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06:35 giovedì 9 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

Le parole sono importanti?

Approfondimento su uno degli incontri che si svolgeranno a Studio in Triennale, il 25 novembre. Discuteremo di censura e autocensura, di cosa si può ridere e di politically correct.

17 Novembre 2017

Le parole sono importanti? È quello che ci chiediamo in uno degli incontri in programma al Festival di Studio in Triennale, che si terrà lungo tutta la giornata di sabato 25 novembre, a Milano. È un tema complesso, che qui in redazione seguiamo con interesse sia leggendo i giornali stranieri che pubblicando approfondimenti nostri o dei nostri collaboratori. A settembre, per esempio, abbiamo pubblicato un pezzo di Arnaldo Greco che si chiedeva se oggi sarebbero ammesse in tv certe scorrettezze, anche comiche, che erano considerate normali nell’Italia del passato e se questo sia un segno di progresso civile o se non sia piuttosto una forma di censura (o autocensura) del pensiero libero. Un po’ tempo di prima Davide Coppo aveva ragionato sull’incattivimento linguistico dei social, anticipando una questione che sarebbe poi venuta fuori in modo molto più violento. È difficile avere un punto di vista univoco sulla questione o una soluzione: da un lato ci sono questioni legate al rispetto delle minoranze, delle differenze di genere e delle scelte sessuali; dall’altro i principi della libertà di espressione e di satira. Per provare a mettere tutte le carte sul tavolo abbiamo invitato quattro ospiti particolarmente sensibili al tema, per parlarne e interrogarci ancora. Sono Christian Rocca, direttore di IL, Saverio Raimondo stand-up comedian, Letizia Muratori scrittrice e collaboratrice di Studio e Mattia Carzaniga, giornalista e nostra firma fissa. Qui di seguito alcuni link consigliati da Studio e dagli ospiti dell’incontro per approfondire la questione prima di venire sabato in Triennale.

ST17

Saverio Raimondo

Jerry Seinfeld: Political Correctness Will Destroy Comedy – The Hollywood Reporter
La cosa interessante di questo articolo, uno dei tanti che segnalano un dibattito in corso negli Stati Uniti (ma che riguarda anche noi) sul rapporto fra comicità e politicamente corretto, è che a lanciare l’allarme non è un comico controverso, ma Jerry Seinfeld, uno stand-up comedian mainstream e leggero. Ma che sa che si ride solo se di può ridere di tutto.

Christian Rocca

Perché bisogna rassegnarsi all’idea che il Jobs Act è un idolo (da proteggere) – Il Foglio
Il tema è ampio, variegato e come disse una volta Obama quando gli fecero una domanda sull’aborto è anche «above my pay grade». Politically correct, censura, autocensura, dite? La prima cosa che mi viene in mente è che spesso dibattiamo su grandi temi, per esempio politici, senza accorgerci che ci sta sfuggendo il punto più evidente, quello sotto gli occhi di tutti, quello centrale. Il dibattito a sinistra per esempio, con il Jobs Act diventato lo spartiacque tra una sinistra neoliberista (qualunque cosa voglia dire) e una sinistra-sinistra che ha a cuore i lavoratori. Dibattito, fratture, scissioni. Ultimatum. O il Jobs Act o la vita. Ma come spiega in questo formidabile articolo Giuliano Ferrara, l’abolizione del Jobs Act è diventato un feticcio irragionevole e fanatico perché, se poi si va a vedere, quel provvedimento ha creato lavoro e crescita, non disoccupati e decrescita. Eppure si fa finta di niente e non so se sia censura o autocensura, non credo, ma certamente viviamo nel tempo in cui le parole non sono importanti.

Mattia Carzaniga

Louis C.K. Is Done – Vulture

Perché davvero siamo arrivati al punto di dover riconsiderare carriere, film, personaggi? Persino vulture si schiera dalla parte dei seri, neanche su Louis si può scherzare, o quantomeno immaginare scenari diversi (uno stand up favoloso su questa cosa?). Va bene la battaglia sacrosanta, ma ora è solo il tempo della pulizia e della serietà, chissà se ne verremo fuori.

Studio

The Limits of Irony – First Things
Dei limiti dell’ironia e del perché la critica di DWF è oggi più attuale che mai

How Late-Night Comedy Fueled the Rise of Trump – The Atlantic
Mai come in questi anni i liberal sono stati innamorati dei late night show. E se invece l’umorismo politico avesse aiutato a uccidere il dibattito?

The Hell You Say – The New Yorker
Di cosa parliamo quando parliamo di libertà di parola: uno dei pezzi definitivi, o quasi, sul tema.

Ta-Nehisi Coates has an incredibly clear explanation for why white people shouldn’t use the n-word – Vox
Ta-Nehisi Coates spiega perché, secondo lui, certe persone non possono usare certe parole.

Qui per scoprire il programma completo di Studio in Triennale

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