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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Le mascherine in rame potrebbero essere le più utili contro il virus

19 Maggio 2020

Mentre c’è chi, come ha scritto Letizia Muratori su Rivista Studio, ancora si ostina a non indossarle, per tutti quelli che ne riconoscono l’utilità pubblica le mascherine sono diventate negli ultimi mesi un vero rompicapo. In Italia c’è stato un gran pasticcio su quelle a prezzo calmierato (addirittura ora c’è il timore che rimangano invendute), ma sempre più persone si chiedono quali siano i migliori modelli tra quelle riutilizzabili. Considerando che l’emergenza Coronavirus durerà ancora a lungo, l’idea di usare delle mascherine che non si buttino dopo pochi utilizzi è lungimirante e c’è grande fermento tra i produttori per brevettare nuovi modelli che rispettino le indicazioni delle autorità sanitarie.

Come riporta Fast Company, uno dei materiali più interessanti è il rame, che può funzionare da “barriera” per batteri e virus. Questo perché contiene ioni a carica positiva che intrappolano i virus, che sono invece a carica negativa: gli ioni positivi del rame penetrano quindi nei virus, impedendo loro di replicarsi. Un recente studio del New England Journal of Medicine ha rilevato che il rame sarebbe efficace nel rendere inattivo il nuovo Coronavirus nello spazio di quattro ore. Questo materiale, d’altronde, «è stato utilizzato storicamente per le manopole delle porte degli ospedali e per le aste porta flebo proprio per frenare la diffusione delle malattie». «Ho grandi speranze per le mascherine in rame», ha puntualizzato a Fast Company Michael Schmidt, professore di microbiologia e immunologia presso la Medical University of South Carolina, che ha studiato l’uso del rame nei prodotti medici. «Ma c’è ancora molto da fare per testare la loro efficacia. In questo momento, aggiungere strati di rame a delle maschere in tessuto non garantisce che queste funzionino».

Nel mondo, intanto, sono molte le aziende che hanno iniziato a incorporare il rame nelle loro mascherine, come la startup di calzature Atoms, The Futon Shop e anche la società tecnologica israeliana Argaman, che oggi vendono mascherine in rame, o come Cupron, che produce maschere di stoffa realizzate con un mix di fibre di cotone e poliestere, che al momento non sono disponibili per l’acquisto individuale ma solo per ospedali e aziende. «Questi tessuti in realtà sono in circolazione da un bel po’, è il Covid-19 che ora li rende particolarmente attuali», ha continuato Schimdt.

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