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C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
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Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».

“Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo doveva andare in Cina, ma la Soprintendenza di Milano ha detto no

31 Ottobre 2024

Il 5 novembre Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica italiana, andrà in visita ufficiale in Cina. È uno dei molti viaggi di importanti rappresentati delle istituzioni italiane in Cina, perché a luglio c’era già stata Giorgia Meloni, e il 24 ottobre il ministro dell’Interno Piantedosi. C’entra, ufficialmente, l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Marco Polo, ma anche la necessità di prendersi una cura speciale dei rapporti con la Repubblica popolare dopo la decisione del governo di tirarsi fuori dalla Belt and Road Initiative, altrimenti chiamata Via della Seta, che non ha fatto fare i salti di gioia a Xi Jinping.

La visita di Mattarella doveva essere una cosa in grande stile: il Ministero degli Esteri aveva pensato di mandare in Cina, oltre al veterano Presidente, anche il quadro che più rappresenta il simbolo delle lotte operaie in Italia: “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza Da Volpedo. Tra i quadri più famosi dell’intera storia dell’arte italiana, l’opera è esposta alla Galleria di Arte Moderna di Milano, dopo essere stato al Museo del Novecento, sempre a Milano. È stato terminato nel 1901 ed è enorme: cinque metri e mezzo di larghezza per quasi tre metri di altezza. Il piano del Ministero era di esporlo nella Grande Sala del Popolo di piazza Tienanmen, dove si riunisce il parlamento cinese, forse per provare a confondere i comunisti asiatici e dargli l’idea che anche il governo Meloni si rifà agli stessi valori di base. Ma è arrivato il rifiuto della Soprintendenza di Milano, che ha giudicato il viaggio troppo rischioso. I tempi sarebbero troppo stretti per un corretto imballaggio, ma soprattutto perché lo stato del quadro è già di per sé a rischio. E se la sala della GAM in cui riposa adesso è attrezzata per fornirgli le migliori condizioni, queste non sarebbero replicabili né in aereo né nei 1500 chilometri di viaggio da Shanghai a Pechino.

Da qualche decennio “Il quarto stato” è conosciutissimo, ma la sua fortuna è stata alterna: presentato alla Quadriennale di Torino del 1902 per la prima volta, non ricevette nessun premio e non fu nemmeno acquistato da alcun museo. Eppure, dal 1903 in poi, iniziò una certa fortuna iconografica: venne stampato e riprodotto da diversi giornali socialisti, come Unione o L’Avanguardia socialista. Nel frattempo, Pellizza continuò a cercare esposizioni presso altre mostre, ricevendo solo rifiuti. Nel 1907, infine, si suicidò. Nel 1920 “Il quarto stato” fu finalmente esposto in una mostra retrospettiva dedicata a Pellizza presso la Galleria Pesaro, e qui venne notato dal soprintendente del Castello Sforzesco Guido Marangoni, che si mosse per farlo acquistare dalla Galleria d’Arte Moderna. Dimenticato, ovviamente, durante il Ventennio, negli anni Cinquanta tornò a essere mostrato permanentemente nella sala della Giunta di Palazzo Marino, il comune di Milano. Un primo piano sul volto del bracciante protagonista del quadro è, inoltre, lo sfondo per i titoli di testa di Novecento di Bernardo Bertolucci, con l’inquadratura che a poco a poco si allarga per abbracciare, infine, tutta l’opera.

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