Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.
Per protestare contro una legge antirave, in Francia 40 mila persone sono andate a un rave in un campo minato vicino a una base militare abbandonata
Il free party si è tenuto l'1 maggio nei pressi di Bourges, città natale del Ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez. Se avete visto Sirat, sarete felici di sapere che tutti i raver sono tornati a casa sani e salvi.
Il primo maggio scorso, un poligono di tiro militare nei pressi di Bourges è diventato il teatro di una delle più imponenti sfide all’autorità degli ultimi anni: il Bourges Teknival. Quarantamila persone si sono radunate davanti – o sotto – un imponente muro di casse, ignorando non solo i divieti istituzionali ma anche l’allerta delle autorità sulla possibile presenza di granate inesplose della Seconda guerra mondiale ancora sepolte attorno alla base. La scelta della location è stata un guanto di sfida politico lanciata a quelle stesse autorità: Bourges è la città natale del Ministro dell’Interno Laurent Nuñez, e il rave è stato organizzato come un atto di protesta contro la nuova proposta di legge volta a reprimere i free party e a punire chi li organizza.
Come scrive Djmag, la reazione di Nuñez ha trasformato l’evento nel pretesto perfetto per un’accelerazione repressiva. Mentre i bassi ancora martellavano nel poligono, il Ministro ha dichiarato alla stampa che la festa lo ha soltanto motivato a inasprire ulteriormente il disegno di legge, promettendo sanzioni più severe affinché «situazioni del genere non si ripetano». Con oltre 600 multe già comminate per violazione di domicilio all’interno di una zona militare, lo scontro si è spostato dal fango del sito militare alle aule del parlamento, dove il governo intende utilizzare il caso di Bourges come prova della necessità di un pugno di ferro contro le “occupazioni”.
Per la comunità dei raver francesi, questa stretta rappresenta una minaccia senza precedenti. Il nuovo pacchetto legislativo prevede per gli organizzatori di eventi con oltre 250 partecipanti fino a sei mesi di reclusione e sanzioni che arrivano anche a 30 mila euro, mentre i partecipanti rischiano multe fino a 1500 euro, che raddoppiano in caso di recidiva. In un Paese con una radicatissima tradizione di free party, il Teknival di Bourges segna l’ennesimo momento in cui techno e tekno ridiventano uno strumento di disobbedienza civile, sfidando uno Stato che risponde, come sempre, con la criminalizzazione del tempo libero.
Nel modo con cui stiamo reagendo alle notizie sull'hantavirus si vedono le conseguenze sociali e culturali della pandemia, di un trauma che non abbiamo mai davvero elaborato e che non riusciamo a superare.
Anche per pochi giorni, in un posto vicino, spendendo il minimo indispensabile. L'importante è allontanarsi dal lavoro più spesso di quanto facciamo adesso.