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01:35 giovedì 24 settembre 2026
Non si sa niente del nuovo film di Gregg Araki, ma il fatto che si intitoli Il declino della fottuta civiltà occidentale ci fa sperare benissimo Il regista di Mysterious Skin starebbe dirigendo una commedia dark con Ashton Kutcher, Alison Brie e Jesse Williams.
I Meta Glasses sono talmente odiati che qualcuno si è inventato un’app che si chiama Zuckoff che ti avverte se ce n’è un paio nella vicinanze Si chiama Zuckoff, intercetta le frequenze bluetooth con cui gli smart glasses si collegano al telefono e avvisa chi l'ha installata.
All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata la prima volta che Stati Uniti e Iran si sono incontrati per discutere al posto di lanciarsi solo razzi come prima e dopo il cessate il fuoco di giugno Trump ha parlato per quasi tutto il suo discorso di quanto stia facendo per l'America, il resto è servito a giustificare la guerra con l'Iran.
Sally Rooney è riuscita a far cancellare la costruzione di un data center in Irlanda Un data center contestato dall'autrice di Intermezzo e Persone normali si è appena visto revocare il permesso di costruire per aver violato la politica climatica nazionale irlandese.
La migliore risposta all’uscita di Tajani sulle gonne delle donne sono le immagini AI di Tajani che indossa gonne di ogni foggia, fattura, lunghezza, materiale e colore Il Ministro degli Esteri ha detto che l'affidabilità di una donna è inversamente proporzionale alla lunghezza della sua donna. La shitstorm non si è fatta attendere.
Meta ha bloccato la promozione di un adattamento teatrale di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf in quanto contenente “temi femministi” Il Teatre Raval di Barcellona ha condiviso la surreale conversazione avuta con Meta riguardo alla censura dei post sullo spettacolo: per risolvere la situazione, Meta ha consigliato di eliminare le «parole chiave», in modo che il testo non sembrasse «incoraggiare l'attivismo».
Il nuovo film di Francesco Sossai racconta la storia dei Serenissimi, gli svitati che occuparono piazza San Marco a Venezia con un carrarmato “artigianale” in nome dell’indipendentismo veneto Il film si intitola T, un omaggio al Tanko, il carro armato con cui i Serenissimi volevano liberare il Veneto, o almeno piazza San Marco, dall’invasore italiano.
Amanda Lear ha accusato Miley Cyrus di averle copiato una canzone e ha detto che sia i suoi fan che ChatGPT le stanno dando ragione Con gli hashtag #copycat e #ripoff, Lear ha spiegato su Instagram che Redlight di Miley è una scopiazzatura della sua The Sphinx.

Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin

Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.

17 Luglio 2026

La Hayward Gallery del Southbank Centre ospiterà il ritorno a Londra di Nan Goldin, dal 24 novembre di quest’anno al 7 marzo 2027. Dopo il grandissimo successo della mostra This Will Not End Well all’Hangar Bicocca di Milano, conclusasi il 15 febbraio, l’artista vola in Inghilterra interrompendo un’assenza lunga 24 anni. Lo fa per presentare in anteprima un nuovo film, You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), una serie di riflessioni su come sopravvivere, esercitare empatia e trovare la bellezza in tempi orribili come quelli che stiamo vivendo. 

Girato in collaborazione con il regista David Sherman, You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), è un “film astratto” che rielabora filmati d’archivio e documentari naturalistici degli anni Sessanta e Settanta, mescolandoli con la colonna sonora di Mica Levi, tutta basata sulle musiche di vecchi e oscuri film. A detta della stessa Goldin l’opera è un tentativo di «esplorare il modo in cui agli esseri umani viene insegnato a guardare la loro stessa specie». Il film verrà proiettato assieme all’altra metà del progetto, You Never Did Anything Wrong, Part I (2024), un lungometraggio girato in 16mm che esplora la coscienza animale attraverso il pretesto narrativo di un’eclissi solare, ispirandosi a un antico mito in cui gli animali rubano il sole. Accompagnato dalle musiche di Valerij Fedorenko e, ancora una volta, di Mica Levi, il film è dedicato a Sulala Animal Rescue, la più antica associazione di soccorso per animali della Striscia di Gaza.

La mostra segnerà anche la prima britannica di Stendhal Syndrome (2024), un lavoro che mette a confronto i ritratti fotografici degli amici e degli amanti di Goldin con altrettanti classici della scultura, rivelando misteriose e sorprendenti somiglianze, tutto per dimostrare che «my people have always been here» («la mia gente è sempre stata qui»). E poi Memory Lost (2019–2021), una sequenza di diapositive dedicate all’esperienza personale di Goldin con le droghe e la dipendenza che racconta il suo percorso di estasi, sofferenza e lutto. L’opera è anche una critica e un’accusa alle case farmaceutiche e un tentativo di affrancare le persone tossicodipendenti dallo stigma che ancora le perseguita, sostenendo la riduzione del danno. L’opera è dedicata a P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now) l’organizzazione fondata da Goldin per aiutare le vittime della crisi degli oppioidi e perseguire i responsabili, la cui storia è stata raccontata nel film-documentario Tutta la bellezza e il dolore – All the Beauty and the Bloodshed diretto da Laura Poitras, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2022.

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