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18:39 venerdì 16 ottobre 2026
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, è aperto dal 2019 e raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.

Potere del red carpet

Domani si apre la Mostra del Cinema di Venezia. Tra le star attese e i film in calendario viene da chiedersi cosa conti di più.

01 Settembre 2015

Venezia, settembre 1999. Una Nicole Kidman ancora indenne dalla chirurgia plastica sbarca al Lido con l’allora consorte, un Tom Cruise con un solo Mission Impossible, quello di Brian de Palma, all’attivo. I due sono la coppia del momento: hanno recitato nello scandaloso Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick di cui il Festival veneziano ospita la prima proiezione europea. «Questa serata è una delle più importanti della mia vita artistica», dice lei in conferenza stampa. «È molto speciale essere qui stasera, con la famiglia di Stanley… e Venezia è una meravigliosa romantica città», ribatte lui ai microfoni di Tele+, durante la cerimonia di apertura. Meno di due anni dopo la coppia più cool del cinema hollywoodiano vive un’estate decisamente meno romantica, entrando di diritto nella classifica delle separazioni storiche del cinema. Ma l’uscita pubblica al Lido resta nella leggenda: un punto a favore della Mostra del Cinema di Venezia.

Oggi di presenze in grado di rimanere nella memoria ce ne sono poche e i festival del cinema in giro per il mondo cercano di accaparrarsele una dopo l’altra. Cannes, Venezia, Berlino, anche il meno blasonato Roma: tutti a caccia di materiale fotografabile, glamour un po’ spicciolo in grado di canalizzare l’attenzione mondiale. Che i grandi nomi facciano comodo, che contribuiscano ad accrescere quell’allure che fa del Lido, ai primi di settembre, un luogo frequentato e patinato, così come accade con la Croisette nella seconda metà di maggio, non è una novità: Paul Newman stregava la città nel 1963, protagonista del film in concorso Hud il selvaggio di Martin Ritt. Con il suo charme e quegli occhi blu, famosissimi, che si rifiutò di mostrare perfino a Oriana Fallaci (era a Venezia per intervistare l’attore per l’Europeo: gli chiese di sfilarsi gli occhiali da sole durante il loro incontro e lui rispose che quelli che gli chiedevano di mostrare gli occhi lo facevano arrabbiare, come se lo giudicassero per quelli e basta), Newman contribuì senza dubbio ad accendere i riflettori sul Festival. Gli anni Sessanta erano, come si suol dire, “altri tempi”: le celebrity non postavano le proprie foto sugli account Instagram né dai red carpet né tantomeno dalle vacanze estive. Veder comparire un divo hollywoodiano in Laguna, assistere mentre si concede a un insolito bagno di folla, semplicemente fotografarlo, era ancora molto insolito.

Oggi la questione è un po’ diversa – si dovrebbe disquisire, più che altro, di sovraesposizione mediatica o, almeno, fotografica – ma i vip ai Festival non hanno perso appeal. Ne hanno forse più dei film che vanno a rappresentare. Che siano di per sé dei driver commerciali è palese; che agli occhi del grande pubblico il loro valore risulti amplificato agli estremi è, tuttavia, un rischio. Anche per un contenitore come quello diretto da Alberto Barbera, che per i prossimi dieci giorni, fino al 12 settembre, in calendario ha i vip, ma anche molto altro. Parlando della prima categoria, il borsino dei media italiani (Ansa compresa, che titola coraggiosa «Il più atteso è Vasco») è in piena attività: se le voci sulla presenza di Johnny Depp e fidanzata (lui recita in Black Mass, fuori concorso, in calendario il 4 settembre; lei è quella «per cui ha lasciato Vanessa Paradis, con la quale aveva comprato un’isola»)  sono all’insegna delle controversie, sono date per certe quella di Jake Gyllenhaal, protagonista di Everest  di Baltasar Kormákur, che aprirà la kermesse, e di Vincent Cassel, che vedremo in Violence En Réunion di Karim Boukercha. E poi ci sono Kristen Stewart e Robert Pattinson, ex coppia al cinema e nella vita oggi scoppiata in entrambe le dimensioni: i magazine, pettegoli o meno, si chiedono se si incroceranno, se si saluteranno, per amore dei flash, piegati al potere dei red carpet. Dei film resta una menzione: lei è in Equals di Drake Doremus; lui in The Childhood of a Leader di Brady Corbet.

La lista delle celebrità pesca poi nella giuria: accanto al presidente Alfonso Cuaròn, due Oscar all’attivo di cui uno per Gravity (2013), e a otto tra registi, attori (c’è Elizabeth Banks), sceneggiatori ed Emmanuel Carrère, c’è Diane Kruger. Bellissima, brava, modaiola senza eccessi (o, meglio: con grazia), resa ancora più interessante dal fatto che sarà a Venezia in veste di giudice.

Non mancano i grandi nomi internazionali nemmeno nei lungometraggi dei registri nostrani in gara – per la cronaca, sono quattro: Marco Bellocchio con Sangue del mio Sangue; Luca Guadagnino con A Bigger Splash; Piero Messina con L’attesa e Giuseppe Gaudino con Per amor vostro. Guadagnino ha nel cast Tilda Swinton, già protagonista del suo Io sono l’amore, specchio della milanesità (e ode allo stile). Se il primo film era elegantissimo – i costumi erano filmati Jil Sander – questo non sarà da meno: a firmarne gli abiti è la maison Dior. Di Messina si è parlato molto: assistente di Paolo Sorrentino, ha coinvolto Juliette Binoche in un lungometraggio sulla sofferenza di una madre davanti alla morte del figlio. Poi ci sono i nomi nostrani: Rohrwacher, Timi, Golino, Scamarcio, Crescentini e via dicendo, sui quali sorvoleremo con affetto e stima. Ai festival la celebrity o è hollywoodiana o non è.

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