Hype ↓
17:27 giovedì 2 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per segnalare e tracciare gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 al fianco delle squadre di pronto intervento che combattono gli incedi in un Paese che negli ultimi anni ha visto alcune delle stagioni di incendi più devastanti della sua storia recente.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo»

È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

02 Luglio 2026

Un gruppo di ricercatori di quattro università britanniche ha pubblicato quella che è stata definita la più completa raccolta di ricerche scientifiche mai realizzata sull’uso degli schermi nei neonati e nei bambini sotto i due anni. I ricercatori hanno analizzato circa 120 studi, in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini, e la conclusione a cui sono giunti è quella a cui qualsiasi essere umano, scienziato o no, genitore o no: «Nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo». I rischi dimostrati includono minori opportunità di creare legami con i genitori, meno tempo per giocare (con qualcosa di diverso da videogiochi), sviluppo linguistico limitato, sovrastimolazione, difficoltà a dormire, conseguenze sulla salute degli occhi e una maggiore tendenza all’obesità. C’è anche il timore che i neonati si rivolgano ai dispositivi digitali in cerca di conforto invece che a un genitore. In più, nella revisione viene presa in considerazione l’esposizione volontaria perché quella passiva è già inevitabile dal punto di vista sociale.

Il problema che lo studio identifica non riguarda solo i genitori ma anche le le linee guida ufficiali che i Paesi . Come scrive il Guardian, mentre il dibattito pubblico è concentrato sugli effetti dei social media sugli adolescenti (e su come limitazioni e divieti possano evitare il peggio), esiste quello che i ricercatori chiamano un «punto cieco» nelle politiche relative ai neonati. Le linee guida vigenti in Inghilterra, per esempio, raccomandano ai genitori di evitare di mettere davanti a uno schermo gli infanti di meno di due anni, ma aggiungono un’eccezione per «le attività condivise che incoraggiano il legame, l’interazione e la conversazione». Gli autori della ricerca sostengono che questa eccezione andrebbe eliminata, perché rischia di essere letta dai genitori come un’indicazione di sicurezza o persino di incoraggiamento. Rafe Clayton, docente all’Università di Leeds e co-autore della ricerca, ha detto che i genitori privi di indicazioni chiare stanno «portando involontariamente a bambini e neonati a sviluppare abitudini malsane e rapporti morbosi con i dispositivi digitali».

Andrea Leadsom, ex segretario del tesoro del Regno Unito e fondatrice dell’associazione 1.001 Critical Days (il nome si riferisce al numero di giorni che passano tra il concepimento e il secondo compleanno, considerati il periodo più importante dello sviluppo umano) ha detto che i genitori non dovrebbero essere essere accusati né colpevolizzati per un problema che non hanno creato. La colpa dovrebbe ricadere sulle aziende tecnologiche perché «ai genitori non dovrebbero essere proposti contenuti etichettati o promossi come adatti ai neonati quando le prove indicano che questi contenuti non esistono». È un riferimento a un mercato di app e contenuti digitali esplicitamente venduti a bambini piccoli attraverso i genitori. Contenuti come Baby Einstein, YouTube Kids e applicazioni di «apprendimento precoce» portano implicitamente a pensare che lo schermo interattivo sia un oggetto neutrale o che, addirittura, l’uso da parte di infanti possa essere un beneficio per gli infanti stessi. La revisione degli studi dice invece che non ci sono prove che lo sia, e che ci sono prove crescenti del contrario.

Articoli Suggeriti
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne

Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.

I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa

Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.