In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.
Alcuni ricercatori hanno spiegato perché il profumo di bucato ha un così forte potere evocativo
È un tipo di profumo molto difficile da descrivere a parole, ma è corroborante, inimitabile, e anche un po’ “italiano”, come dimostra una delle prime scene che apre l’episodio italiano di Normal People: Marianne circondata dalle lenzuola stese ad asciugare e quindi, molto probabilmente, immersa nel profumo di bucato. Qualche giorno fa il New York Times ha riportato con entusiasmo uno studio pubblicato su Environmental Chemistry interamente dedicato a questo specifico profumo, o meglio, all’analisi delle molecole che lo compongono. Un gruppo di ricercatori ha esaminato degli asciugamani stesi ad asciugare al sole a livello molecolare per cercare di individuare la fonte della loro fragranza. A guidare la ricerca Silvia Pugliese, studentessa all’università di Copenaghen.
Pugliese e i suoi compagni di laboratorio hanno “sequestrato” due aree poco utilizzate dell’edificio chimico dell’università e hanno disposto i materiali per l’esperimento, tra cui acqua ultrapurificata e un set di asciugamani in cotone di Ikea. Ogni asciugamano è stato lavato tre volte in acqua e poi è stato appeso in postazioni diverse: all’interno dell’ufficio, sul balcone all’ombra e sul balcone al sole. Una volta asciutto, l’asciugamano è stato sigillato in un sacchetto per 15 ore. In quel lasso di tempo, i ricercatori hanno campionato i composti chimici che emettevano nell’aria circostante. Confrontando i profili chimici raccolti, sono stati in grado di identificare i composti generati esclusivamente dagli asciugamani bagnati stesi al sole. In pratica, l’asciugatura al sole produce un certo numero di aldeidi e chetoni: molecole organiche che i nostri nasi potrebbero associare a quelle provenienti da piante e fiori. Ad esempio il pentanale, presente nel cardamomo, l’ottanale, che produce aromi agrumati, e il nonanale, che profuma di rosa.
Tutto ciò potrebbe avere a che fare con l’esposizione all’ozono, una sostanza chimica dell’atmosfera che può trasformare alcune sostanze chimiche comuni in questi aldeidi e chetoni. Un contributo fondamentale, ha sottolineato Pugliese, potrebbe essere quello del sole stesso. Quando esposte alla luce ultravioletta, alcune molecole «si eccitano» e formano composti altamente reattivi chiamati radicali. Quei radicali quindi si ricombinano con altre molecole vicine, processi che spesso portano alla creazione di aldeidi e chetoni. È possibile che l’acqua su un asciugamano bagnato raccolga molte di queste molecole eccitabili e poi funzioni «come una lente d’ingrandimento», concentrando la luce del sole e accelerando queste reazioni.