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05:08 sabato 7 novembre 2026
In un modo molto herzoghiano, Werner Herzog ha rivelato che il suo prossimo film è un documentario su Karl Bushby, l’uomo che ha impiegato 28 anni per fare il giro del mondo a piedi Il regista lo ha detto a Hull, nel giorno del ritorno a casa di Karl Bushby dopo 50mila chilometri a piedi: «Questa è la fine del mio nuovo film», ha detto, che si intitolerà Walk of Life.
Un romanzo di 700 pagine scritto nell’Ottocento sta facendo litigare furiosamente i polacchi progressisti coi polacchi tradizionalisti Una miniserie Netflix e un film campione d’incassi hanno riportato al centro del dibattito La bambola di Bolesław Prus, il classico che generazioni di polacchi hanno letto a scuola
Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.

Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo

Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».

17 Luglio 2026

Se c’è un’artista capace di piegare il tempo alle proprie regole e alla propria flemma è sicuramente Lana Del Rey. Del ritardo nella pubblicazione del suo nuovo attesissimo disco avevamo già parlato a febbraio, quando la cantautrice, annunciando l’uscita del singolo “White Feather-Hawk Tail Deer Hunter” aveva comunicato che l’attesa per il nuovo album sarebbe durata “tre mesi e due settimane” (e dato la colpa del ritardo a questioni pratiche come il tempo necessario a incidere su vinile). Bene, siamo a luglio inoltrato, i tre mesi sono passati, l’estate è arrivata ma il suo disco ancora no. Forse ricordandosi della data precedentemente comunicata e per l’ennesima volta saltata, il 16 luglio Lana ha voluto rassicurare i suoi fan con un post Instagram (un carousel, per la precisione, aperto un video in cui gioca con un gatto) in cui comunica, sì, ci sta mettendo un po’ di più, ma la vera ragione è che oltre a Stove (e cioè l’album che stiamo tutti aspettando) ce ne sarà un altro. A quanto pare, quindi, fra un mese e un po’ di tempo («Ho bisogno di un altro mese per metterlo assieme e poi mandare in stampa i due dischi», ha scritto Lana), avremo ben due album, «tra i più belli che abbia realizzato», dice lei.

Nelle immagini del post ci sono le solite scene di famiglia alle quali ci ha abituato ultimamente, video e foto insieme marito Jeremy Dufrene, e due copertine di album. Su una di queste si legge Spyda, dettaglio che ha fatto presupporre che il secondo album potrebbe chiamarsi così. Nella didascalia la cantautrice si dilunga in modo un po’ criptico sul processo che ha portato alla creazione questa nuova musica, lasciando intendere che c’è stato qualche problemino con qualcuno. Dice di aver passato molto tempo «ad aspettare che le cose andassero al loro posto e altrettanto tempo a chiedermi se fosse giusto che invece stessero andando in pezzi». E dice che frattempo è nato quello che definisce un “large companion album” realizzato con l’aiuto «di quante più persone possibile, per raccogliere i miei pensieri su quanto stessero cambiando le cose». Se Stove è stato pensato come un “album classico”, continua, il secondo disco è scaturito come «una sorta di commento su tutto quello che è successo, sulla pazienza che è stata necessaria e sulla fiducia che ho dovuto avere nel fatto che non era colpa mia se certe cose non funzionavano». Alla fine ringrazia chi è «rimasto a bordo con me» e augura «il meglio a tutti coloro che sono rimasti a terra. Vi capisco. Anzi scherzo, credevo fossimo sulla stessa barca». 

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