Libri per l'estate ↓
13:37 giovedì 30 luglio 2026
Da un grande problema con gli incendi boschivi stanno derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.

Le parole sono importanti?

Approfondimento su uno degli incontri che si svolgeranno a Studio in Triennale, il 25 novembre. Discuteremo di censura e autocensura, di cosa si può ridere e di politically correct.

17 Novembre 2017

Le parole sono importanti? È quello che ci chiediamo in uno degli incontri in programma al Festival di Studio in Triennale, che si terrà lungo tutta la giornata di sabato 25 novembre, a Milano. È un tema complesso, che qui in redazione seguiamo con interesse sia leggendo i giornali stranieri che pubblicando approfondimenti nostri o dei nostri collaboratori. A settembre, per esempio, abbiamo pubblicato un pezzo di Arnaldo Greco che si chiedeva se oggi sarebbero ammesse in tv certe scorrettezze, anche comiche, che erano considerate normali nell’Italia del passato e se questo sia un segno di progresso civile o se non sia piuttosto una forma di censura (o autocensura) del pensiero libero. Un po’ tempo di prima Davide Coppo aveva ragionato sull’incattivimento linguistico dei social, anticipando una questione che sarebbe poi venuta fuori in modo molto più violento. È difficile avere un punto di vista univoco sulla questione o una soluzione: da un lato ci sono questioni legate al rispetto delle minoranze, delle differenze di genere e delle scelte sessuali; dall’altro i principi della libertà di espressione e di satira. Per provare a mettere tutte le carte sul tavolo abbiamo invitato quattro ospiti particolarmente sensibili al tema, per parlarne e interrogarci ancora. Sono Christian Rocca, direttore di IL, Saverio Raimondo stand-up comedian, Letizia Muratori scrittrice e collaboratrice di Studio e Mattia Carzaniga, giornalista e nostra firma fissa. Qui di seguito alcuni link consigliati da Studio e dagli ospiti dell’incontro per approfondire la questione prima di venire sabato in Triennale.

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Saverio Raimondo

Jerry Seinfeld: Political Correctness Will Destroy Comedy – The Hollywood Reporter
La cosa interessante di questo articolo, uno dei tanti che segnalano un dibattito in corso negli Stati Uniti (ma che riguarda anche noi) sul rapporto fra comicità e politicamente corretto, è che a lanciare l’allarme non è un comico controverso, ma Jerry Seinfeld, uno stand-up comedian mainstream e leggero. Ma che sa che si ride solo se di può ridere di tutto.

Christian Rocca

Perché bisogna rassegnarsi all’idea che il Jobs Act è un idolo (da proteggere) – Il Foglio
Il tema è ampio, variegato e come disse una volta Obama quando gli fecero una domanda sull’aborto è anche «above my pay grade». Politically correct, censura, autocensura, dite? La prima cosa che mi viene in mente è che spesso dibattiamo su grandi temi, per esempio politici, senza accorgerci che ci sta sfuggendo il punto più evidente, quello sotto gli occhi di tutti, quello centrale. Il dibattito a sinistra per esempio, con il Jobs Act diventato lo spartiacque tra una sinistra neoliberista (qualunque cosa voglia dire) e una sinistra-sinistra che ha a cuore i lavoratori. Dibattito, fratture, scissioni. Ultimatum. O il Jobs Act o la vita. Ma come spiega in questo formidabile articolo Giuliano Ferrara, l’abolizione del Jobs Act è diventato un feticcio irragionevole e fanatico perché, se poi si va a vedere, quel provvedimento ha creato lavoro e crescita, non disoccupati e decrescita. Eppure si fa finta di niente e non so se sia censura o autocensura, non credo, ma certamente viviamo nel tempo in cui le parole non sono importanti.

Mattia Carzaniga

Louis C.K. Is Done – Vulture

Perché davvero siamo arrivati al punto di dover riconsiderare carriere, film, personaggi? Persino vulture si schiera dalla parte dei seri, neanche su Louis si può scherzare, o quantomeno immaginare scenari diversi (uno stand up favoloso su questa cosa?). Va bene la battaglia sacrosanta, ma ora è solo il tempo della pulizia e della serietà, chissà se ne verremo fuori.

Studio

The Limits of Irony – First Things
Dei limiti dell’ironia e del perché la critica di DWF è oggi più attuale che mai

How Late-Night Comedy Fueled the Rise of Trump – The Atlantic
Mai come in questi anni i liberal sono stati innamorati dei late night show. E se invece l’umorismo politico avesse aiutato a uccidere il dibattito?

The Hell You Say – The New Yorker
Di cosa parliamo quando parliamo di libertà di parola: uno dei pezzi definitivi, o quasi, sul tema.

Ta-Nehisi Coates has an incredibly clear explanation for why white people shouldn’t use the n-word – Vox
Ta-Nehisi Coates spiega perché, secondo lui, certe persone non possono usare certe parole.

Qui per scoprire il programma completo di Studio in Triennale

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