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14:41 lunedì 18 maggio 2026
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestiti d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.
Israele vuole fare causa al New York Times per un’inchiesta che racconta le violenze sessuali dei soldati dell’IDF sui prigionieri palestinesi L'inchiesta l'ha firmata il giornalista premio Pulitzer Nicholas Kristof e il giornale ha definito tutto ciò che racconta come «ampiamente verificato».
Sono bastati i primi tre mesi dell’anno perché quasi tutte le città della Pianura Padana superassero i livelli annui di inquinamento da polveri sottili Praticamente tutti i centri urbani della Val Padana, a marzo, hanno già violato le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’ultima assurdità in fatto di cibo uscita da internet è il biblical eating, cioè mangiare come si mangia nella Bibbia Una dieta basata solo sugli ingredienti, le preparazioni e le ricette menzionate nella Bibbia. Serve a tenersi in forma e a scacciare il Diavolo, dicono i sostenitori.
A giugno arriveranno in streaming i primi quattro film di Sean Baker, mai distribuiti fino a ora in Italia Sono Four Letter Words, Take Out, Prince of Broadway, Starlet e saranno disponibili a partire da giugno, in lingua originale con sottotitoli.
C’è una copia di Wikipedia in cui tutti gli articoli sono deliri sconnessi e sconclusionati scritti da una AI Si chiama Halupedia e contiene tutte le informazioni su eventi storici come il Grande Censimento dei Piccioni del 1887 e approfondimenti sul mandato gnomico del ragionamento circolare.

Riserve della Repubblica, femmes fatale e guerci

Appunti per probabili e improbabili futuri Presidenti della Repubblica in ordine sparso, visto che se ne parla. Terza parte di un appuntamento fisso da qui alla fine del 2014. La nuova serie di Michele Masneri (oggi scrittori finissimi, uomini di destra e femme fatale).

11 Dicembre 2014

Continuano, e continueranno fino alla fine dell’anno, le quirinarie masneriane, schede e appunti su probabili e meno probabili aspiranti futuri Presidenti della Repubblica. Dichiarazione: è un classico totonomi, quello che tutti fanno dicendo di non fare, per carità, e come tale, nonostante si cerchi spesso di far credere il contrario, si nutre quasi mai di fatti e molto spesso di fantasia. E allora tanto vale non darsi regole: outsider, quote rosa, quote pop, quote camp, papabili, per nulla papabili, impresentabili. Verranno presentati a coppie, rigorosamente senza un criterio. Un divertissement, va da sé. E magari indoviniamo pure. (La prima parte è qui, la seconda qui).

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LUCIANO VIOLANTE

Riserva della Repubblica. Non ce l’ha fatta a essere eletto alla Corte Costituzionale; forse non ce la farà neanche al Quirinale. Magistrato a Torino in gioventù, fece eseguire la prima condanna a un signore che aveva detto «piciu» a un vigile urbano. È stato ventinove anni alla Camera («più di quanto è durato il fascismo»). «Sono nato in Etiopia, in un campo di concentramento inglese. Mio padre l’ho conosciuto quando avevo cinque anni, me lo presentarono il giorno di Pasqua del 1946. Alla stazione». Alla definizione di «garantista» preferisce quella di «legalitario». Ha appena pubblicato un saggio per Einaudi, Il dovere di avere doveri, contrappasso e controcanto a quello di un altro papabile, Stefano Rodotà (Il diritto di avere diritti, Laterza, 2013). Marco Travaglio lo odia e lo definisce «il participio presente». Ha casa a Cogne.

ALBERTO ARBASINO

Riserva della Repubblica. Il nostro scrittore e kulturkritiker più intelligente, con curriculum da grand commis più di tanti professionisti: laureato e assistente in diritto internazionale con Roberto Ago, già esperto di diritto del Mare (potrebbe dare una mano sul caso Marò). Studente estivo a Harvard ai seminari di Henry Kissinger e George Kennan, è stato anche deputato, per una legislatura, tra gli indipendenti del partito Repubblicano (in commissione Cultura, finì poi in depressione, come biasimarlo). Se non presidente, almeno senatore a vita, questo lo pretendiamo. Sul serio.

DONNA VITTORIA LEONE

Femme fatale. Già consorte del più sputtanato dei nostri presidenti, l’unico che abbia però ispirato narrazioni perfide e bestseller in epoche pre-House of Cards, in Giovanni leone, la carriera di un presidente di Camilla Cederna, poi ritirato e vituperato; lì, storie d’amori minorili; il matrimonio «portato», come si dice a Napoli, tra il papà della nubenda diciassettenne e quello dell’avvocato e giurista in ascesa, trentasettenne. Al Quirinale, poi, camere separate, boschi di querce secolari disboscati per far posto a una piscina e a un eliporto nuovo di zecca «per far atterrare il presidente Ford» (mentre Nixon era atterrato in pieno ’68 direttamente su piazzale del Quirinale chiuso al traffico). E macchine del fango pre-Photoshop; pacchi con foto compromettenti di Donna Vittoria inviate ai deputati per posta; e una crociera sulla motonave Tiziano in acque greche nel 1971 alla vigilia dell’elezione al Colle viene infiltrata da agenti del Sifar che puntano allo scoop di Donna Vittoria in déshabillé, o magari con qualche marinaretto, ma lei si corica sempre molto presto, e gli unici scoop sono il presidente in pectore a cantare canzoni e raccontare barzellette al tavolo del capitano. Poi un Quirinale delle Libertà, con «hostess squillo della agenzia Hostess Club», «ex vedettes di Macario», e naturalmente «i tre monelli», Mauro, Paolo, Giancarlo, figli presidenziali (e un celebre motoscafo all’Argentario chiamato Mapagià, dalle loro iniziali). Mauro, detto «’o principino» o «il vicepresidente», ordinario di diritto penale e insignito della Légion d’Honneur a 25 anni, sempre presente agli incontri politici del padre. Quando Moro (presidente del Consiglio) sale al Colle, si ritrova il ragazzo. «Ma che, nun lo volite, o guaglione?», dice il Presidente della Repubblica. Moro: «No».

MASSIMO CARMINATI

Anche noto come «er guercio» o «er cecato», causa ferita in conflitto a fuoco e successivo look alla Google Glass. Finalmente un uomo di destra al Quirinale, a suggellare la pacificazione nazionale, nel solco del famoso discorso di Violante sui ragazzi di Salò del 1996. Con expertise guadagnati poi sul campo, in trattative Stato-mafia veramente efficaci e senza tentennamenti.

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