EcoGPT è un assistente AI come ChatGPT, ma usa modelli più piccoli e finanzia la piantumazione di alberi in Africa in base a quanto lo si usa. Un’idea simile a quella di Ecosia, che però non convince tutti.
In India è uscito un videogioco ispirato alle proteste del “Partito degli Scarafaggi” in cui bisogna organizzare una manifestazione scansando i manganelli, i lacrimogeni e gli idranti della polizia
Si parte da soli in una strada di Delhi, si raccolgono manifestanti e si scappa dalla polizia per arrivare a Jantar Mantar, luogo simbolo delle proteste nella capitale.
Nel gioco si parte da soli, in una strada di Delhi piena di buche e di spazzatura, e l’obiettivo è arrivare a Jantar Mantar, lo storico luogo delle proteste della capitale indiana. Lungo la strada bisogna raccogliere altri manifestanti, ingrandire il corteo e schivare i poliziotti, che cercano di disperderlo a colpi di manganello, lacrimogeni e idranti e di caricare i leader su un pullman. Oppure si può scegliere di stare dall’altra parte e giocare come la polizia di Delhi. Si chiama Jantar Mantar Chalo, cioè «andiamo a Jantar Mantar», ed è un videogioco online creato da Suraj Kushwah, uno sviluppatore di 27 anni dell’Uttar Pradesh, come ha raccontato Al Jazeera. Secondo quanto ha detto lui stesso a ThePrint, dal giorno dell’uscita, il 14 ottobre, ci sono sempre almeno duemila persone collegate a giocare. Kushwah lo definisce umorismo nero, e insiste che non è un gioco politico ma un modo di dare forma alla frustrazione della sua generazione, a partire dalla sua. Non è l’unico: c’è anche Bhaag Neha Bhaag, un gioco a piattaforme in stile anni Ottanta creato da due fratelli, Anav e Akshay Nayar, in cui la protagonista è Neha Bora, una giovane attivista diventata famosa per la sua abilità nel seminare la polizia.
Le proteste a cui si ispirano sono quelle guidate dal Cockroach Janta Party, il “partito degli scarafaggi”, un movimento nato quasi per scherzo a maggio. Il nome è una parodia del Bharatiya Janata Party del primo ministro Narendra Modi, e risponde alle parole del presidente della Corte suprema indiana, Surya Kant, che durante un’udienza aveva paragonato i giovani disoccupati a degli scarafaggi e a dei parassiti. In pochi mesi il movimento è passato dai meme alle piazze: in estate le proteste per lo scandalo degli esami di ammissione a medicina hanno portato alle dimissioni del ministro dell’Istruzione, e dall’inizio di ottobre il bersaglio è la Commissione elettorale. Una revisione delle liste ha cancellato circa 130 milioni di nomi: secondo la Commissione si tratta di persone morte, registrate due volte o trasferite, mentre l’opposizione e gli attivisti sostengono che siano stati esclusi milioni di elettori che avevano diritto a votare. La Commissione e il partito di Modi negano qualsiasi parzialità. Il governo ha risposto chiudendo internet attorno ai luoghi delle proteste e arrestando migliaia di persone, tra cui due dei leader del movimento, Saurav Das e Ashutosh Ranka, rimasti in carcere una settimana prima di essere rilasciati.
Che una protesta diventi un videogioco non è una novità, ma in questo caso è quasi una conseguenza naturale. Il Cockroach Janta Party è nato su internet, con un nome rubato a un insulto, e da allora ha sempre usato l’ironia come strumento politico, un po’ come i liceali francesi che in queste settimane hanno trasformato in slogan la frase di un poliziotto infiltrato nelle loro chat. Nel gioco di Kushwah il realismo sta nei dettagli: le buche nell’asfalto, i rifiuti agli angoli delle strade, i blocchi stradali che nei giorni delle manifestazioni hanno davvero impedito a migliaia di persone di raggiungere il centro di Delhi. E nell’idea, molto concreta, che da soli non si arriva da nessuna parte: per vincere bisogna fare corteo. Per una generazione che un giudice ha chiamato scarafaggi, è una rivendicazione precisa. Gli scarafaggi, del resto, hanno fama di sopravvivere a tutto.