È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk
Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
«La chitarra l’ha creata Dio, perché il diavolo non sa creare niente». Con questa candida eresia musicale, padre Dionysios Tabakis, un sacerdote ortodosso di 53 anni di Nauplia, nel Peloponneso, ha scardinato i rigidi pregiudizi della sua stessa Chiesa. Vestito con la tradizionale tunica nera e una folta barba grigia, Tabakis è la mente dietro a Paradise Metal, un album registrato in casa che ha ottenuto un punteggio di 7.6 su Pitchfork, superando per punteggio pietre miliari come Discovery dei Daft Punk o Drukqs di Aphex Twin. Armato di una chitarra elettrica da 135 euro, il prete ha trasformato la sua solitaria passione in un caso discografico, sfidando la convinzione delle gerarchie ortodosse che storicamente considerano gli strumenti profani e la distorsione come un’espressione del demonio.

Come scrive il Guardian, l’opera di Tabakis è un viaggio sonoro folle e geniale che mescola doom metal, canti bizantini, dubstep religioso e rap ecclesiastico. Nato al Pireo da una famiglia poverissima con radici a Smirne (Turchia), il sacerdote ha riversato nel disco tutto il suo bagaglio culturale, unendo antichi strumenti tradizionali a beat sintetici e riff atonali. L’album è nato in modo del tutto artigianale, il figlio gli ha insegnato a usare i software di produzione, un vicino gli ha mostrato i primi accordi e una giovane parrocchiana ha registrato le voci direttamente col cellulare. Lungi dall’essere un sermone moralistico, Paradise Metal gioca apertamente con lo slang giovanile e la satira sociale, come nel brano Dubai Paei, che paragona lo sfarzo degli Emirati alla Babilonia dell’Apocalisse, nel tentativo genuino di creare un ponte con le nuove generazioni.
Nonostante il successo virale e le attenzioni dell’etichetta Elhellell che lo ha scovato su un forum, padre Tabakis resta un antidivo per eccellenza. Fugge dai riflettori, declina le ospitate televisive temendo di trasformarsi in una macchietta e ribadisce che non abbandonerebbe mai l’altare per dedicarsi alla musica a tempo pieno. La prospettiva di esibirsi dal vivo lo fa sentire «come un pesce tirato fuori dall’acqua per fargli prendere un po’ d’aria», ma la sua missione artistica resta salda perché se Dio ama le cose belle, anche un brutale accordo doom metal intriso di misticismo può diventare uno strumento perfetto per onorare la fede e dispensare gioia.