Polemiche ↓
17:31 venerdì 10 aprile 2026
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.

C’è un tizio che sta partecipando a tutte le proteste in Turchia vestito da Pikachu

Marcia, fa cori contro Erdogan, scappa dalla polizia, tutto vestito da Pikachu. È diventato virale, ovviamente.

28 Marzo 2025

Non si sfugge alla memificazione, questo ormai lo sanno tutti. Non sfuggono neanche i movimenti di protesta e le manifestazioni di piazza: più persone si ritrovano in un dato posto in un certo momento, più alta è la probabilità che ne spunti una che con una parola, un gesto, una smorfia, un cartello, butti tutto in caciara.

È quello che è successo in Turchia: giorni e giorni a protestare contro l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu e contro il governo Erdogan, poi si presenta in piazza un tizio con addosso un costume da Pikachu ed ecco che il protagonista della storia diventa lui. Facciamo mea culpa anche noi che siamo qui a parlare del tizio vestito da Pikachu, ma a nostra discolpa: è impossibile distogliere lo sguardo da queste foto e questi video, una sorta di crossover tra la guerriglia urbana, Il cantante mascherato Paperissima Sprint.

L’attivista-Pokemon, così è stato ribattezzato sui social e dalla stampa, prima ha marciato per la strada assieme ai suoi compagni e compagne e poi si è dato alla fuga quando la polizia ha aperto gli idranti per disperdere la folla. I video, in particolare, del Pikachu rivoluzionario che sgambetta per le strade di Istanbul nel tentativo di sfuggire all’arresto sono oggettivamente esilaranti. Al momento non sappiamo se l’attivista Pokemon sia riuscito nel suo tentativo di fuga, ci auguriamo di rivederlo in piazza alla prossima manifestazione. Quello che sappiamo per certo, invece, è che 1900 persone sono state arrestate dal giorno in cui sono iniziate le proteste.

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Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.

La crisi dello Stretto di Hormuz ci lascia una sola certezza: quella dai combustibili fossili è una tossicodipendenza che non possiamo più sostenere

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