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Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché per Universal le loro recensioni rischiano di danneggiare il film A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.

Per il New Yorker il nuovo film di Malick è un capolavoro

09 Marzo 2016

knight_of_cups_poster-1_LuazX5NRichard Brody, critico cinematografico del New Yorker, ha scritto ieri una lunga recensione del nuovo film di Terrence Malick, Knight of Cups, uscito il 4 marzo negli Stati Uniti a distanza di più di un anno dall’anteprima mondiale al Festival di Berlino 2015.

I toni dell’articolo sono improntati all’entusiasmo. Per Brody «forse nessun film nella storia del cinema segue l’andamento della memoria così profondamente, appassionatamente e fiduciosamente come Knight of Cups. È un instant classic in vari generi – la confessione, il dietro le quinte di Hollywood, il dramma dantesco della mezza età, la riflessione religiosa, il melodramma famigliare, il sogno erotico – poiché la storia del protagonista, come quella di molte persone, è un insieme intrecciato di varie vite che non si sovrappongono ma sono inseparabili le une dalle altre».

Il protagonista del film è Christian Bale, che interpreta la parte di uno sceneggiatore e appaiono, tra le altre, Cate Blanchett, nel ruolo di sua moglie, e Natalie Portman, una delle sue amanti. Il direttore della fotografia è il solito gigantesco vincitore di tre premi Oscar Emmanuel Lubezki.

Le due cose su cui l’articolo di Richard si concentra sono Los Angeles e il carattere autobiografico del film. Da un lato, infatti, Brody definisce Knight of Cups «un’ode a Los Angeles – e della città vista dalle macchine – non meno di Somewhere di Sofia Coppola». Dall’altra parte, come i grandi romanzi dell’epoca moderna, secondo Brody, si tratta di un film che indaga sulla memoria e in particolare su quella tensione tra fiction e non-fiction, tra trama lineare e confezionata e aggregazione associativa di fatti e ricordi, tipica appunto dei grandi capolavori letterari: «Nel suo tono di confessione spiazzante, Knight of Cups parla di quel tipo di film che i registi fanno quando riescono a essere onesti sulla loro esperienza e, allo stesso tempo, è quel tipo di film».

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