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22:24 giovedì 17 settembre 2026
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.

Le parole sono importanti?

Approfondimento su uno degli incontri che si svolgeranno a Studio in Triennale, il 25 novembre. Discuteremo di censura e autocensura, di cosa si può ridere e di politically correct.

17 Novembre 2017

Le parole sono importanti? È quello che ci chiediamo in uno degli incontri in programma al Festival di Studio in Triennale, che si terrà lungo tutta la giornata di sabato 25 novembre, a Milano. È un tema complesso, che qui in redazione seguiamo con interesse sia leggendo i giornali stranieri che pubblicando approfondimenti nostri o dei nostri collaboratori. A settembre, per esempio, abbiamo pubblicato un pezzo di Arnaldo Greco che si chiedeva se oggi sarebbero ammesse in tv certe scorrettezze, anche comiche, che erano considerate normali nell’Italia del passato e se questo sia un segno di progresso civile o se non sia piuttosto una forma di censura (o autocensura) del pensiero libero. Un po’ tempo di prima Davide Coppo aveva ragionato sull’incattivimento linguistico dei social, anticipando una questione che sarebbe poi venuta fuori in modo molto più violento. È difficile avere un punto di vista univoco sulla questione o una soluzione: da un lato ci sono questioni legate al rispetto delle minoranze, delle differenze di genere e delle scelte sessuali; dall’altro i principi della libertà di espressione e di satira. Per provare a mettere tutte le carte sul tavolo abbiamo invitato quattro ospiti particolarmente sensibili al tema, per parlarne e interrogarci ancora. Sono Christian Rocca, direttore di IL, Saverio Raimondo stand-up comedian, Letizia Muratori scrittrice e collaboratrice di Studio e Mattia Carzaniga, giornalista e nostra firma fissa. Qui di seguito alcuni link consigliati da Studio e dagli ospiti dell’incontro per approfondire la questione prima di venire sabato in Triennale.

ST17

Saverio Raimondo

Jerry Seinfeld: Political Correctness Will Destroy Comedy – The Hollywood Reporter
La cosa interessante di questo articolo, uno dei tanti che segnalano un dibattito in corso negli Stati Uniti (ma che riguarda anche noi) sul rapporto fra comicità e politicamente corretto, è che a lanciare l’allarme non è un comico controverso, ma Jerry Seinfeld, uno stand-up comedian mainstream e leggero. Ma che sa che si ride solo se di può ridere di tutto.

Christian Rocca

Perché bisogna rassegnarsi all’idea che il Jobs Act è un idolo (da proteggere) – Il Foglio
Il tema è ampio, variegato e come disse una volta Obama quando gli fecero una domanda sull’aborto è anche «above my pay grade». Politically correct, censura, autocensura, dite? La prima cosa che mi viene in mente è che spesso dibattiamo su grandi temi, per esempio politici, senza accorgerci che ci sta sfuggendo il punto più evidente, quello sotto gli occhi di tutti, quello centrale. Il dibattito a sinistra per esempio, con il Jobs Act diventato lo spartiacque tra una sinistra neoliberista (qualunque cosa voglia dire) e una sinistra-sinistra che ha a cuore i lavoratori. Dibattito, fratture, scissioni. Ultimatum. O il Jobs Act o la vita. Ma come spiega in questo formidabile articolo Giuliano Ferrara, l’abolizione del Jobs Act è diventato un feticcio irragionevole e fanatico perché, se poi si va a vedere, quel provvedimento ha creato lavoro e crescita, non disoccupati e decrescita. Eppure si fa finta di niente e non so se sia censura o autocensura, non credo, ma certamente viviamo nel tempo in cui le parole non sono importanti.

Mattia Carzaniga

Louis C.K. Is Done – Vulture

Perché davvero siamo arrivati al punto di dover riconsiderare carriere, film, personaggi? Persino vulture si schiera dalla parte dei seri, neanche su Louis si può scherzare, o quantomeno immaginare scenari diversi (uno stand up favoloso su questa cosa?). Va bene la battaglia sacrosanta, ma ora è solo il tempo della pulizia e della serietà, chissà se ne verremo fuori.

Studio

The Limits of Irony – First Things
Dei limiti dell’ironia e del perché la critica di DWF è oggi più attuale che mai

How Late-Night Comedy Fueled the Rise of Trump – The Atlantic
Mai come in questi anni i liberal sono stati innamorati dei late night show. E se invece l’umorismo politico avesse aiutato a uccidere il dibattito?

The Hell You Say – The New Yorker
Di cosa parliamo quando parliamo di libertà di parola: uno dei pezzi definitivi, o quasi, sul tema.

Ta-Nehisi Coates has an incredibly clear explanation for why white people shouldn’t use the n-word – Vox
Ta-Nehisi Coates spiega perché, secondo lui, certe persone non possono usare certe parole.

Qui per scoprire il programma completo di Studio in Triennale

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Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.