione scansando i manganelli, i lacrimogeni e gli idranti della polizia Si parte da soli in una strada di Delhi, si raccolgono manifestanti e si scappa dalla polizia per arrivare a Jantar Mantar, luogo simbolo delle proteste nella capitale.
C’è una AI che si autodefinisce “rigenerativa” perché ogni 100 conversazioni fatte con lei finanza la piantumazione di un albero EcoGPT è un assistente AI come ChatGPT, ma usa modelli più piccoli e finanzia la piantumazione di alberi in Africa in base a quanto lo si usa. Un’idea simile a quella di Ecosia, che però non convince tutti.
I partiti palestinesi hanno ottenuto un successo senza precedenti alle elezioni in Israele e saranno determinanti per impedire a Netanyahu di tornare al potere Circa 8 palestinesi israeliani su 10 hanno votato e i partiti arabi hanno ottenuto il record di seggi nella Knesset. Il loro contributo farà la differenza.
Se la nuova campagna di Prada sembra fatta da Disney è perché è stata disegnata da un animatore Disney L'autore del mondo immaginario in cui sono immersi i modelli e le modelle è John Pomeroy, disegnatore di 75 anni che tra le altre cose lavorò a Winnie the Pooh and Tigger Too, Bianca e Berni e Pocahontas.
Finalmente è arrivata una delle settimane più belle dell’anno, quella in cui ci prepariamo a C2C Festival Ci siamo quasi: da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre ci ritroviamo tutti a Torino, come sempre durante la Contemporary Art Week.
Molte persone stanno commentando l’arresto di Youssef Siher dicendo che aveva già spiegato tutto Marco Bellocchio in Sbatti il mostro in prima pagina Nel film un quotidiano di destra trova il colpevole di un omicidio in un giovane militante di sinistra, innocente. Cinquant’anni dopo, il racconto dell’arresto del ricercatore milanese ha riportato in tanti a quella storia.
Google ha abbattuto 400 mila alberi in Finlandia per costruire dei data center, e ora i lupi che abitavano in quelle foreste hanno deciso di “trasferirsi” in città La filiale finlandese di Google ha raso al suolo centinaia di ettari di bosco senza aspettare le valutazioni ambientali. Gli animali sono fuggiti e i lupi adesso si stanno avvicinando ai centri abitati in cerca di cibo.

A giudicare dal trailer finale, Dune – Parte 3 di Denis Villeneuve è completamente diverso da Dune Messiah di Frank Herbert, tranne che per un fondamentale dettaglio

Dettaglio che ovviamente riguarda il personaggio di Paul e che fu la ragione che spinse Herbert a scrivere un secondo libro con lui protagonista.

28 Ottobre 2026

Nell’ultimo trailer di Dune – Parte tre, che Warner Bros. ha diffuso in vista dell’uscita a dicembre, Paul Atreides non ha più niente dell’eroe. Timothée Chalamet ha la testa rasata, il volto scavato, e governa un impero costruito su una guerra santa che ha fatto milioni di morti. Intorno a lui tutti sembrano volerlo morto, compresa Chani, la donna che amava. Il film chiude la trilogia di Denis Villeneuve e adatta Messia di Dune, il secondo romanzo della saga di Frank Herbert, uscito nel 1969. Ma come ha notato il critico Jordan Ruimy su World of Reel, a giudicare dal trailer le differenze tra libro e film sono enormi, al punto che a tratti sembra una storia originale costruita intorno ad alcuni momenti del romanzo. Lo stesso Villeneuve lo ha definito «un epilogo sofisticato» dei primi due film, e Chalamet «una bestia a sé».

Le libertà si vedono già nella cronologia. Nel romanzo sono passati dodici anni dalla fine del primo libro, nel film diciassette, e dal trailer i figli di Paul sembrano già nati prima del salto temporale, mentre nel libro la loro nascita arriva solo nel finale ed è uno dei suoi momenti più tragici. Poi c’è Chani. In Herbert è la compagna fedele di Paul fino alla fine, e muore dando alla luce i gemelli. Villeneuve aveva già cambiato tutto nella Parte due, dove la sua Chani, interpretata da Zendaya, rifiutava la guerra santa e voltava le spalle a Paul, e ora la ritroviamo tra i suoi nemici. Ma la differenza più grossa, quella che ha già fatto protestare i fan più fedeli, riguarda la preveggenza. Nel trailer Paul dice di non riuscire a vedere il futuro. Nel romanzo, invece, la sua tragedia è proprio l’opposto: vede tutto, vede il disastro verso cui sta portando l’universo, e non può fare niente per evitarlo, nemmeno quando diventa cieco e continua a muoversi guidato soltanto dalle sue visioni.

Per Ruimy, però, va benissimo così, e non ha tutti i torti. Messia di Dune è il libro più strano della saga: più breve, più cupo, quasi senza azione, tutto congiure di palazzo e dialoghi filosofici. Herbert lo scrisse anche come correttivo per i lettori che nel primo romanzo avevano visto in Paul un eroe da ammirare, mentre lui voleva raccontare un avvertimento sui leader carismatici. Villeneuve sembra aver preso proprio questo come punto di partenza, e del resto aveva promesso di raccontare Paul come un antieroe. Anche il film si annuncia diverso dai precedenti: è girato in pellicola invece che in digitale, e alla fotografia c’è Linus Sandgren al posto di Greig Fraser. Il cast è quello delle grandi occasioni, con Florence Pugh, Anya Taylor-Joy nel ruolo di Alia, Jason Momoa, che torna come ghola di Duncan Idaho, e Robert Pattinson in quello di Scytale, il cospiratore mutaforma che vuole far cadere Paul. Se le libertà prese con Herbert funzioneranno lo sapremo solo in sala. Ma un adattamento che tradisce la lettera del romanzo per restarne fedele allo spirito, in fondo, è il più grande omaggio che si possa fare a un libro che voleva distruggere il mito del suo protagonista.

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