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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Christopher Nolan ha polemizzato con la Warner Bros.

11 Dicembre 2020

Christopher Nolan avrebbe voluto salvare il cinema. Lo ha detto numerose volte nel corso dei mesi scorsi, avrebbe voluto riuscirci con Tenet, riportare in vita l’esperienza teatrale, tanto che a fronte dei relativamente scarsi incassi del film – meno di 350 milioni di dollari ai box office mondiali – e alla decisione della Warner Bros. di distribuirlo in streaming (su Amazon Prime dal 15 dicembre) a causa dei profitti “deludenti”, aveva detto in una lunga intervista al Los Angeles Times: «Lo studio sta usando i miei risultati come scusa per far subire alle sale tutte le perdite della pandemia invece che mettersi in gioco e adattarsi – o ricostruire il nostro business». Rientra quindi in un simile contesto la sua nuova critica mossa alla Warner Bros., relativamente alla decisione della casa di distribuire contemporaneamente i grandi Blockbuster attesi e rimandati al 2021 come Dune di Villeneuve e Wonder Woman 1984 sia al cinema che in streaming, su Hbo Max.

Come ricorda Variety, da Insomnia nel 2002, Nolan ha collaborato con la Warner Bros. in tutti i film che ha diretto, un elenco di successi di critica e di pubblico che includono la trilogia del Cavaliere Oscuro, Inception e Dunkerque.  Il legame quasi ventennale tra il regista e lo studio di Hollywood ha infatti gettato le basi per uno dei rapporti di lavoro di maggior successo nella storia del cinema odierno. Fino a questo momento. Secondo Nolan infatti, la Warner Bros. starebbe commettendo un errore gigantesco, che non farà altro che sferzare un colpo durissimo alle sale, già in crisi a causa della pandemia. «Alcuni dei più grandi registi del nostro settore e alcune delle più importanti star sono andati a dormire pensando che il loro lavoro sarebbe stato visto su un grande schermo, che avrebbero potuto aiutare a sollevare la situazione. E invece il giorno dopo si sono svegliati scoprendo di stare lavorando per uno tra i peggiori servizi di streaming», ha dichiarato lunedì in un’apparizione su E!. Si tratterebbe infatti, oltre che di un torto alle sale già vessate dalla crisi, anche di una completa mancanza di trasparenza nei confronti di registi e attori che «meritavano di essere consultati su quello che sarebbe successo al loro lavoro», ha aggiunto. Stando a quanto riporta Variety, la casa Legendary che ha prodotto Dune e Godzilla vs. Kong, sta valutando le azioni legali contro il distributore.

Parlando con l’Hollywood Reporter ed entrando più nello specifico della questione commerciale, Nolan ha aggiunto che la decisione di uscire contemporaneamente in sala e in streaming «non ha senso dal punto di vista economico e anche il più inesperto degli investitori di Wall Street potrebbe spiegare loro la differenza che passa fra un’interruzione momentanea e una disfunzione sistemica», cioè fra una contingenza temporanea, legata al Coronavirus quindi, e un cambiamento duraturo del mercato.

Nonostante secondo Vulture la strategia della Warner Bros. non sia altro che la fine di un percorso già iniziato da tempo motivato dallo strapotere dei colossi dello streaming, secondo Nolan il piano in questo caso sarebbe molto più opportunistico, con il solo scopo di rendere appetibile Hbo Max: la piattaforma di streaming, che appartiene alla medesima multinazionale di cui fa parte Warner Bros., non ha infatti mai avuto successo. Anche se al momento Nolan servirà come produttore esecutivo per Justice League di Zack Snyder, che uscirà paradossalmente proprio su Hbo Max, per molti la nuova lite potrebbe rappresentare la fine definitiva dei suoi rapporti con la Warner Bros.

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