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19:54 giovedì 4 giugno 2026
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.

La storia eroica del più anziano prigioniero politico siriano

09 Dicembre 2024

Le immagini più emozionanti tra tutte quelle che arrivano dalla Siria nei giorni della liberazione dal regime di Assad sono probabilmente quelle delle aperture delle carceri. Per chi storcesse la bocca: no, non sono liberazioni di pericolosi terroristi o criminali senza scrupolo, ma soprattutto di prigionieri politici detenuti da una delle dittature più antidemocratiche e sanguinarie che il mondo abbia mai visto, di donne e parenti di dissidenti, di bambini nati in carcere. Una risposta per tutte le bocche occidentali che si storcono l’ha dato il giornalista americano di origine siriana Yashar Ali, che su X ha scritto: «I siriani hanno il diritto di festeggiare la caduta della casata degli Assad senza che i non-siriani gli facciano prediche sulla realtà del loro futuro».

Tra tutti questi prigionieri ce n’è uno che ha una storia davvero eroica: si chiama Ragheed Al-Tatari ed è, pare, uno dei detenuti più di lungo corso nelle prigioni del regime. Al-Tatari ha una storia politica che merita di essere raccontata. Era un pilota dell’aviazione del regime quando, nel 1980, si rifiutò di eseguire un ordine molto particolare quanto cruento: quello bombardare la popolazione di Hama. In quegli anni Hama era una roccaforte sunnita in lotta contro il regime di Hafiz al-Assad (padre di Bashar), e le proteste durarono diversi anni, fino al periodo che passò alla storia come Majzarat Hama (Macello di Hama), nel febbraio 1982. Con questo nome si indica il bombardamento sistematico e l’assedio della città che spezzò definitivamente la rivolta, un atto descritto dallo storico Robin Wright come «il singolo atto più letale messo in atto da un governo arabo contro il suo stesso popolo» nel libro Dreams and Shadows: the Future of the Middle East. Per reprimere l’insurrezione in modo definitivo, Hama fu messa sotto assedio e bombardata per un intero mese, radendola al suolo quasi completamente e uccidendo, si stima, circa 40 mila persone. Waël Al-Tatari, figlio di Ragheed, nacque nel 1981, quando il padre era già in carcere.

Stanno arrivando in queste ore diversi video di persone, civili e ribelli militari, che cercano di aprire le celle sotterranee della prigione più tristemente famosa del regime assadiano, quella di Saydnayah. È difficile trovarle e aprirle per questioni tecnologiche e logistiche. Un video che sta circolando molto è quello di un uomo che, a Damasco, sta correndo per strada dopo essere stato liberato e senza sapere niente. Chiede quindi alla persona che sta riprendendo la scena: «Cos’è successo?». Gli rispondono: «Il regime è caduto». Lui fa un urlo di gioia, e continua a correre.

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