Ambrogio Beccaria ha compiuto una delle più grandi imprese nella storia dello sport italiano: il 16 giugno ha vinto la Vendée Arctique alla sua prima partecipazione e alla sua primissima regata in solitario, otto giorni in cui ha affrontato, e superato, la sfida eterna del Grande Nord.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin
Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
La Hayward Gallery del Southbank Centre ospiterà il ritorno a Londra di Nan Goldin, dal 24 novembre di quest’anno al 7 marzo 2027. Dopo il grandissimo successo della mostra The Ballad of Sexual Dependency all’Hangar Bicocca di Milano, conclusasi nello scorso febbraio, Goldin vola in Inghilterra e interrompe così un’assenza lunga 24 anni. Lo fa per presentare in anteprima un nuovo film, You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), una serie di riflessioni su come sopravvivere, esercitare empatia e trovare la bellezza in tempi orribili come quelli che stiamo vivendo.
Goldin ha girato You Never Did Anything Wrong, Part II (2026) in collaborazione con il regista David Sherman. Si tratta di un “film astratto”, che rielabora filmati d’archivio e documentari naturalistici degli anni Sessanta e Settanta, mescolandoli con la colonna sonora di Mica Levi, tutta basata sulle musiche di vecchi e oscuri film. A detta della stessa Goldin, l’opera è un tentativo di «esplorare il modo in cui agli esseri umani viene insegnato a guardare la loro stessa specie». Il film verrà proiettato assieme all’altra metà del progetto, You Never Did Anything Wrong, Part I (2024), un lungometraggio girato in 16mm che esplora la coscienza animale attraverso il pretesto narrativo di un’eclissi solare, ispirandosi a un antico mito in cui gli animali rubano il sole. Accompagnato dalle musiche di Valerij Fedorenko e, ancora una volta, di Mica Levi, il film è dedicato a Sulala Animal Rescue, la più antica associazione di soccorso per animali della Striscia di Gaza.
La mostra alla segnerà anche la prima britannica di Stendhal Syndrome (2024), un lavoro che mette a confronto i ritratti fotografici degli amici e degli amanti di Goldin con altrettanti classici della st, rivelando misteriose e sorprendenti somiglianze nella composizione, nel cromatismo e nell’emotività, tutto per dimostrare che «my people have always been here» («la mia gente è sempre stata qui»). Infinite, Memory Lost (2019–2021), una delle opere più personali e dolorose di Goldin, incentrata sul suo passato di tossicodipendente. Attraverso una sequenza di diapositive che ritraggono la sua vita e le sue amicizie storiche, il film racconta il ciclo di estasi, lutto e sofferenza a cui la dipendenza costringe ogni essere umano. Memory Lost è anche una critica e un’accusa alle case farmaceutiche e un tentativo di affrancare le persone tossicodipendenti dallo stigma che ancora le perseguita. L’opera è dedicata a P.A.I.N. – Prescription Addiction Intervention Now – l’organizzazione fondata da Goldin per combattere per aiutare le vittime della crisi degli oppioidi e perseguire i responsabili della stessa.
Al piano superiore della Hayward Gallery, infine, il percorso espositivo si chiuderà con una selezione di stampe fotografiche, inclusa una nuova serie inedita strettamente legata ai film del progetto You Never Did Anything Wrong.