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19:32 venerdì 3 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

Riserve della Repubblica, femmes fatale e guerci

Appunti per probabili e improbabili futuri Presidenti della Repubblica in ordine sparso, visto che se ne parla. Terza parte di un appuntamento fisso da qui alla fine del 2014. La nuova serie di Michele Masneri (oggi scrittori finissimi, uomini di destra e femme fatale).

11 Dicembre 2014

Continuano, e continueranno fino alla fine dell’anno, le quirinarie masneriane, schede e appunti su probabili e meno probabili aspiranti futuri Presidenti della Repubblica. Dichiarazione: è un classico totonomi, quello che tutti fanno dicendo di non fare, per carità, e come tale, nonostante si cerchi spesso di far credere il contrario, si nutre quasi mai di fatti e molto spesso di fantasia. E allora tanto vale non darsi regole: outsider, quote rosa, quote pop, quote camp, papabili, per nulla papabili, impresentabili. Verranno presentati a coppie, rigorosamente senza un criterio. Un divertissement, va da sé. E magari indoviniamo pure. (La prima parte è qui, la seconda qui).

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LUCIANO VIOLANTE

Riserva della Repubblica. Non ce l’ha fatta a essere eletto alla Corte Costituzionale; forse non ce la farà neanche al Quirinale. Magistrato a Torino in gioventù, fece eseguire la prima condanna a un signore che aveva detto «piciu» a un vigile urbano. È stato ventinove anni alla Camera («più di quanto è durato il fascismo»). «Sono nato in Etiopia, in un campo di concentramento inglese. Mio padre l’ho conosciuto quando avevo cinque anni, me lo presentarono il giorno di Pasqua del 1946. Alla stazione». Alla definizione di «garantista» preferisce quella di «legalitario». Ha appena pubblicato un saggio per Einaudi, Il dovere di avere doveri, contrappasso e controcanto a quello di un altro papabile, Stefano Rodotà (Il diritto di avere diritti, Laterza, 2013). Marco Travaglio lo odia e lo definisce «il participio presente». Ha casa a Cogne.

ALBERTO ARBASINO

Riserva della Repubblica. Il nostro scrittore e kulturkritiker più intelligente, con curriculum da grand commis più di tanti professionisti: laureato e assistente in diritto internazionale con Roberto Ago, già esperto di diritto del Mare (potrebbe dare una mano sul caso Marò). Studente estivo a Harvard ai seminari di Henry Kissinger e George Kennan, è stato anche deputato, per una legislatura, tra gli indipendenti del partito Repubblicano (in commissione Cultura, finì poi in depressione, come biasimarlo). Se non presidente, almeno senatore a vita, questo lo pretendiamo. Sul serio.

DONNA VITTORIA LEONE

Femme fatale. Già consorte del più sputtanato dei nostri presidenti, l’unico che abbia però ispirato narrazioni perfide e bestseller in epoche pre-House of Cards, in Giovanni leone, la carriera di un presidente di Camilla Cederna, poi ritirato e vituperato; lì, storie d’amori minorili; il matrimonio «portato», come si dice a Napoli, tra il papà della nubenda diciassettenne e quello dell’avvocato e giurista in ascesa, trentasettenne. Al Quirinale, poi, camere separate, boschi di querce secolari disboscati per far posto a una piscina e a un eliporto nuovo di zecca «per far atterrare il presidente Ford» (mentre Nixon era atterrato in pieno ’68 direttamente su piazzale del Quirinale chiuso al traffico). E macchine del fango pre-Photoshop; pacchi con foto compromettenti di Donna Vittoria inviate ai deputati per posta; e una crociera sulla motonave Tiziano in acque greche nel 1971 alla vigilia dell’elezione al Colle viene infiltrata da agenti del Sifar che puntano allo scoop di Donna Vittoria in déshabillé, o magari con qualche marinaretto, ma lei si corica sempre molto presto, e gli unici scoop sono il presidente in pectore a cantare canzoni e raccontare barzellette al tavolo del capitano. Poi un Quirinale delle Libertà, con «hostess squillo della agenzia Hostess Club», «ex vedettes di Macario», e naturalmente «i tre monelli», Mauro, Paolo, Giancarlo, figli presidenziali (e un celebre motoscafo all’Argentario chiamato Mapagià, dalle loro iniziali). Mauro, detto «’o principino» o «il vicepresidente», ordinario di diritto penale e insignito della Légion d’Honneur a 25 anni, sempre presente agli incontri politici del padre. Quando Moro (presidente del Consiglio) sale al Colle, si ritrova il ragazzo. «Ma che, nun lo volite, o guaglione?», dice il Presidente della Repubblica. Moro: «No».

MASSIMO CARMINATI

Anche noto come «er guercio» o «er cecato», causa ferita in conflitto a fuoco e successivo look alla Google Glass. Finalmente un uomo di destra al Quirinale, a suggellare la pacificazione nazionale, nel solco del famoso discorso di Violante sui ragazzi di Salò del 1996. Con expertise guadagnati poi sul campo, in trattative Stato-mafia veramente efficaci e senza tentennamenti.

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