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08:32 giovedì 4 giugno 2026
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Christopher Nolan è un grande fan di Fast & Furious

12 Febbraio 2024

La scorsa settimana, Stephen Colbert ha mostrato al pubblico del suo Late Show una sua intervista a Christopher Nolan. I due si sono incontrati presso l’Institute for Advanced Study di Princetown, in New Jersey – una delle location centrali per le riprese di Oppenheimer – per parlare, tra le altre cose, dell’ultimo film di Nolan, candidato a ben 13 premi Oscar. Come riportato da Variety, nel corso della lunga conversazione con Colbert, Nolan ha spiegato le ragioni che l’hanno spinto a ricreare un’esplosione atomica senza ricorrere agli effetti speciali (ne avevamo parlato qui) e, messo di fronte alla frustrazione che molti spettatori sentono nel non capire i suoi film, in particolare Tenet, ha affermato che «Tenet non è un film fatto perché si capisca tutto. Non è del tutto comprensibile».

Ma l’intervista, oltre ad essere una rara occasione per sentire Nolan – che è dichiaratamente più a suo agio dietro la macchina da presa – parlare approfonditamente dei suoi film, ha permesso ai fan di conoscere un aspetto sorprendente della sua personalità: quella di fan di Fast & Furious. Già nel 2020, Nolan aveva accennato a questa inaspettata passione durante un episodio del podcast Happy Sad Confused di Josh Horowitz e, durante l’intervista con Colbert, ha ribadito il proprio amore per la serie: «Guarderei quei film continuamente. Li amo» ha detto Nolan. Di fronte a Colbert che, divertito da questa informazione, confessa di non aver mai visto i film di Fast & Furious e gli propone una maratona in cui vederli tutti, il regista non sembra perplesso (o divertito) e risponde: «Sono sorpreso che tu non ne abbia mai visto uno. E non c’è bisogno di vederli tutti in una volta. È solo a partire dagli ultimi che si sviluppano un arco e un mitologia specifici. Io inizierei con Tokyo Drift e lo guarderei come un film a sé stante». E non si pensi che per Nolan la serie sia solo un guilty pleasure: «Non ho nessun senso di colpa a riguardo. È eccezionale» ha dichiarato con fierezza il regista. 

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Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, racconta trent'anni di arte contemporanea – e il sogno veneziano diventato realtà.